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Fusione Inrca-ospedale Osimo:
medici Cimo pronti a manifestare (Video)

OSIMO - Ieri all'ospedale di Osimo l'assemblea del sindacato medici ospedalieri. Il direttivo valuterà se organizzare un incontro pubblico tra città e sanitari del Ss Benvenuto e Rocco per spiegare i contenuti del piano Asur e cosa comporterà per l'utenza. Non ci sono pregiudiziali per l'integrazione con il presidio della Montagnola ma sono fumosi i contenuti e il segretario regionale Moretti ha chiesto all'Asur la sospensione delle delibere. "Valuteremo se presentare una segnalazione alle autorità competenti - annuncia- Si rischia di soffocare lentamente il plesso osimano lasciandolo con un numero di medici sotto organico"
martedì 31 Gennaio 2017 - Ore 10:34
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Il segretario regionale Cimo Luciano Moretti spiega le preoccupazioni del personale medico sanitario

L’assemblea dei Medici Cimo all’ospedale di Osimo

di Maria Paola Cancellieri

Fusione Inrca-ospedale di Osimo: la Cimo-Asmd, il sindacato dei medici ospedalieri teme che per tenere il progetto in bilico sulla corda dell’austerità e della poca chiarezza, si possa rischiare di far lavorare il personale in condizioni difficili e di non fornire un servizio efficiente e sicuro all’utenza. Ieri pomeriggio all’ospedale di Osimo il segretario regionale Luciano Moretti, coordinatore nazionale di tutte le regioni per la Confederazione Italiana Medici Ospedalieri, insieme ai colleghi Roberto Staffolani e Sergio Caporelli in rappresentanza del direttivo, ha presieduto l’assemblea degli iscritti della zona 7 dell’Area Vasta 2 allargata a simpatizzanti di altre sigle sindacali.

Luciano Moretti

LA RIUNIONE INFORMATIVA ALL’ASURNel riferire quanto detto nella riunione del 23 gennaio sul progetto di integrazione Inrca-Osimo, Moretti ha messo sotto accusa la sperimentazione avviata per i due ospedali che a fine 2016 ha dato vita ad un regolamento applicativo con il quale si che prevede, tra l’altro, la reperibilità su 2 plessi del personale sanitario di Osimo e dell’Inrca o travasi di personale da un ospedale all’altro. Un’irregolarità grossolana secondo la Cimo “perché la legge stabilisce che la reperibilità è collegata allo stabilimento di origine e al luogo di assunzione del medico. Prima di arrivare a questi passaggi avrebbe dovuto esserci la contrattazione sindacale per concordare con la parte pubblica le modalità della sperimentazione – ha rilevato Moretti- Invece a protocolli firmati con il sindaco e a disposizioni impartite ormai da un anno, lo scorso 23 gennaio ci hanno convocato in Asur per una riunione informativa. La Cimo ha pertanto chiesto la sospensione delle delibere in attesa di ridiscutere l’intera programmazione. C’è stata maretta e il dott. Marini ha proposto dei tavoli tecnici, ma di fatto noi continuiamo a non avere chiaro se i medici della Gastroenterologia di Osimo devono andare a lavorare a Senigallia secondo il nuovo regolamento o all’Inrca, se la Pneumologia di Osimo non va all’Inrca ma a Jesi e la Pediatria a Senigallia”.

UNA MANIFESTAZIONE PER SPIEGARE ALLA CITTA’ CHE COSA STA SUCCEDENDO – Nello sviscerare queste problematiche, l’assemblea ieri non ha escluso di passare a iniziative di lotta sindacale. Al momento gravano troppe incognite sul nuovo contenitore e nella consapevolezza di non poter influire sulle scelte strategiche di Regione e Asur, intanto il direttivo Cimo valuterà se inviare una segnalazione alle autorità competenti (prefetto procura, sindaco, compagnie assicurative) paventando un danno alla popolazione utente. “C’è incertezza sullo sviluppo di questa sperimentazione e ammesso che venga sospesa – ha rimarcato Moretti – ora si sta parlando della cessione di un ramo di azienda dell’ospedale di Osimo all’Inrca e soprattutto che questo dovrebbe avvenire in tempi ristretti. Si vocifera per la fine di marzo o ai primi di aprile. Siamo perplessi. Ecco perché abbiamo pensato di stilare una relazione sulla situazione del Ss. Benvenuto e Rocco e di consegnarla agli organi competenti”. Sempre il direttivo Cimo vorrebbe inoltre organizzare una conferenza stampa o una manifestazione in un teatro di Osimo per spiegare alla popolazione le difficoltà che stanno vivendo i medici. “Non vomiteremo ansie né vogliamo raccontare sensazioni – precisa Moretti- I medici spiegheranno solo i contenuti delle determine dell’Asur per far capire all’utenza che cosa sta realmente succedendo e che cosa deve attendersi. Come ho già detto in passato, se un ospedale è a norma, è sicuro e quindi deve restare aperto. Io non voglio al contrario che l’ospedale venga messo in fondo a un canalone dove termina un vallata e che sia quindi a rischio valanghe”

Il Ss. Benvenuto Rocco, l’ospedale di Osimo

NON E’ UNA QUESTIONE DI STIPENDI – Le preoccupazione del personale sanitario sulla fusione giudica tra i due ospedali non sarebbero quindi collegate a trasferte, stipendi, pensionabilità o mantenimento di incentivi o delle posizioni organizzative, anche se ieri  è serpeggiato il dubbio su quale collocazione verrà riservata ai due nuovi primari di Medicina e Rianimazione presto nominati ad Osimo se, nella fusione tra le due strutture, tutti i primariati saranno rimessi in discussione.

