Misa, Nevola e Musone:
il Consiglio dà l’ok alle risorse
per la mitigazione del rischio idrogeologico

Il Misa a Senigallia
di Alessandra Bastarè
Risorse per la difesa del suolo e la mitigazione del rischio idrogeologico nel territorio di Ancona: approvato oggi, in Consiglio regionale, il Programma triennale dei lavori pubblici 2026/2028.
A illustrare il programma, per la maggioranza, il consigliere Nicola Barbieri (Fdi) che ha parlato di un totale di «66 interventi per 340 milioni di euro nelle tre annualità. I principali riguardano le infrastrutture stradali, l’edilizia sanitaria, la mobilità, la valorizzazione dei beni culturali, la difesa del suolo e la mitigazione del rischio idrogeologico. Una programmazione che ha dimensioni regionali con l’interessamento di tutte le province».
L’edilizia sanitaria e le infrastrutture stradali rappresentano le principali macro aree di intervento. «In primis la realizzazione dei nuovi ospedali di Pesaro e Macerata e il nuovo parcheggio dell’hospice di Fano – spiega Barbieri –. Poi le strade. L’ampliamento della 502 Jesi-Cingoli (oltre 22 milioni di euro, ndr), la bretella di collegamento tra la superstrada Val di Chienti e la statale 16 in direzione Porto Sant’Elpidio, il collegamento tra Macerata e Villa Potenza (21 milioni di euro, ndr). Risorse anche per la mobilità sostenibile e le ciclovie con ampliamenti a Potenza Picena (600mila euro, ndr), Cupra Marittima, San Bartolo, Pian del Bruscolo, la ciclovia del Tenna. E poi ancora il nuovo polo della Protezione civile della Regione Marche con sede ad Ancona, l’adeguamento del Soi di Macerata (oltre 2 milioni di euro, ndr) e Ascoli Piceno e del Genio civile di Pesaro».
«Tra gli altri obiettivi principali – conclude Barbieri – ci sono gli interventi a difesa del suolo e di sistemazione e mitigazione del rischio idrogeologico: le principali sul fiume Misa a protezione di Pianello di Ostra e sul torrente Nevola a protezione di Passo Ripe».
Michele Caporossi (Progetto Marche Vive), relatore di minoranza, ha evidenziato che «l’edilizia sanitaria assorbe la maggior parte della programmazione lasciando, però, a chi verrà dopo il problema della mancanza di risorse. Oltre il triennio, i fondi da reperire sono, rispettivamente, il 75% per l’ospedale di Pesaro e il 95% per quello di Macerata. Anni di promesse ma la realtà è diversa. Poi che fine faranno i presidi di Fano e di Civitanova? Vogliamo risposte e tempi certi dato che, nel frattempo, i servizi sanitari peggiorano».
Dopo una serie di interventi, le conclusioni al presidente Francesco Acquaroli. «Sull’ospedale di Pesaro abbiamo trovato 300 milioni di euro di oneri finanziari – ha detto -; è come acquistare una casa con oneri che valgono quanto il valore dell’immobile. Era questo il project che abbiamo trovato e che abbiamo dovuto bloccare dato che avrebbe tolto risorse alla sanità e ai servizi per i cittadini. Per l’ospedale di Macerata, come sapete, abbiamo revocato il project che non era nemmeno stato approvato. Dobbiamo dire la verità altrimenti facciamo un torto alle Marche».
Sulle risorse destinate alle infrastrutture, Acquaroli, parlando della valle del Potenza, ha parlato di una «viabilità sulla quale non si interveniva da oltre 70 anni mentre noi mettiamo 20 milioni per il collegamento tra Macerata e Villa Potenza. Lo stesso vale per la Pedemontana dove ci sono cantieri per mezzo miliardo. Andiamo insieme a vederli. Vi invito a vedere i lavori come vi inviterò quando inaugureremo i cantieri dei nuovi ospedali. Se oggi le Marche stanno vedendo qualcosa che si muove è per ciò che abbiamo messo in campo noi e non per ciò che abbiamo trovato».

Uno dei parcheggi a Torrette
Per la provincia di Ancona sono previste, tra le altre, risorse per i lavori di manutenzione straordinaria dell’immobile dell’ex casello idraulico di Senigallia (un milione e mezzo) e per le opere di disgaggio e realizzazione di barriere nelle pareti calcaree che insistono sulla ex statale 76 in località Gola della Rossa a Serra San Quirico (circa due milioni). Duecentocinquanta mila euro per il tratto della ciclovia che da via Bruno arriva a via Paolucci ad Ancona, circa 4 milioni per il restauro della rocca della Cittadella nel capoluogo, un milione per la manutenzione degli argini del fiume Esino e 450mila euro per quelli del fiume Metauro. Circa 3 milioni per lavori di riduzione del rischio idraulico del fiume Musone. Circa 5 milioni per il parcheggio dell’ospedale di Torrette.
Il programma triennale delle opere pubbliche prevede risorse anche per la manutenzioni dei palazzi di sedi della Regione Marche: Li Madou, Rossini e Leopardi.
Il Consiglio regionale ha approvato anche la proposta di legge di Luca Marconi (Udc) e Marco Ausili (Fdi) relativa al riconoscimento della giusta remunerazione non inferiore ai costi di produzione agricoli e zootecnici. Un tema che, come sottolineato dai proponenti, «ha messo al centro la difesa del mondo agricolo che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio». Proposta approvata con il voto contrario della minoranza che ha parlato di una «legge manifesto senza strumenti e senza risorse dato che aumentano i costi, ma non la remunerazione – ha detto Catena -. Servivano strumenti e risorse, non dichiarazioni di principio».
Il Consiglio si è aperto con le interrogazioni sulla desertificazione bancaria delle Marche proposte da Fabrizio Cesetti (Pd) e Marta Ruggeri (M5S). L’assessore Giacomo Bugaro ha risposto che «la Regione non può intervenire sulle valutazioni di carattere economico degli istituti di credito se non con la volontà e la persuasione che si possono “scontrare” con un processo di modernizzazione e digitalizzazione più grande di questa aula. Presto provvederemo al decreto di nomina di un comitato».
L’assessore Tiziano Consoli ha poi risposto alle interrogazioni dei dem Enrico Piergallini e Fabrizio Cesetti sull’emergenza sanitaria e ambientale dell’ex complesso industriale “Frigoriferi Sgattoni” e sulla bonifica dell’‘ecomostro in via Calatafimi’ a San Benedetto. «C’è interlocuzione tra Regione, amministrazione e Arpam ed è stata accertata l’inottemperanza della proprietà rispetto alla messa in sicurezza dell’area. Chi inquina paga le conseguenze» ha concluso Consoli confermando l’interessamento della Regione sulla questione.
L’aula è poi passata alle interrogazioni di Leonardo Catena (Pd) e Ruggeri sull’emergenza nella filiera del riciclo degli imballaggi in plastica a rischio di criticità nella raccolta differenziata nelle Marche e sulla segnalazione della presenza di ingenti quantità di rifiuti plastici nell’area di Santa Maria del Piano a Urbania. L’assessore Consoli ha assicurato che sono già stati eseguiti i controlli di Arpam.
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