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Inrca-ospedale di Osimo: sanitari
preoccupati per il futuro lavorativo

SANITA' - L'assessore osimano Daniele Bernardini rassicura tutti: "Con la nuova azienda autonoma noi andremo a dialogoare con Torrette e con Macerata e uscendo dalla reti cliniche non ci rapporterem più con gli ospedali di Jesi, Senigallia e Fabriano. Finirà il 'saccheggio' del nostro personale" Fp-Cgil critica sui problemi irrisolti della sanità di Ancona e provincia

Il Ss. Benvenuto Rocco, l’ospedale di Osimo

Medici e paramedici dell’ospedale di Osimo sono in allarme. E’ sempre più vicina l’integrazione dei servizi non solo sanitari e ma anche amministrativi dell’Inrca di Ancona con quelli del Ss. Benvenuto e Rocco, ed è forte il timore, condiviso da alcune sigle sindacali, che i nuovi contratti di lavoro siamo peggiorativi sotto il profilo economico o penalizzanti sul versante contributivo e pensionistico. I vari stop inferti al cantiere del nuovo complesso ospedaliero dell’Aspio di Camerano che ingloberà i reparti dei due nosocomi, non hanno frenato il progetto della Regione di creare un’unica azienda che accorpi personale, primari e prestazioni.

Dopo la firma del protocollo d’intesa siglato a maggio 2016 tra Regione e Comune di Osimo, dalla scorsa estate le due strutture sanitarie hanno già cominciato ad aggregare e fondere i servizi sanitari. Ora il secondo passaggio prevede che entro il 2017, forse già a giugno, l’ospedale della Montagnola ed il presidio osimano diventino un solo soggetto giuridico nel processo di osmosi di organici, parco mezzi e apparecchiature. Un’operazione di cessione del ramo di azienda che spaventa il personale osimano e che invece fa prospettare scenari migliori per la sanità territoriale al sindaco Simone Pugnaloni e allo stesso dg dell’Inrca di Ancona, Gianni Genga. (leggi l’articolo)

L’ingresso dell’ospedale di Osimo

Gli amministratori comunali di Osimo ritengono soprattutto che la nuova azienda ospedaliera autonoma frenerà l’emorragia di medici e infermieri osimani verso i reparti degli altri 3 ospedali dell’Area vasta 2 (Jesi, Senigallia e Fabriano), oggi attivi come  presidio unico dopo la riforma regionale delle reti cliniche. All’ospedale di Osimo è in servizio attualmente un solo primario, il dottor Enzo Frati che guida il pronto soccorso ed è anche vertice del Dipartimento dell’emergenza dei 4 ospedali dell’Area Vasta 2. Stanno però per essere assunti il nuovo primario di Medicina e Pneumologia, nel rispetto del protocollo d’intesa 2016. “Il dottor Maurizio Burattini guiderà il reparto di Medicina e a breve attendiamo anche di conoscere il nome del nuovo primario di Pneumologia a conclusione della selezione” ricorda Pugnaloni.

Anche l’assessore alla Sanità del Comune di Osimo, Daniele Bernardini, medico di professione, è convinto che il 2017 sarà l’anno della svolta. “Si formerà questa nuova grande agenzia e nel futuro noi andremo a dialogare con Torrette e con Macerata. – dice – Uscendo dalle reti cliniche, non ci rapporteremo più con gli ospedali di Jesi, Senigallia e Fabriano. Le reti cliniche sono state create per ottimizzare personale e mezzi dei 4 ospedali dell’Area Vasta 2, ma noi di Osimo però partivamo già da una situazione di depauperamento di personale e primari. A farla da padrone quindi sono le strutture che possono contare su unità complesse. Il Ss Benvenuto e Rocco ha un’unica unità complessa che è il Pronto soccorso, tutti gli altri reparti sono classificate come unità semplici. Oggi se il primario di Senigallia ha bisogno di personale per coprire i buchi delle sue guardie mediche, i sanitari osimani di Gastroenterologia sono costretti ad andare in quel reparto, lasciando sguarnito il nostro servizio. Ogni giorno, insomma, siamo in prima linea per bloccare le richieste degli ospedali di Senigallia, Jesi e Fabriano. Vogliamo che non succeda più quello che è già accaduto: tutto il personale della nostra Maternità, dopo la chiusura, l’anno scorso è finito ad Ancona e Jesi. Ho forti dubbi sull’apertura del nuovo ospedale di Camerano tra 2 o 3 anni. Credo che ci vorrà di più ma in questa fase, con la nuova azienda ospedaliera il nosocomio di Osimo sarà arricchito e non impoverito”

 

Il cortile dell’ospedale di Osimo

Al contrario la Fp-Cgil boccia la riforma sanitaria di Ancona e provincia e torna a enumerare i problemi irrisolti. “Non sono ripresi i lavori l’Ospedale di rete Inrca-Osimo – osserva Milena Montesi, segretaria del comparto sanità Fp-Cgil – le liste d’attesa sono interminabili, mancano infermieri, fisioterapisti, logopedisti, tecnici della prevenzione e di laboratorio, su tutto il territorio da Fabriano ad Ancona; i Pronti Soccorso sempre più affollati anche a seguito della riconversione dei Ppi in Pat e la riconversione dei piccoli ospedali in Ospedali di Comunità non garantisce letti sufficienti per la gestione delle post-acuzie”. A questo si aggiunge la burocrazia “farraginosa” e “gli sportelli al pubblico che vengono chiusi o ridimensionati nell’orario di apertura (cup-front-office) per carenza di personale amministrativo” con il personale che spesso non riesce neppure a prendere le ferie maturate. “A fronte di tutto – chiude la Montesi- questo i direttori di Area Vasta ricevono il premio per aver raggiunto gli obiettivi dati dall’Asur, somma lorda che un infermiere turnista percepisce in un anno”.

(m. p. c.)

 

 

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