Conosciuta sui social, pretendeva soldi
per non parlare col marito:
condannato per estorsione

SENIGALLIA - Una passione che si è presto trasformata in un incubo per la 54enne, arrivata a sborsare oltre 13 mila euro. La sentenza, emessa oggi, è di 3 anni e 8 mesi di reclusione per l'uomo senigalliese

Foto d’archivio

Dall’incontro sui social, da cui era scaturita una relazione extraconiugale, alle minacce di rivelare tutto al marito, se non avesse pagato. Protagonista un 49enne senigalliese, condannato per estorsione.

«O paghi o scrivo a tuo marito. Farò in modo che tutti sappiano la verità». E’ solo uno dei tantissimi messaggi minatori che il senigalliese ha inviato ad una donna del pesarese conosciuta sui social e con la quale aveva intrattenuto una breve relazione. Una passione che si è presto trasformata in un incubo per la 54enne che ha subito un vero e proprio salasso arrivando a sborsare al suo estorsore oltre 13 mila euro. Dura la condanna del Gup di Pesaro, la dottoressa Paci, all’esito del giudizio abbreviato celebrato questa mattina: il senigalliese (classe 1977), riconosciuto colpevole, è stato condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione oltre mille euro di multa e interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e pagamento delle spese legali alla parte civile, che si era costituita con l’avvocato Roberto Paradisi.

L’avvocato Roberto Paradisi

«Abbiamo chiesto una pena esemplare – è il commento del legale della persona offesa – soprattutto per la spregiudicatezza con la quale l’imputato ha ideato e attuato il piano criminale approfittando delle debolezze e della semplicità della donna. Solo quando la vittima ha dato fondo ai suoi risparmi, ha avuto il coraggio di parlarne con il marito che l’ha aiutata a uscire dal vicolo cieco rivolgendosi allo studio legale».

Durante l’arringa l’avvocato Paradisi ha sottolineato la totale mancanza di empatia da parte dell’uomo ,che avrebbe sostanzialmente approfittato della vulnerabilità della vittima e trattato la donna come un bancomat in un crescendo di intimidazioni. Aveva, infatti, evocato, finti procedimenti legali avviati a carico della donna che si sarebbe estinti solo con il pagamento di ulteriore denaro, seguiti da minacce di rilevare sui social la loro storia e pubblicare fotografie intime che i due si erano scambiati.

La poderosa documentazione depositata dalla difesa della parte civile non ha lasciato adito a dubbi sulle modalità dell’azione delittuosa e sulla sua reale portata. Secondo la Procura i soldi estorti sarebbero 9.848 euro ma la donna ha sostenuto di aver sborsato altre somme non tracciabili per oltre 13 mila euro complessivi. Il giudice ha dunque condannato l’imputato anche al risarcimento dei danni alla vittima quantificati in 12 mila euro.

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