Il CdA di Whirlpool ha deciso:
chiusura della sede di Fabriano,
mobilità per i 40 dipendenti
Si sono materializzati i timori espressi alla vigilia dai lavoratori e dai rappresentanti sindacali dell’ex Wrap di Fabriano, gelando ogni più rosea aspettativa. «Il CdA di Whirlpool ha deciso di cessare le attività di progettazione nella sede di via Corsi, nonostante le forti contrarietà delle organizzazioni sindacali e di tutto il territorio» fa sapere una nota a firma delle segreterie di Fim, Fiom e Uilm, diramata poco fa. La multinazionale ha annunciato l’intenzione di aprire la procedura di mobilità per i 40 dipendenti della sede fabrianese, quasi tutti ingegneri.
«E’ l’ennesimo colpo di scure occupazionale che si abbatte su Fabriano. Un’altra mannaia occupazionale sul territorio – evidenziano le sigle sindacali – La scelta degli americani è dettata dal cambio dello scenario economico e dalla decisione di concentrare le attività di progettazione in prossimità dei siti produttivi, quindi in Nord America. Continua lo scempio industriale del territorio fabrianese e del Paese da parte delle multinazionali a cui consegue una deinstrializzazione che sembra inarrestabile, almeno finché non saranno messe in campo le giuste politiche industriali» concludono i sindacati dei metalmeccanici che attendono ora la comunicazione ufficiale della procedura per i licenziameni collettivi. A seguire, sarà convocata l’assemblea dei lavoratori.
Alla notizia della chiusura della sede Whirlpool di Fabriano con 40 dipendenti prossimi al licenziamento, il sindaco di Fabriano, Daniela Ghergo, già alle prese con altre vertenza nel locale distretto industriale dell’Elettrodemestico (Beko ed Electrolux), nei giorni scorsi si era domandata «quante altre chiusure di stabilimenti da parte delle multinazionali dovremo registrare a Fabriano? O dobbiamo forse cominciare a pensare che la strategia del Governo è assolutamente incapace di gestire le crisi industriali del Paese e del distretto industriale fabrianese? Le crisi industriali si affrontano con investimenti, formazione, riqualificazioni, politiche di defiscalizzazione. Si affrontano con una strategia di sviluppo e non con i soli ammortizzatori sociali. Nulla di tutto questo è stato posto in essere. Questi licenziamenti fanno ancora più male perché riguardano ricercatori e colletti bianchi, riguardano l’intero settore pregiato della ricerca e sviluppo che Whirlpool chiude a Fabriano per trasferire all’estero».
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