Con l’anello incastrato al pronto soccorso,
“liberato” dai vigili del fuoco

SENIGALLIA - Carmelo Foti: «Mentre ero in attesa ne ho sentite di ogni: insulti, toni sgradevoli, umiliazioni, mancanze di rispetto. A volte basterebbe semplicemente un po' più di educazione e buon senso»

L’anello incastrato nel dito

di Sabrina Marinelli

Il dito si è gonfiato all’improvviso e l’anello è rimasto incastrato. Una brutta disavventura che si risolta solo con l’arrivo dei vigili del fuoco al Pronto soccorso di Senigallia nella notte di Ferragosto.

«Si era gonfiato in maniera piuttosto preoccupante e non riuscivo a togliere l’anello dal dito – racconta Carmelo Foti -. Arrivato al Pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia, era da poco passata la mezzanotte, c’erano un trentina di persone davanti a me. Sono stato accolto con tanta gentilezza dal personale medico e, viste le condizioni del mio dito, si sono subito presi cura di me».
I sanitari hanno provato in tutti i modi ma niente da fare. Vari tentativi li aveva fatti anche lui a casa prima di rassegnarsi e decidere di andare in ospedale. «Sono stati costretti a richiedere l’intervento dei vigili del fuoco – aggiunge – che, da lì a poco, sono arrivati. Persone squisite, fantastiche. Le hanno provate tutte e, alla fine, con tanta pazienza e professionalità, sono riusciti a liberarmi il dito».

Il dito liberato

E’ grato per il problema risolto e per il modo in cui è stato accolto. «Ringrazio di cuore tutti il personale medico del Pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia e la squadra dei vigili del fuoco di Senigallia – le sue parole -. Sono veramente persone fantastiche che svolgono il proprio lavoro con tanta passione e dedizione. Mentre ero in attesa ne ho sentite di ogni: insulti, toni sgradevoli, umiliazioni, mancanze di rispetto – aggiunge -. Capisco il nervosismo quando si aspetta da tante ore ma questo non giustifica certi comportamenti. A volte basterebbe semplicemente un po’ più di educazione e buon senso».

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