Padiglione, cattivi odori: cause ancora ignote
«Attivate Ast e Arpam per i controlli
ma dovete segnalare nell’immediatezza»

OSIMO – E’ l’invito rivolto dalla sindaca Michela Glorio ai residenti ieri sera durante l’affollata assemblea pubblica. Diverse le ipotesi che sono state analizzate ma rimaste per ora senza riscontri o conferme acclarati

L’assemblea pubblica convocata ieri sera a Padiglione di Osimo sui cattivi orodi percepiti da settimane dai residenti. In prima fila anche la sindaca Michela Glorio

Molto partecipata l’assemblea pubblica convocata ieri sera a Padiglione di Osimo dopo le segnalazioni di persistente cattivi odori ed esalazioni nella zona. All’incontro c’erano anche la sindaca Michela Glorio con gli assessori, il Consiglio di Quartiere di Padiglione-Valle del Musone e alcuni esponenti del Comitato che si oppone alla riconversione degli impianti a biogas in bio metano della frazioni osimane di Villa, San Parteniano e Casenuove. Diverse le ipotesi che sono state analizzate, tutte finora rimaste senza riscontri o conferme acclarati: dalla possibili fughe di gas nell’area industriale, alle lavorazioni agricole fino agli impianti di biogas che non sono però operativi a Padiglione bensì in altre frazioni osimane.

«Durante l’Assemblea pubblica di ieri sera l’Amministrazione Comunale ha spiegato come si sia attivata fin dalla prima segnalazione ricevuta in data 7 luglio. Segnalazioni che, fino al 31 luglio, si sono susseguite quasi giornalmente. Inizialmente le segnalazioni parlavano di odore di gas e, pertanto, l’Ufficio Ambiente del Comune, insieme ad Arpam e Ast, ha effettuato controlli su varie attività presenti nella zona industriale di Padiglione, senza rilevare criticità. – spiega in una nota la sindaca Michela Glorio – Sulla base dei sopralluoghi effettuati dagli organi competenti, sono quindi proseguite le verifiche finalizzate ad individuare la possibile provenienza degli odori segnalati. Per questo abbiamo chiesto anche la collaborazione dei cittadini nel segnalarci eventuali lavorazioni agricole in corso nei terreni limitrofi, così da consentire agli organi competenti di effettuare, ove necessario, le opportune verifiche».

E’ stato chiarito che al momento l’attività è ancora in corso «e, per consentire agli organi competenti di lavorare nel modo più efficace, è necessario dare loro il tempo necessario, ma anche fornire informazioni precise e tempestive.- specifica Glorio – Proprio per questo è particolarmente importante che le segnalazioni relative alla presenza di odori vengano effettuate nell’immediatezza, attraverso la chiamata ai numeri di reperibilità indicati. La tempestività è infatti fondamentale per consentire agli organi preposti di intervenire mentre il fenomeno è ancora in corso, verificarne direttamente la presenza e cercare di individuarne la provenienza e le possibili cause. La collaborazione dei cittadini, attraverso segnalazioni tempestive e puntuali, rappresenta quindi un elemento importante per supportare l’attività di controllo che è tuttora in corso».

Molti gli interventi che si sono succeduti ed è stato inevitabile toccare anche la questione del biometano, al centro del dibattito cittadino ormai da anni, la cui autorizzazione sarà decisa in sede di conferenza dei servizi. Saura Casigliani, vice segretaria del Pd Osimo e residente nella zona, presente all’assemblea pubblica di ieri sera, ha voluto ringraziare tutto il Comitato che si oppone all’avvento del biometano «per il lavoro svolto in passato e per ciò che stanno facendo oggi» e «la sindaca Michela Glorio e a tutta l’amministrazione del comune di Osimo, per aver messo nel suo, nel nostro programma, la totale disponibilità per l’agire, per portare e produrre la documentazione dettagliata contraria all’ampliamento dei due impianti di biogas, con atti concreti. La linea è chiara e delineata – spiega in una nota – Chiediamo a gran voce che venga dato il diniego dalla Regione Marche, il presidente Francesco Acquaroli deve dire no, hanno loro la totale responsabilità». Casigliani si domanda «chissà da dove proviene il materiale per gli impianti? Perché i mezzi viaggiano scoperti? La viabilità del territorio non può accogliere così tanti mezzi. Lo spargimento del digestato avverrà sul nostro territorio, a rischio le nostre falde acquifere» temendo anche che «la puzza diventerà insostenibile».

Cattivi odori percepiti nella vallata del Musone: incontro pubblico a Padiglione

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