Da biogas a biometano,
c’è ok della Regione alla riconversione
dell’impianto di via Coppa

OSIMO – Firmato il decreto all’esito delle 6 conferenze di servizi concluse con esito positivo. Scintille politiche tra l’opposizione di Fdi e la maggioranza di centrosinistra

L’impianto a biogas di via Coppa

Via libera della Regione alla riconversione dell’impianto osimano di Coppa da biogas elettrico a biometano e delle relative opere ed infrastrutture connesse, in conformità al progetto approvato e nel rispetto delle prescrizioni tecniche e amministrative indicate all’esito delle 6 conferenze di servizi, concluse con esito positivo. Il decreto firmato lo scorso 18 agosto dal dirigente regionale del settore fonti energetiche, rifiuti, cave e miniere del dirigente del settore fonti energetiche, rifiuti, cave e miniere, in sintesi autorizza Sgr Bio Osimo 1 srl a produrre 500 Sm3/h di biometano da immettere direttamente nella rete Snam (produzione stimata di circa 4.2 milioni di Smc/anno su 8.500 ore).

Sarà attivo anche un cogeneratore da 635 kWe solo per l’autoconsumo dell’impianto. La variante urbanistica sarà automatica con destinazione d’uso “impianti ed attrezzature per la produzione di biometano da biomasse di origine agro industriale” e quindi non sarà necessario il voto del Consiglio comunale.

Essendo state dichiarate «di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti le opere necessarie per la realizzazione dell’impianto per la produzione di biometano» sono previsti un vincolo preordinato all’esproprio per una fascia di 4 metri per far passare il metanodotto Snam e una fidejussione da 1.075.175,95 euro a favore del comune di Osimo per smantellare il tutto a fine vita.

Dovrà inoltre essere firmata una convenzione a titolo oneroso con il Comune per opere di compensazione prima di far partire i lavori che potranno iniziare entro 3 anni dalla notifica e terminare nei 3 successivi.

Con le osservazioni  formulate dai vari proprietari della strada è stato chiesto alla società proprietaria dell’impianto di impegnarsi affinché i mezzi in arrivo rispettino il limite dei 20 km/h su via Chiaravallese e che sia precluso il loro transito notturno (possibile solo dalle 7 alle 22, autobotti solo 8-20, no di domenica). E’ stata inoltre richiesta la presenza di una persona che regolamenti il traffico nel periodo della raccolta delle biomasse, di bagnare la strada per polvere, oltre alla riparazione dei danni.

Il digestato prodotto verrà gestito tramite una cooperativa agricola come utilizzazione agronomica (fertilizzante) non solo su terreni osimani ma di 4 regioni. E proprio sulla questione delle possibili esalazioni l’Arpam ha chiesto di inserire tra le prescrizioni l’obbligo di una campagna di monitoraggio odori per 2 anni con centraline fisse al confine e su altri recettori dislocati nell’area del canile comunale, delle case della zona urbana e fino a Polverigi. L’Ast ha invece fissato tra le prescrizioni le disinfestazioni periodiche aprile-ottobre per zanzare per la presenza di acqua stagnante. Ora si attende la conclusione della conferenza dei servizi per l’impianto Sgr Bio2.

Il gruppo consiliare di FdI Osimo, da sin. Mauro Calcaterra, Giorgio Magi e Michela Staffolani

Le polemiche politiche non sono tardate ad arrivare. «Durante la nostra Amministrazione, sulla questione della riconversione degli impianti di biogas abbiamo scelto una strada precisa: quella della sincerità con i cittadini.- esordisce un comunicato di Fratelli d’Italia Osimo dai banchi d’opposizione – Sia chiaro: dire che era difficile fermare il procedimento non significava essere favorevoli all’impianto, né avere meno volontà di opporsi. Significava semplicemente avere il coraggio di dire la verità sulle possibilità concrete che avevamo davanti. Abbiamo sempre detto che avremmo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità per tutelare il territorio e stare al fianco dei cittadini. Ma, con un impianto già autorizzato e in funzione, sapevamo che fermarne la riconversione sarebbe stato estremamente difficile.Non abbiamo mai scaricato la responsabilità su altri, né abbiamo mai usato le aspettative dei cittadini per fare propaganda».

Secondo FdI «l’attuale Amministrazione ha invece raccontato un’altra storia: ricorsi, battaglie e promesse, facendo credere fino a lunedì sera che fosse ancora possibile bloccare tutto. Ieri, il decreto regionale del 18 agosto 2026 mette nero su bianco la realtà: l’autorizzazione alla riconversione è arrivata Questo non significa che il Comune non abbia più nulla da fare. Al contrario. Adesso deve fare fino in fondo il proprio dovere: vigilare sul rispetto di tutte le prescrizioni, a partire da quelle sulla viabilità, sugli accessi dei mezzi pesanti e sulle condizioni di esercizio dell’impianto. La Regione ha infatti previsto precise limitazioni alla viabilità e agli orari di transito, oltre agli obblighi di manutenzione e ripristino delle strade.Insomma, ora basta con le promesse impossibili.Ai cittadini non servono slogan o illusioni. Servono amministratori che dicano la verità, anche quando è scomoda, e che facciano fino in fondo ciò che concretamente possono fare» conclude Fratelli d’Italia.

Alcuni rappresentanti del  gruppo di maggioranza della sindaca Michela Glorio

Dalla maggioranza di centro sinistra che sostiene la Giunta Glorio viene invece ribadita una posizione chiara: «La nostra Amministrazione comunale è sempre stata contraria all’ampliamento e ha tradotto questa contrarietà in atti concreti. L’Amministrazione ha espresso pareri non favorevoli nell’ambito dei procedimenti, evidenziando le criticità urbanistiche, viabilistiche e ambientali. – sottolinea i in una nota – Non ci siamo fermati alle dichiarazioni. Il Comune ha inoltre deciso di tutelare le proprie ragioni anche davanti al Tar, impugnando il verbale della Conferenza dei servizi e proseguendo quindi sul piano giudiziario l’azione istituzionale a tutela del territorio. Anche sul piano regionale la questione è stata portata con determinazione nelle sedi competenti. Nel 2024 è stata presentata l’interrogazione n. 1352 sulla riconversione e l’ampliamento degli impianti; nel gennaio 2025 il Consiglio regionale ha approvato la mozione n. 492/24 di contrarietà alla trasformazione e all’ampliamento degli impianti di biogas di Osimo in impianti di biometano. Nel 2026 la questione è stata nuovamente sottoposta all’attenzione del Consiglio regionale attraverso l’interrogazione n. 78/26. (Consiglio Marche⁠)».

La maggioranza consiliare osimana intende inoltre continuare a collaborare con il Comitato e con i cittadini, «mettendo a disposizione, per quanto di competenza dell’Amministrazione, informazioni, documentazione e supporto istituzionale affinché le ragioni del territorio possano essere rappresentate nelle sedi opportune. Il confronto deve rimanere serio, trasparente e fondato sui fatti. La nostra posizione non cambia: siamo contrari all’ampliamento e continueremo a utilizzare tutti gli strumenti amministrativi e istituzionali disponibili per tutelare Osimo».

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