«Volevamo solo fare uno scherzo»:
il “gioco” degenerato a Ferragosto.
La versione di un rapinatore con le scuse
di Sabrina Marinelli
Sono tornati a casa i tre operai lombardi arrestati la notte di Ferragosto a Senigallia dalla polizia. Due in treno e uno in macchina, affidati ai rispettivi genitori che hanno garantito per i domiciliari, disposti ieri dal Gip. Nel convalidare gli arresti ha previsto anche l’applicazione del braccialetto elettronico per tutti.
Durante l’udienza, due indagati sono rimasti in silenzio avvalendosi della facoltà di non rispondere. L’unico a rilasciare dichiarazioni spontanee è stato il 20enne di Monza, nel giorno del suo compleanno. Ha ammesso lo stato di alterazione alcolica e ricostruito la dinamica: l’intento originale era soltanto quello di spaventare dei coetanei simulando una rapina. La situazione è però precipitata quando una delle vittime ha reagito e, secondo la linea difensiva, proprio la paura e il timore di quel confronto avrebbero fatto scattare la reazione resa violenta dall’alcol. Si è poi scusato.
Sulla posizione dell’altro ventenne di Carate Brianza, il difensore Antonella Conticelli del foro di Monza, che difende i due più giovani, aveva chiesto la totale assenza di misure cautelari, non avendo, a suo dire, avuto alcun ruolo attivo nei fatti.
Il giudice ha scelto, però, di distribuire la responsabilità cautelare in modo uniforme per l’intero gruppo in ordine ai reati compiuti in concorso tra loro: rapina e lesioni personali con l’aggravante di averle provocate per compiere l’atto predatorio. Una decisione che trova la ferma opposizione dell’avvocato Conticelli: «Si tratta di tre bravi ragazzi, incensurati e lavoratori venuti in vacanza. La misura applicata appare decisamente eccessiva. Chiederò la revoca dei domiciliari per consentire loro di poter continuare a lavorare».
Per il 23enne di Sesto San Giovanni, arrivato nelle Marche al volante dell’auto di famiglia con targa svizzera e assistito dall’avvocato Alessia Barcaglioni di Ancona, è scattata anche la contestazione relativa al coltello, che la difesa evidenzia non essere mai stato sfoderato né mostrato durante gli episodi. Era nel suo zaino.
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