Rossana Casale sul palco di Musicauna:
«Un momento raro di musica e bellezza
Il jazz è emozione»
di Agnese Carnevali
Una formazione inedita, che porta per la prima volta sul palco oltre cinquanta elementi delle due realtà più importanti della regione nel campo del jazz e della musica classica: la Colours Jazz Orchestra e l’Orchestra Filarmonica delle Marche, per dare voce al lavoro di Massimo Morganti Musicauna, capace di concentrare un paio di secoli di storia della musica. Tanto basterebbe per fare dello spettacolo un concerto unico nel suo genere, in grado di incuriosire ed attrarre il pubblico. Ma non basta. Tra i musicisti e professori d’orchestra compare un’ospite speciale Rossana Casale, cantante di raffinato talento ed eleganza, volto amato ad Ancona ed in regione. In scena sabato 7 aprile al Teatro Gentile di Fabriano e martedì 10 aprile all’Aula Magna d’ateneo della Politecnica ad Ancona. E poi ancora il 9 aprile al Teatro Pergolesi di Jesi e l’11 aprile al Teatro Lauro Rossi di Macerata.
Uno spettacolo che si annuncia senza precedenti, cosa l’ha spinta ad accettare la sfida?
«Non so se la definirei sfida, più progetto al quale ho aderito subito, appena mi hanno contattata Massimo Morganti ed Ancona Jazz. La cosa mi ha attirato subito. In primo luogo per la stima che nutro sia per Massimo, musicista eccelso, sia per Giancarlo (Di Napoli, dell’associazione Spaziomusica, ndr) e per tutta Ancona Jazz, con la quale non avevo avuto modo, sinora di lavorare così da vicino. E poi quando c’è l’incontro fra più artisti il risultato è sempre bello e fortunato».
Cos’è che rende speciale il progetto, oltre all’esperienza di Form, Coulor Jazz Orchestra e lei insieme sul palco per la prima volta?
«È un’esperienza che unisce e che valorizza l’importanza di tutta questa musica, della scrittura di questi brani, la possibilità di ascoltarne e coglierne accordi e melodie, aggiungendo, quello che è il mio ruolo, le parole che legano questa musica, che creano queste canzoni. Mettere insieme così tanti musicisti non è cosa che accade spesso, è qualcosa di veramente bello. Unire il jazz, alla musica di Tenco, che nutriva egli stesso un grande amore per questo genere musicale. È un momento raro, soprattutto in questi tempi di difficoltà economiche, che si ripercuotono anche fortemente sulla cultura, settore in cui gli investimenti sono sempre pochi. Un tempo in cui mancano anche gli spazi per sperimentare ed esprimere tanta bellezza. Anche per tutto questo è stato molto facile decidere di accettare la proposta».
La sua passione per il jazz ha radici lontane e profonde, più che un ritorno al jazz questo spettacolo è una conferma?
«Il jazz fa parte della mia vita sin da quando ero bambina. Da quando ascoltavo i dischi di mio padre e mia madre. Lo canto da anni e non l’ho mai abbandonato nemmeno quando mi sono dedicata a lavori più pop. Il jazz è sempre stato la mia guida musicale. Un luogo conosciuto, la mia casa armonica, tanto che ora lo insegno anche al conservatorio. Ricordo un mio concerto dedicato a Giorgio Gaber ed anche in quell’occasione ho sempre cercato spazi per liberare il jazz».
Nell’immaginario collettivo il jazz è spesso considerato adatto ad un pubblico di nicchia, eppure esistono sempre più esperienze, anche della stessa Ancona Jazz, volte ad avvicinare le persone a questo genere musicale, è la giusta via per diffonderlo e farla apprezzare ad un pubblico più vasto?
«Non sempre tanto è meglio, a mio avviso. L’obiettivo non è arrivare a tutti, essere popolare, altrimenti si rischia di fare del jazz qualcosa che non è né carne né pesce. Definire, del resto, il jazz di nicchia rischia di farlo sembrare una cosa difficile, invece il jazz non è difficile, è una grande emozione. È, credo, anche lo strumento per far capire specialmente alle nuove generazioni che la musica è un’altra rispetto a quella che viene composta adesso e proposta in maniera popolare. La musica è approfondimento, ricerca, armonia, è attraversamento delle corde dell’anima fino quasi all’eccesso. Per fare musica non basta decidere di voler fare musica bisogna avere le emozioni per farla. La musica va custodita e rispettata. Insomma, va perseguito il bello. Quando c’è la bellezza la gente si avvicina. Tutti questi elementi in Musicauna ci sono. Uno spettacolo allegro, intendo, fatto di tante note, di tanti accordi, di suoni diversi».
È stata lunga la preparazione?
«Il lavoro immenso è stato fatto da Massimo (Morganti, ndr) che ha curato tutti gli arrangiamenti. Io sto inziando a studiare ora. Sto ascoltando attentamente tutto e poi ci saranno due giorni molto intensi di prove».
Ancona può diventare un nuovo punto di riferimento per il jazz?
«Direi più in generale per la cultura, che ad Ancona è sempre stata a cuore. Certo di soldi ce ne sono pochi, ma quelli che ci sono vengono utilizzati, non è una città in cui la cultura è abbandonata a se stessa. Qui ho sentito e visto cose meravigliose. Da Ancona sono partite tournée importanti anche per la musica pop, da Vasco a Jovanotti. Insomma Ancona sulla cultura non dorme».
Spettacolo posto unico 15 euro, ridotto 12. Biglietti in vendita al botteghino del Teatro Gentile 0732 36444 e attraverso il circuito AMAT per la data di Fabriano. Saranno in vendita alla Casa MusicaleBucchi di corso Stamira Ancona e online www.bookingshow.com per la data di Ancona.
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