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Variante porto-A14,
la palla passa a Rfi:
il primo passo sarà la scogliera

ANCONA - Dopo la firma di Ministero, Anas e Rfi, l'atto successivo sarà la realizzazione della barriera per l'interramento della Palombella e lo spostamento dei binari. Dure le opposizioni: "Persi decenni. Si ricomincia da capo, tempi lunghissimi". Cna: "Servono soluzioni tampone per alleggerire il traffico nel frattempo che l'opera si realizzi"
mercoledì 8 Febbraio 2017 - Ore 20:12
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Stefano Morellina, dirigente Rfi Marche

 

di Agnese Carnevali

Variante porto-A14, il primo passo toccherà alle ferrovie. Giovedì mattina la firma del procollo d’intesa con il ministro Graziano Delrio a Palazzo degli Anziani, poi sarà Rfi a mettere il primo tassello per la grande opera attesa da decenni, con la realizzazione della scogliera di protezione dei binari di via Flaminia. Il dirigente di Rfi Marche, Stefano Morellina sottolinea che «nel documento che firmeremo domani si fa riferimento ad un progetto integrato in cui tutti i soggetti procederanno insieme», dove la prima mossa sarà la costruzione della scogliera a protezione della costa, per continuare con l’interramento dell’area delimitata dalla nuova barriera. Azioni indispensabili per spostare di un centinaio di metri verso il mare il fascio di binari che corre parallelo alla Flaminia e raddrizzarne il percorso. Un intervento che a Rfi servirà per aumentare la velocità dei convogli in transito in quell’area (portandoli a circa 200 chilometri orari) ed alla città – almeno secondo quanto stabilito nel documento che verrà siglato domani – ad innescare una serie di reazioni a catena. Una, la realizzazione del Lungomare Nord con l’interramento della zona del piede di frana della Palobemlla e poi, soprattutto, la costruzione del collegamento porto-autostrada. «Quello che farà Rfi – spiega Morellina – è simile a quello che già sta avvenendo a Porto Recanati. Anche lì sarà costruita una scogliera di protezione della linea ferroviaria, contando su risorse di Rfi, della Regione, all’interno delle misure di protezione della costa, e del Provveditorato alle opere pubbliche. In quel caso si è conclusa la gara e i lavori inizieranno a breve. Nel caso di Ancona però – sottolinea il dirigente – l’intervento sarà la premessa per costruire la bretella porto-A14. Ecco perché parlo di progetto integrato a cui ciascun soggetto coinvolto collabora per la propria parte di competenza e di risorse alimentando però la sua realizzazione completa».

Avanza anche il bypass di Falconara

Rfi è già in movimento, non solo per l’intervento di Porto Recanati, ma anche per la realizzazione del bypass di Falconara. Opera che prevede l’arretramento della linea ferroviaria nel tratto che corre a pochi metri dalla raffineria Api e anche questo è un lavoro atteso da oltre quindici anni. Conclusi gli espropri dei terreni e delle abitazioni nel quartiere di Villanova. Individuata la ditta, la Ricciardello costruzioni che si è aggiudicata l’appalto per 61,4 milioni, con un ribasso del 14,5% sul bando di gara. Un percorso totale di 4,4 chilometri che consentirà di aggirare il sito dell’Api con una variante a doppio binario, correndo per oltre un chilometro su un viadotto a 50 campate e a 12 metri di altezza. Il bypass avrà anche un innesto con la linea ferroviaria per Orte, grazie ad una bretella di collegamento di 1,5 chilometri. Il tassello è stato pensato come parte integrante della linea Orte-Falconara in previsione del raddoppio della tratta che valica gli Appennini verso Roma.

In rosso la nuova ipotesi di tracciato per il collegamento porto-autostrada

Le reazioni al protocollo Delrio.

La visita del ministro riaccende le polemiche per i ritardi subiti dal collegamento tra il porto e la grande viabilità.

All’attacco il Movimento 5 Stelle, con il capogruppo in consiglio comunale, Andrea Quattrini, che, oltre a denunciare come «fossero chiare le irregolarità alla base del project Uscita Ovest nonché la sua insostenibilità, ben prima della sua ufficiale bocciatura»,  ha riscritto un proprio protocollo d’intesa che presenterà domani al ministro Delrio. Nel documento i pentastellati chiedono, tra le altre cose: «la promozione di una commissione ministeriale per verificare gli atti compiuti nella vicenda del progetto di finanza denominato “Uscita a Ovest”». Ancora: l’impegno da parte di Rfi al raddoppio della linea Falconara-Orte ed il ripristino della tratta Ancona centrale-Ancona marittima, soppressa poco più di un anno fa. E per Anas, il controllo dell’Asse Nord-Sud, la realizzazione della rotatoria tra via Flaminia e via Conca ed il raddoppio della variante alla statale 16 non solo in direzione Falconara, ma anche in direzione Baraccola. Punti questi ultimi ripresi anche dal Pci che invita ad «esaminare senza pregiudizi le soluzioni possibili – nord-sud-ovest – scegliendo in base a criteri di sicurezza, rapidità di esecuzione, economicità e salvaguardia ambientale, escludendo pertanto opere che interessino l’area in frana».

Critico anche il capogruppo di Fi, Daniele Berardinelli. «Leggere nero su bianco che ancora siamo in corso d’esame da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici per il progetto definitivo di raddoppio della Statale 16, di cui si parla da trent’anni mentre c’era stato detto che era tutto a posto, considerare che uno dei cardini del progetto del collegamento è l’interramento con tempi indefiniti di parte di mare a nord di Marina dorica, sapere anche se non ufficialmente che la bretella prevederà una strada in galleria al bordo della frana, fa ipotizzare una durata dei lavori di svariati anni – commenta Berardinelli -. Serve, invece, una soluzione a brevissimo termine per il quartiere di Torrette dove i residenti e i lavoratori non possono continuare a mettere a rischio la propria salute per così tanti anni ancora».

A chiedere soluzioni tampone, in attesa che il progetto si concretizzi, anche Cna, con il responsabile provinciale Fita, Fausto Bianchelli, e il segretario di Ancona, Andrea Cantori. «Torniamo a richiedere le misure alternative e di “alleggerimento” del traffico porto-autostrada a Torrette, solo in minima parte messe in atto, come l’allungamento del tempo del verde del semaforo in Via Conca, maxi rotatoria a Torrette già decisa dall’amministrazione comunale, sovrappasso pedonale in prossimità dell’Umberto I ed eliminazione del semaforo, presenza costante di una pattuglia di vigili durante il periodo di coincidenza tra sbarchi dei traghetti e uscita dei mezzi pesanti dal terminal merci».

La firma a Palazzo degli Anziani, poi la visita in porto

Il summit con il ministor è previsto per le 11.30. Rispetto al programma iniziale, per Rfi sarà presente Giampiero Strisciuglio, direttore commerciale ed esercizo rete, invece che l’ad Gentile. Oltre a Delrio, sarà presente anche il vice ministro Riccardo Nencini. Confermata la presenza di Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, di Gianni Vittorio Armani, presidente e  ad di Anas s.p.a. e Rodolfo Giampieri, presidente autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale. Proprio in porto, alle 12.30 proseguirà la visita del ministro Delrio con l’inaugurazione dei lavori di consolidamento della banchina commerciale 22.

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