Porte aperte in terapia intensiva:
visite estese a 6 ore
e arrivano i diari per i familiari
Sei ore continuative al giorno al fianco dei propri cari ricoverati, invece di un solo lasso di tempo ristretto. Svolta storica all’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche dove, da giovedì 1 ottobre 2026, la Clinica di anestesia e rianimazione generale, respiratoria e del trauma maggiore spalanca le porte ai parenti grazie al progetto “Open Care – Rianimazione aperta”.
La struttura diretta dal professor Abele Donati dell’Università Politecnica delle Marche estende così l’orario di visita, superando il precedente limite che nei giorni feriali prevedeva l’accesso ristretto nella sola fascia compresa tra le 13.30 e le 14.30. La novità punta a trasformare l’approccio alla cura, riducendo l’ansia dei ricoverati e creando un ponte diretto tra personale sanitario e famiglie.
«Questo significativo aumento orario, definito e condiviso dall’intera equipe della struttura operativa, è pensata per facilitare la presenza costante dei propri cari in un ambiente protetto e strutturato», spiega il professor Donati. «Open Care rappresenta soprattutto un cambiamento culturale e assistenziale: il familiare non sarà più considerato un semplice visitatore, ma una presenza significativa e, quando possibile, una risorsa nel percorso di cura. Nella prima fase sperimentale abbiamo notato che la presenza dei parenti nell’area intensiva è stato un valore aggiunto nel percorso clinico-assistenziale e ha portato benefici evidenti sia ai pazienti che ai familiari stessi».
Il nuovo modello fissa regole precise per l’ingresso: l’individuazione di un caregiver di riferimento, indicazioni chiare esposte con una cartellonistica dedicata e il divieto assoluto di scattare foto o registrare video con i telefoni cellulari. Medici e infermieri accompagneranno le famiglie nelle attività di orientamento e stimolazione del paziente. Tra le novità spicca l’introduzione dei “diari di degenza”: ai parenti dei ricoverati a lungo termine verrà consegnato un quaderno su cui annotare liberamente pensieri, stati d’animo e preoccupazioni durante le 6 ore di permanenza quotidiana in reparto. L’iniziativa dell’ast e dell’Aou mira a ridurre delirium, dolore e ricorso alla contenzione, migliorando il benessere di degenti e operatori.
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