Nuove povertà nelle Marche,
Dossier Caritas: «15mila persone aiutate,
il lavoro spesso non basta»

L'ALLARME dei 187 Centri di Ascolto. Tra le 272mila prestazioni erogate pesano la casa, l'assenza di reddito e il boom del gioco d'azzardo

Da sinistra: Mons. Gianpiero Palmieri, Simone Breccia, Andrea Tondi, Mons. Angelo Spina

Nel corso del 2025, la rete delle Caritas marchigiane ha teso la mano a 15.150 persone grazie all’attività di 187 Centri di Ascolto distribuiti sul territorio.
Questo dato rappresenta il punto di svolta del Dossier Caritas Marche 2026, una fotografia dettagliata che analizza le fragilità sociali intercettate e le azioni di supporto attivate a livello regionale.
Il Dossier è stato presentato oggi al Centro pastorale dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, alla presenza di Mons. Angelo Spina, Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo; Mons. Gianpiero Palmieri, Vescovo delegato per la Carità e il Lavoro della Conferenza Episcopale Marchigiana; Simone Breccia, Delegato regionale Caritas Marche; e Andrea Tondi, responsabile dell’Osservatorio Povertà e Risorse (Opr) di Caritas Marche.

La presentazione del Dossier

«Attingere a dati reali, come quelli offerti dai rapporti Caritas, a livello nazionale, regionale, diocesano ci permette di raggiungere e lasciarci raggiungere, attraverso le informazioni, dalle storie e dai volti di tante persone, perché non siano dimenticati». Con queste parole Mons. Gianpiero Palmieri, Vescovo delegato per la Carità e il Lavoro della Cem, ha introdotto il Dossier Caritas Marche 2026 sui dati del 2025, richiamando il significato più profondo di un lavoro che, attraverso i numeri, prova a restituire visibilità alle persone e alle fragilità incontrate quotidianamente dalla rete Caritas.
La povertà incontrata non ha un solo volto. Tra i casi con informazione disponibile, il 53,6% è costituito da uomini e il 46,4% da donne; il 61,7% ha cittadinanza non italiana, il 35,7% italiana. Il 28,1% vive solo, mentre il 55,1% vive con familiari o parenti.
Uno dei punti più critici riguarda la casa: il 53,6% vive in affitto e il 28,6% si trova in grave esclusione abitativa, intesa non soltanto come vita in strada, ma anche come accoglienza temporanea, sistemazioni precarie, insicure o inadeguate. In questa fascia l’81,6% è composto da uomini e il 76,7% risulta disoccupato.
Il lavoro è uno dei nodi centrali: il 49,4% delle persone con dato disponibile è disoccupato e in cerca di occupazione; il 21,2% risulta occupato. Il Dossier evidenzia quindi una doppia fragilità: il lavoro che manca e il lavoro che, pur essendoci, non sempre basta a garantire autonomia economica e abitativa.
Nel 2025 sono stati registrati 26.649 bisogni con classificazione specificata. Il 34,3% riguarda problemi economici, il 21,6% lavoro e occupazione e il 13,3% la casa: insieme, queste tre aree concentrano il 69,2% di tutte le fragilità rilevate. La microvoce più frequente è il reddito insufficiente, con un’incidenza equivalente al 40,3% rispetto alle persone incontrate; seguono la disoccupazione al 28,6%, l’assenza di reddito all’11,5% e la mancanza di casa al 10,6%.

La presentazione del Dossier

Alla lettura dei bisogni il Dossier affianca quella delle risposte. Nel corso dell’anno risultano 20.824 registrazioni di ascolto, oltre 272 mila prestazioni ed erogazioni di beni di prima necessità, tra cui 159.484 pasti e 57.324 pacchi viveri, quasi 9.500 prestazioni sanitarie e oltre 1,15 milioni di euro di sostegni economici diretti dichiarati dalle diocesi che hanno fornito il dato. Sul fronte dell’autonomia lavorativa sono stati registrati 699 interventi di orientamento, 315 accompagnamenti e 154 tirocini.
Una stima prudenziale attribuisce all’attività complessiva delle Caritas marchigiane un valore economico equivalente di circa 7,8 milioni di euro. Non si tratta del bilancio della Caritas né della spesa sostenuta, ma del valore stimato di una parte dei beni, dei servizi e dei percorsi messi a disposizione delle persone.

La presentazione del Dossier

Il Dossier si chiude con un focus sulla pratica dell’azzardo, elaborato su dati ministeriali. Nei 14 mesi considerati, fino a febbraio 2026, nelle Marche sono stati giocati oltre 4 miliardi di euro, il 60,3% attraverso il canale telematico. Un dato che non misura le perdite né consente di collegare direttamente l’azzardo alle situazioni di povertà incontrate nei CdA, ma che richiama l’attenzione sulla quantità di risorse economiche movimentate e sui possibili effetti sulle fragilità personali e familiari.
Il Dossier, viene spiegato, non vuole però fermarsi alla descrizione. Come sottolinea Simone Breccia, Delegato Caritas Marche, «i dati rilevano i fenomeni ma non trovano le soluzioni, ed è quindi necessario risvegliare le responsabilità di tutti gli attori, Enti pubblici, Diocesi e comunità tutta».

La presentazione del Dossier

«I dati del Dossier – concludono dalla Caritas – non rappresentano un censimento dell’intera povertà marchigiana, ma costituiscono un osservatorio privilegiato sulle persone che entrano in contatto con la rete Caritas. E restituiscono un messaggio netto: la povertà non riguarda soltanto chi non ha nulla. Riguarda anche chi lavora ma non riesce a sostenersi, chi ha una casa ma fatica a mantenerla, chi vive solo, chi perde il lavoro o vede progressivamente ridursi le proprie possibilità di autonomia. Reddito, lavoro e casa restano i tre principali punti di equilibrio sui quali si regge, o si rompe, la vita delle persone e delle famiglie».

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