facebook rss

Rapine alle poste:
scacco alla banda

JESI – Arrestati dai carabinieri i tre uomini che hanno assaltato gli uffici a Monte Roberto, Pianello Vallesina e Marzocca. Hanno colpito in tutta Italia, la loro base nella Vallesina. Erano in fuga con oltre 55mila euro dell’ultimo colpo
lunedì 24 Luglio 2017 - Ore 15:14
Print Friendly, PDF & Email

Un momento delle rapine riprese dalle camere di sicurezza dell’ufficio postale di Sermide

 

Intercettati in A14 dopo l’ennesimo assalto ai bancomat delle poste, sono finiti in manette tre uomini accusati di aver messo in piedi una vera banda specializzata negli assalti agli uffici postali. Sono in custodia cautelare nel carcere di Montacuto G.S. 26enne di Jesi, R.V.  43enne e R.C.  29enne, entrambi di Catania con l’accusa di rapina aggravata continuata e ricettazione. Presi sabato pomeriggio dopo l’ultimo colpo a Sermide, in provincia di Mantova, messo a segno sempre con lo stesso modus operandi: con una mazza da carpenteria facevano saltare la vetrata antisfondamento degli uffici postali per fare irruzione durante le operazioni di approvvigionamento degli ATM. Una volta dentro e a volto coperto, in appena due minuti, si facevano consegnare tutto il contante. Sabato mattina attorno alle 9.30 l’ultimo colpo a San Giovanni in Marignano, a Cattolica, con i tre fuggiti primi a bordo di una Fiat Tipo rubata, poi abbandonata per salire su di una Fiat “500 L” con un bottino magro di appena 375 euro, perché la cassaforte era ancora chiusa. Tanto è bastato per mettere in azione i carabinieri del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Jesi diretti dal maresciallo maggiore Fabio Del Beato che da tempo stavano studiando le mosse della banda, a cui vengono contestati i colpi tra agosto 2016 e marzo a Monte Roberto, Pianello Vallesina e Marzocca. Ricevuto l’allarme dai militari di Cattolica, i carabinieri hanno messo in atto il piano antirapina, presidiando i caselli autostradali di Montemarciano e Ancona Nord e la località Ponte Magno. Poche ore più tardi, alle 12.55,  il secondo colpo a Mantova: stesse modalità, stavolta all’ufficio postale di Sermide e stavolta il bottino ricco di 55.790 euro. Ad aspettarli lungo la fuga c’erano però i militari di Jesi. Alle ore 15,25 sull’A14 in direzione Pescara, dopo decine di Fiat 500 di passaggio, i carabinieri hanno intercettato la Fiat 500 L di colore bianco con tre persone a  bordo, di proprietà di una società di noleggio di Catania, ed in particolare i militari hanno notato che il conducente indossava una camicia gialla simile a quella indossata da uno dei rapinatori al momento dell’irruzione negli uffici postali. Fermati, i carabinieri hanno perquisito la vettura trovando le banconote in un borsone, gli attrezzi da scasso e gli indumenti usati per coprirsi il volto.

I contanti sequestrati

All’interno della sacca anche una distinta di versamento di 445,62 euro con il timbro dell’ufficio postale di Sermide, una prova certa della rapina in provincia di Mantova. Per tutti e tre è scattato il fermo di indiziato di delitto con l’accusa di rapina aggravata continuata in concorso e la ricettazione, essendosi serviti per la rapina di San Giovanni Marignano della Fiat Tipo rubata ad una persona del luogo. Per tutti e tre il Pm di turno della procura di Ancona ha deciso la custodia cautelare in carcere a Monte Acuto.

Gli oggetti da scasso sequestrati dai carabinieri

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X