L’Ancona all’esame Trestina.
Maurizi: «Meno errori e meno timore»

Chiucchiuini dell’Ancona in azione contro l’Angelana, foto Ssc Ancona
di Giuseppe Poli
Sesta di campionato per l’Ancona, domani pomeriggio al Del Conero alle 15 arriva lo Sporting Trestina, formazione di Trestina, frazione di Città di Castello. Il capoluogo dorico a confronto con una frazione umbra, com’era già successo una settimana fa a Santa Maria degli Angeli, frazione di Assisi. È la realtà di una nobile decaduta come l’Ancona, costretta con il suo stadio nato per la serie A nel 1992 a fare i conti con il calcio dilettantistico e di provincia. Non per questo meno competitivo. I dorici se ne sono resi conto una settimana fa, quando ad Assisi hanno anche rischiato di perdere, dopo essere passati in vantaggio. Contro il Trestina, 4 punti in cinque partite, servirà tanta attenzione e concentrazione, quelle inseguite dalla squadra e dallo staff durante la settimana di allenamenti a porte chiuse, ma anche tanta intensità e, soprattutto, la capacità di mettere a terra il potenziale di questa squadra, nonostante le assenze per squalifica e infortunio.
Nell’Ancona rientra l’under Lombardi, che ha scontato la squalifica, ma resta fuori per la terza giornata consecutiva l’altro under Scarfò, cui la squalifica di quattro giornate è stata ridotta a tre. Dunque potrà rientrare tra otto giorni a Giulianova, intanto non sarà della sfida così come il compagno di reparto Balestra, infortunato, e come i ben tre centrocampisti assenti anche loro per infortunio, che sono Menghi, Proromo e Pandolfi. Centrocampo obbligato per Maurizi (Bulevardi e Messori), davanti al portiere Mastrangelo i dorici dovrebbero essere schierati con una difesa a quattro con Ghirotto e Virdis sugli esterni e Morri e Sbardella in mezzo, sulla trequarti capitan Pecci e dall’altra parte uno tra Cocola e Baldassi, in mezzo l’under Chiucchiuini, più avanti il centravanti Manuzzi. Arbitra Bruschi di Ferrara.

Mister Agenore Maurizi in conferenza
«In settimana abbiamo avuto bisogno di confrontarci su alcuni aspetti – spiega mister Maurizi nel consueto momento pre partita –. E poi perché ci sono state altre defezioni, come quella di Pandolfi, che ci hanno portato a fare delle riflessioni. Quindi abbiamo deciso di allenarci a porte chiuse anche perché pensavamo che fosse giusto così, senza una ragione proprio ben chiara e precisa se non quella di stare da soli». Agenore Maurizi analizza poi i dati della sua squadra e li sottolinea: «Siamo la prima squadra del girone per tiri in porta, la prima per tiri dentro all’area di rigore, siamo anche la squadra con più passaggi in area di rigore e queste sono statistiche molto importanti. Però dobbiamo trovare un equilibrio tra quello che produciamo, che è tantissimo, e i gol che segniamo. Poi è anche vero che abbiamo preso quattro gol su calci piazzati, e sono quattro gol sui cinque subiti, un fattore che non c’entra niente con il modulo di gioco. Ma c’entra col fatto che magari sono schierato male, oppure disattento».
Le responsabilità: «C’è una responsabilità individuale, ma anche dell’allenatore che non riesce a trasmettere il suo messaggio – prosegue –. Questo fa parte proprio del calcio, delle volte si fa bene, altre volte si fa male, ma non è che si fa male perché per un motivo ben preciso, succede. E l’allenatore ha le sue responsabilità, perché è il suo ruolo. È un momento così, però sono contento perché vedo che i ragazzi vanno veramente tanto forte e producono un’infinità di azioni da gol. Finora le statistiche dicono che abbiamo tirato in porta da dentro l’area 27 volte, una media di 6 a partita, mentre altre squadre hanno una media di 3. Abbiamo 8 punti, magari con maggiore attenzione avremmo potuti averne qualcuno in più». Maurizi conclude: «Dubbi di formazione? Zero, con tre centrocampisti infortunati giocano i due che abbiamo. Sarà una partita come quelle che giochiamo contro tutte le squadre che vengono qui, il Trestina pratica un calcio molto aggressivo, molto bello. Noi dovremo essere bravi a portare in campo quello che abbiamo e fare una buona gara senza commettere errori. E se li facciamo dobbiamo essere bravi a non subirli dal punto di vista mentale, perché gli errori fanno parte della vita».
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