Vertenza Electrolux,
145 uscite e nessun passo indietro:
vertici sindacali nelle Marche
Nessun passo indietro significativo da parte di Electrolux sul piano degli esuberi in Italia. Nell’incontro ministeriale tenutosi a Roma tra i vertici aziendali e i sindacati di categoria, il gruppo svedese ha dettagliato i 1.250 licenziamenti complessivi per gli stabilimenti nazionali, a cui si aggiungeranno i mancati rinnovi dei contratti a termine. Il sito marchigiano di Cerreto d’Esi viene colpito con 145 esuberi totali, suddivisi tra 77 operai e 68 impiegati. I rappresentanti dei lavoratori giudicano abnorme la richiesta aziendale di un incremento di efficienza del 7% annuo e sollecitano garanzie stringenti per tutelare la continuazione dell’attività produttiva nell’Anconetano.
Durante la trattativa, le sigle sindacali hanno preteso la revisione delle strategie industriali e l’adozione del criterio della non opposizione, per assicurare uscite esclusivamente volontarie sostenute dalla rotazione degli ammortizzatori sociali. Per la sede di Cerreto d’Esi è stata richiesta l’intesa formale per mantenere l’attuale produzione fino all’attivazione di eventuali progetti alternativi, con la direzione di Electrolux che si è detta disponibile a recepire l’istanza. Lunedì 12 ottobre lo stabilimento di Cerreto d’Esi ospiterà l’assemblea con i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm per definire il mandato dei lavoratori in vista del prosieguo della vertenza.
«Riteniamo necessario confrontarci sin dal prossimo tavolo su un testo che fissi impegni vincolanti e trasparenti per la continuità del sito marchigiano», hanno dichiarato le rappresentanze dei lavoratori a margine del vertice romano. Nelle prossime due settimane verranno convocate le assemblee di fabbrica in tutto il gruppo aziendale per consultare le tute blu e coordinare le azioni della ripresa negoziale su scala nazionale.
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