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Vertenza Ragaini:
il sindaco Niccoletti avvia
il tavolo di trattative istituzionali

LORETO - Oggi il primo sciopero del pacchetto del pacchetto di 20 ore proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil dopo l’annuncio a sorpresa dei 166 licenziamenti. Anche il M5S sta cercando soluzioni interessando i suoi portavoce regionali, nazionali ed europei
martedì 6 Giugno 2017 - Ore 17:47
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L’azienda Ragaini

La protesta dai lavoratori della Ragaini radiatori stamattina a Loreto

Si è svolta stamattina la manifestazione di protesta annunciata nei giorni scorsi dai dipendenti dell’azienda del gruppo Ragaini radiatori (leggi l’articolo) dopo l’annuncio a sorpresa dei 166 licenziamenti . Il corte sindacale, alle 9:30 è sfilato per corso Boccalini diretto nella sala consiliare per l’incontro fissato per le 10.40. Quello di oggi è stato il primo sciopero del pacchetto di 20 ore proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil. Le RSU aziendali hanno scelto di annullare il corteo previsto, dall’azienda al municipio, per profondo rispetto nei confronti della proprietà che sta vivendo ore drammatiche a seguito di un gravissimo incidente stradale che ha coinvolto il figlio di uno dei titolari

“In rappresentanza politica erano presenti, il sindaco, il capogruppo della maggioranza Battistoni, Paolo Serenelli come capogruppo del M5S e la capogruppo Castellani per Loreto Libera, assente il capogruppo del Pd Guazzaroni – si legge in una nota dei pentastellati – L’incontro si è aperto con i rappresentanti sindacali di Uil, Cisl e Fiom che hanno spiegato la situazione che stanno vivendo da diversi anni e delle difficoltà che stanno riscontrando nel confronto con la proprietà”. Poi ha preso la parola il sindaco Niccoletti che si è impegnato ad avviare un tavolo di trattative con le istituzioni e a convocare un consiglio comunale straordinario per affrontare il problema.

“Anche il nostro rappresentante Paolo Serenelli è intervenuto – prosegue il comunicato stampa del M5S- affermando che sarebbe stato preferibile che i rappresentati dei lavoratori si fossero fatti sentire con noi qualche anno fa’, in una fase dove sarebbe stato piu’ facile prendere provvedimenti al riguardo Ha fatto inoltre presente che stiamo lavorando con i nostri portavoce regionali, nazionali ed europei analizzando le possibilità. L’idea è di valutare un piano industriale di riconversione realizzato per stati di avanzamento seguito al livello cittadino-governativo-europeo. Per riuscire nella ardua impresa però è necessario che tutte le parti si muovano in maniera produttiva. Questo purtroppo finora non è successo nonostante le nostre continue preghiere”.

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