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Cardeto, arrivano le cabine elettriche
La Polveriera torna con il festival “Confini”

ANCONA – Appalto da 370 mila euro per le opere di urbanizzazione attese da anni a servizio del contenitore culturale e dello studentato. La ex Castelfidardo ritorna con la mostra fotografica “Confini” fino al 4 giugno. Primo e, per ora, unico evento. E poi? Si spera in Università e associazioni
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di Giampaolo Milzi

Circa 370mila euro per ristrutturare, ma sarebbe meglio dire realizzare ex novo, le due grandi centraline elettriche chiamate a servire tutta la zona del colle Cardeto, una delle due zone, assieme al contiguo colle dei Cappuccini, che costituisce, appunto, il Parco Cardeto-Cappuccini intitolato al poeta anconetano Franco Scataglini. Un intervento atteso da tempo, e finalmente sulla rampa di lancio, resosi necessario soprattutto per alimentare il nuovo impianto di climatizzazione d’aria di cui dovrà essere dotata la ex Polveriera di Castelfidfardo. Ristrutturata a regola d’arte, ma desolatamente chiusa da un anno, l’elegante e suggestiva struttura ottocentesca riaprirà finalmente a metà maggio per una grande multi-esposizione fotografica. Tornando alle cabine elettriche, è già pronto il progetto esecutivo, curato dall’Ufficio municipale riqualificazione urbanistica. Di cui proprio martedì scorso, nel corso di un incontro tecnico, sono stati definiti gli ultimi dettagli. Le due centraline oggetto dell’intervento – presto sarà bandita la gara d’appalto, termine dei lavori fine di quest’anno – saranno in grado di erogare un quantitativo di energia elettrica tale da garantire il fabbisogno eventuale di tutto il territorio di proprietà municipale del Cardeto. Che comprende il sito cadente e in disuso dei casermaggi, l’area sorta nel 2006-2007 del percorso “Chaym – Deposito del tempo” per la valorizzazione della memoria ebraica poi chiusa e abbandonata progressivamente al degrado tra il  2009  e il 2011, i resti delle mura di fortificazione militare realizzate nel corso dell’800 nella parte alta sopra l’ex ospedale Umberto I, il nuovo centro socio-ricreativo gestito dalla cooperativa Hort,  in prospettiva il nuovo studentato progettato dall’Università Politecnica delle Marche e l’ex Polveriera.

Le due cabine elettrogene sono poco distanti fra loro. La prima, di cui sono rimasti solo frammenti basamentali e grossi cavi elettrici in parte a cielo aperto, sarà quella del vero e proprio potenziamento elettrico: sorgerà nello spiazzaletto ghiaioso sul lato sinistro della strada d’ingresso al parco (quella che parte sul fianco destro dell’ex Caserma Villarey) proprio di fronte al viottolo d’accesso, sul lato opposto, dell’ex Polveriera. La seconda sarà posizionata più in alto, verso la rupe, nei pressi dell’opera denominata “Porta di MU”, realizzata dallo scultore Floriano Ippoliti, avrà funzione di smistamento dei flussi di corrente elettrica. La sofisticata dotazione tecnologica interna di entrambe le strutture (in particolate quella della centralina di potenza) sarà installata sotto la supervisione dell’Enel in collaborazione con esperti del Comune. Strutture che proprio il Comune al termine dei lavori provvederà a rendere il meno eco impattanti possibili, dotandole (per una spesa di 100,000 euro dei 370mila complessivi) di un rivestimento in legno e ferro adatto allo sviluppo di piante rampicanti.

Nuova energia, lo abbiamo già citato, soprattutto per la nuova Polveriera di Castelfidardo, che potrà essere dotata di impianti di riscaldamento e climatizzazione all’altezza delle esigenze di un contenitore così vasto. E quindi una seconda buona notizia, anch’essa più che attesa.

Dario Mitidieri, uno degli autori in mostra alla Polveriera per Confini

Dopo circa un anno di chiusura, l’ex manufatto – un tempo adibito alla produzione e stoccaggio di polveri da sparo in collegamento logistico con l’ex caserma Villarey sede della facoltà di Economia) riaprirà i battenti il 13 maggio per il festival di fotogiornalismo “Confini”, organizzato dall’associazione “Il Mascherone”, che ospitando gli scatti di maestri della fotografia contemporanea quali Pietro Masturzo, Valerio Bipsuri e Dario Mitidieri, si svilupperà fino al 4 giugno attraverso tre sezioni espositive su altrettante “declinazoni” del filo conduttore: “Il confine politico come scontro tra popolazioni”; “Il confine in cui viene chiusa la persona: carcere/droga/pregiudizi”; Il confine fronte/fonte di guerra”.

 

Che ne sarà dopo il 4 giugno della Polveriera, potenziale contenitore fiore all’occhiello del parco, è un interrogativo che attende ancora risposte chiare. Il Comune intende concederla in affitto, anche gratuito a privati e associazioni per riempirla di contenuti. Sul piatto gestionale, sembra già ben cotta una cooperazione con l’Università Politecnica delle Marche (leggi l’articolo), che scatterebbe tuttavia solo una volta realizzato il contiguo studentato d’ateneo nel riconvertito ex Deposito derrate alimentari. Ma chi innaffierà il fiore-Polveriera rivitalizzandolo a partire da questa estate? Ci dovranno pensare solo i privati e l’associazionismo?

Valerio Bispuri

Pietro Masturzo

 

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