Beko Melano, la protesta della Fim-Cisl:
«Accordi disattesi, sciopero e presidio
l’8 settembre»

FABRIANO - Ad annunciarlo è il segretario regionale Giampiero Santoni

Beko

«L’accordo del 14 aprile 2025 sottoscritto al Mimit con la presenza del Ministro Urso con l’ennesimo sacrificio occupazionale per il territorio di Fabriano, che avrebbe dovuto garantire stabilità e il rilancio del sito Beko di Melano mettendo le basi per una occupazione stabile e prospettive industriali di lungo termine, sta manifestando una realtà ben diversa nello stabilimento».
Lo rende noto Giampiero Santoni, Segretario Regionale Fim-Cisl Marche.
«Malgrado i 66 esuberi occupazionali previste dal piano industriale che sono stati portati a termine a cui se ne sono aggiunti altri 30 circa volontari – prosegue -, permane l’utilizzo della cassa integrazione come gli anni precedenti con un calo significativo nei volumi prodotti. A questo si aggiunge il mancato rispetto degli accordi negli investimenti, dei “62 mln in prodotto, processo e ricerca e sviluppo” piu per “l’efficientamento energetico 1,5 milioni per le istallazioni dei pannelli solari”, ad oggi si vedono solo le briciole».
Di fatto «ad oggi sono stati posizionati i pannelli solari anche se non sono del tutto operativi. Da qui si comprende la grande preoccupazione dei lavoratori e delle Rsu nel vedere un accordo rispettato nella parte dei licenziamenti e utilizzo della Cassa Integrazione ma meno nell’impegno di rilanciare la fabbrica. In previsione dell’incontro previsto al Mimit il 1 ottobre, dove saranno portate le istanze dei lavoratori – conclude –, martedì 8 settembre alle ore 10 si svolgerà lo sciopero e il presidio di protesta davanti ai cancelli dello stabilimento Beko di Melano per denunciare il mancato rispetto degli accordi all’opinione pubblica, alla stampa, alla politica e alle istituzioni a tutti i livelli».

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