NESSUNA PREGIUDIZIALE VERSO LA FUSIONE INRCA-OSIMO – I medici Cimo del presidio osimano non sollevano neppure pregiudiziali sul progetto di integrazione Inrca-Osimo o sul nuovo ospedale dell’Aspio “ma gli organici dei medici devono essere riequilibrati – ha rimarcato il coordinatore nazionale Cimo- Non è possibile pensare di dover soffocare lentamente una struttura come quella di Osimo lasciandola con un numero di medici sotto organico che lavorano male. Non possiamo opporci che i medici di Osimo vadano tutti a lavorare all’inrca, ma non è possibile pensare che ne vengono lasciati magari solo 2 a Osimo e 2 all’Inrca per dare la parvenza che esiste ancora l’ospedale, perché chi resta lavorerà male. Questo tipo di organizzazione è pericolosa. Ecco perché è necessario capire intanto dove saranno mandati a lavorare e poi va chiarito a fare che cosa. Noi non siamo contro un progetto ma contro la mancanza di un progetto. Faccio un esempio: per avere una Pneumologia efficiente, al di là del numero dei posti letti nel reparto, servono comunque 7 medici per coprire i turni di servizio, devono esserci le guardie e la reperibilità. Quanti lavorano oggi a Osimo in questo reparto? O gli ospedali sono a norma o si chiudono e si mettono i medici dove servono”.

I reparti dell’ospedale di Osimo

FUSIONE, CESSIONE DI RAMO D’AZIENDA O TERZA AZIENDA? – Sconcerto è stato inoltre manifestato sulla fretta e l’accelerazione impressa per trasformare il protocollo sperimentale (“non concertato con le organizzazioni sindacali”) in fusione aziendale con anni di anticipo rispetto all’andamento dei lavori all’ospedale dell’Aspio non sono ancora ripartiti, o addirittura in nuova azienda ospedaliera “che rappresenterebbe – ha ipotizzato il segretario regionale Cimo – l’ospedale di Ancona e di Ancona sud visto, come quello di Ascoli servirebbe le Marche sud e Pesaro le Marche nord, perchè Torrette è destinata a fare solo medicina ultra specialistica. Allora se il progetto è questo, dentro il futuro ospedale di Camerano dovranno esserci, come al Gemelli, non solo i reparti geriatrici anche i reparti di Pediatra, Ginecologia e Ortopedia oggi inesistenti all’Inrca. E vorremmo capire: se si studia la nascita di una terza azienda, qual è l’interesse che la Chirurgia di Osimo passi sotto Jesi, la Pediatria sia stata quasi chiusa, la Pneumologia faccia riferimento a Jesi, e Senigallia stia chiedendo ai medici della Gastroenterologia osimana di andare a lavorare nel suo ospedale. E non parliamo poi della mancanza del doppio turno notturno dei medici al pronto soccorso di Osimo perchè i colleghi vanno ad aiutare quelli del Pronto soccorso di Jesi”

Il cortile dell’ospedale di Osimo

LA NUOVA SANITA’ NAZIONALE: REPARTI E OSPEDALI PARAMETRATI SUL NUMERO DI ABITANTI – Se il decreto Balduzzi imponeva di ridurre le unità operative complesse, ora decreto ministeriale 70 ha ridisegnato le reti cliniche indicando quali bacini di utenza servono per avere un ospedale di primo, secondo o terzo livello. Come si incastona il progetto Inrca-Osimo in questo nuovo scenario? Quanti ospedali resteranno operativi degli attuali 4 (Jesi, Senigallia, Osimo e Fabriano) dell’Area vasta 2, oggi collegati solo in via funzionale nel presidio unico? Un punto interrogativo che per la Cimo resta ancora senza risposte. “La popolazione della provincia di Ancona è 420.000 abitanti e secondo quel decreto non possono esserci 3 ospedali di base di primo livello indirizzati a un’utenza di 150.000 abitanti ciascuno – ha osservato Moretti – Se se ne fa uno di secondo livello (Jesi?) poi si andranno a servire 300.000 abitanti e ne resterebbero 140.000 insufficienti per un ospedale di base. Sarà inoltre difficile che in tutti e tre gli ospedali di base ci possa essere una Medicina e così per una Chirurgia. In base al conto spicciolo nella provincia di Ancona possono esserci solo 3 ospedali di base. Diverso è invece se si opterà per un ospedale di secondo livello dove oltre a Medicina e Chirurgia ci saranno le varie specialità fino al compimento del bacino. Si salveranno Jesi e Senigallia e negli altri rimarranno solo con un pronto soccorso e un’obi? La legge non dice quale ospedale sarà soppresso nella nostra provincia, ma i vertici dell’area vasta 2 dovrebbero cominciare a parlarne anche con le sigle sindacali”

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