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Laparoscopia all’ospedale di Jesi:
medici della Lettonia studiano
le tecniche dell’equipe urologica

SANITA' - I due sanitari della P. Stradinia University Hospital di Latvia sono ospiti in questi giorni dell'Unità operativa complessa di Urologia del 'Carlo Urbani', ormai diventata punto di riferimento europeo per questa tecnica chirurgica mini-invasiva. "Orgoglioso dei miei collaboratori" sottolinea il prof. Vincenzo Ferrara
venerdì 16 Giugno 2017 - Ore 11:17
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Jesi, l’equipe del prof.Vincenzo Ferrara con i due colleghi lettoni

Dalla Lettonia a Jesi per approfondire le più innovative tecniche di laparoscopia negli interventi sui tumori alla prostata e al rene. Protagonisti due medici lettoni, provenienti dalla P. Stradinia University Hospital di Latvia, che sono ospiti in questi giorni dell’Unità Operativa Complessa di Urologia del Carlo Urbani, ormai diventata un punto di riferimento europeo per questa tecnica chirurgica mini-invasiva.

I due medici hanno, infatti, scelto l’équipe diretta dal prof. Vincenzo Ferrara come tutor internazionale per un aggiornamento professionale di alta specializzazione. All’interno di una sala operatoria all’avanguardia, dotata di tecnologia 3D, i due professionisti dell’est europeo hanno potuto approfondire le più evolute modalità che permettono di intervenire sul paziente affetto da tumore alla prostata o al rene senza bisogno di ricorrere alla chirurgia open, ma avvalendosi della laparoscopia.

“Sono davvero orgoglioso di avere un’équipe che lavora bene – ha sottolineato il prof. Vincenzo Ferrara – e che è riconosciuta in tutta Europa per l’alto livello di specializzazione raggiunto. Adottiamo queste tecniche dal 1994, tra i primi in Italia, grazie anche a strumentazioni all’avanguardia. Ricevere richieste di ospitalità da parte di colleghi di altri Paesi, oggi sono Lettoni ma, recentemente, anche medici della Germania e della Repubblica Ceca, non può che dare grande soddisfazione a me ed a chi lavora al mio fianco: i dottori Behoruz Azizi, Maurizio Diambrini, Willy Giannubilo, Giuseppe Sortino, Raimondo Giardina e tutti i nostri preziosi infermieri, a cui va la mia personale riconoscenza”. Un’eccellenza della sanità dell’Area Vasta 2, che dà prestigio al Carlo Urbani ed a quanti vi operano quotidianamente con professionalità e senso di appartenenza.

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