A pesca di abilità: 18 barche
in mare per superare le barriere

ANCONA - Gli equipaggi saranno formati da atleti con disabilità, volontari e pescatori salperanno dalla banchina del Mandracchio

La presentazione

Abbattere le barriere della disabilità utilizzando il mare come catalizzatore sociale e la pesca ricreativa come strumento terapeutico. Si terrà domenica 20 settembre, con partenza alle 8 dalla banchina del Mandracchio, la prima edizione di “A Pesca di abilità”, evento benefico che vedrà diciotto imbarcazioni prendere il largo con equipaggi speciali composti da un comandante esperto, un prodiere volontario, un partecipante con disabilità (tra i 5 e i 45 anni) e un caregiver.

La manifestazione, inserita nell’itinerario verso il centenario del Gruppo di Ancona dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (Anmi) previsto per il 2028, nasce dalla sinergia con la Cooperativa Pescatori Motopescherecci e l’Associazione Pescatori Sportivi Dilettantistici (Apsd), sotto il coordinamento del presidente Anmi Marco Cingolani, del presidente APSD Nicola Bua e di Giovanni Ciarrocchi. L’iniziativa coinvolge attivamente le principali realtà del settore sociale dorico – tra cui Lega del Filo d’Oro, Centro Papa Giovanni XXIII, Fondazione Don Gnocchi, Dodicimesi, Cooperativa Opera e AISM – e registra la presenza straordinaria del campione di pesca Luca Bassani.

L’evento si avvale del patrocinio del Comune di Ancona e dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, con il supporto tecnico di Associazione Produttori Pesca, Capitaneria di Porto per la sicurezza dei transiti e del Cisom Raggruppamento Marche per l’assistenza sanitaria in mare. Al rientro a terra è previsto un momento conviviale ospitato nei locali della marineria. In caso di maltempo l’iniziativa slitterà al 27 settembre.

Sull’impatto dell’iniziativa è intervenuto il vicesindaco e assessore allo sport Giovanni Zinni: «Il Comune di Ancona si adopera quotidianamente per dare sempre più attenzione al tema dell’inclusione, del rispetto della persona e, soprattutto, si adopera per il pieno e fattivo coinvolgimento nella attività ludico-sportive che hanno luogo sul territorio; quest’ultimo aspetto è fondamentale per stimolare in tutti i modi le famiglie alla partecipazione alla vita sportiva, così da inserire sempre più le persone con disabilità all’interno del mondo dello sport. Mi sento di ringraziare l’Anmi  per come sta interpretando in chiave moderna tante iniziative che spaziano dal sociale alla cultura; ringrazio infine tutti i partner che aderiscono a ‘A pesca di abilità’, operanti da anni nel settore della pesca, con dedizione e serietà».

L’assessore ai servizi sociali Manuela Caucci ha sottolineato la continuità degli interventi comunali: «Sport e disabilità devono camminare di pari passo per creare una vera e propria inclusione e, in questo senso, penso che stiamo camminando verso la direzione giusta; molte sono, infatti, le iniziative messe in campo dall’Amministrazione comunale per abbattere le barriere e aumentare l’inclusione, anche dei più piccoli. Il Comune è disponibile e lieto di collaborare con tutte le associazioni che perseguono questi obiettivi, motivo per cui ringrazio le associazioni presenti e auspico che la sinergia, in special modo quella che ruota attorno al mare, possa continuare e rafforzarsi nel tempo».

Forte il valore simbolico espresso dai rappresentanti dell’organizzazione. Marco Cingolani, presidente del Gruppo Anmi Ancona, ha ricordato la missione dei marinai: «Come Marinai d’Italia abbiamo un motto non scritto: “non lasciare mai indietro nessuno”. Domenica questo valore si trasformerà in “non lasciare a terra nessuno”. Sarà una splendida giornata di mare, amicizia, benessere psicofisico e dignità, organizzata da tre realtà diverse fra loro, ma tutte strettamente legate al mare, per valorizzare Ancona come città aperta, accogliente e inclusiva. Un ringraziamento particolare al Comune di Ancona, all’Arcivescovo Mons. Angelo Spina e a tutti coloro, volontari, associazioni, fondazioni, cooperative, che sostengono o parteciperanno a questa iniziativa».

Sul valore terapeutico dell’attività è intervenuto Nicola Bua, presidente Apsd Ancona: «Siamo convinti che la pesca sportiva possa rappresentare uno strumento terapeutico straordinario. Domenica non conteremo il numero di pesci pescati, ma il numero di sorrisi stampati sui volti dei nostri nuovi pescatori. Sarà quella la nostra vittoria sportiva più grande».

Ha concluso Giovanni Ciarrocchi, coordinatore della Cooperativa Pescatori Motopescherecci: «Da oltre ottant’anni viviamo il mare come professione, ma anche come risorsa di solidarietà. Vogliamo che i ragazzi respirino l’atmosfera vera del porto. Il Mandracchio deve essere uno spazio aperto all’inclusione: il mondo del lavoro marittimo sa essere sensibile e attento ai più fragili».

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