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Whirpool, Jp e Tecnowind
Autunno caldo per salvare
il distretto industriale di Fabriano

OCCUPAZIONE - Ammortizzatori sociali agli sgoccioli e aziende non ancora fuori dalla crisi, la Fiom traccia un quadro preoccupante. Il referente territoriale Pullini: "Concretizzare piani di rilancio per evitare tragedie economiche e sociali"
martedì 29 Agosto 2017 - Ore 18:29
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Pierpaolo Pullini, funzionario Fiom Fabriano

 

Si annuncia un autunno caldo per il distretto produttivo di Fabriano. Ammortizzatori sociali agli sgoccioli, vertenze aperte ed imprese non ancora fuori dalla crisi delineano una mappa proccupante del lavoro e dell’economia del territorio. A fare il quadro della situazione il funzionario della Fiom Fabriano, Pierpaolo Pullini, ed il segreario provinciale dei metalmeccanici di Ancona, Tiziano Beldomenico.

WHIRPOOL. Rientro dalle ferie all’insegna della cassa integrazione alla Whirpool, nonostante lo stop estivo collettivo di sole due settimane contro le consuete tre. E poi: tre giorni di cassa in tutti gli stabilimenti. Aumenta la produttività, come stabilito nell’accordo ministeriale, ma la multinazionale vede diminuire le vendite e perdere quote di mercato. «È indispensabile una verifica dell’accordo al ministero dello Sviluppo economico − afferma Pullini −. Occorre capire quali siano le strategie commerciali dell’azienda. Il tavolo ministeriale non viene convocato da quasi un anno.»

CAPITOLO TECNOWIND. «Occorre una strategia condivisa e che ci si muova tutti insieme, sindacati, istituzioni, privati per trovare un acquirente prima della scadenza del concordato fissa a novembre ed evitare così quella che sarebbe una tragedia industriale − riprende Pullini −. L’azienda sta lavorando contando sul vecchio portafoglio di ordini e non sono mancate le manifestazioni di interesse da parte di soggetti interessati però a singoli asset. Un’eventuale operazione spezzatino non ci entusiasma, può essere una soluzione solo se vengano garantiti i livelli occupazionali o ci troveremo di fronte all’ennesimo disastro sociale ed industriale. È indispensabile la presentazione di un piano industriale al prossimo incontro con il ministero dello Sviluppo economico previsto per il 12 settembre».

IL CASO JP. È in programma invece per dopo domani (31 agosto) l’incontro con il sottosegretario Teresa Bellanova e le banche per il caso Jp. «perché ci concretizzi il piano industriale. Le persone devono tornare al lavoro e deve riprendere la produzione − sentenzia il referente Fiom del Fabrianese –. Va bene il prolungamento della cassa integrazione ed il piano industriale certificato, ma non ci si può fermare all’assistenzialismo, si deve concretizzare il progetto di rilancio dell’azienda ed i lavoratori devono tornare al loro posto nel più breve tempo possibile, parliamo di 700 persone tra le Marche e l’Umbria e di 400 solo nell’area di Fabriano».

ELICA. Settembre fitto di incontri (4, 11 e 18 settembre) per la vertenza Elica. Trattativa aperta sui 164 esuberi chiesti dall’azienda che non pare intenzionata a scendere di un’unità. Nell’azienda di cappe aspiranti i contratti di solidarietà si esauriranno il 30 novembre. «C’è possibilità di una proroga di altri 9 mesi, ma l’azienda non pare intenzionata ad utilizzarli, quindi vogliamo capire come intendano gestire il carico di lavoro del personale − spiega sempre Pullini −. Bisogna trovare strategie innovative ed originali, ma l’azienda deve metterci qualcosa di suo, non è possibile prevedere ulteriori perdite salariali dei lavoratori, da anni soggetti alla solidarietà. Proprio ieri (28 agosto) l’azienda ha comunicato il raggiugimento di fatturati record, dunque o il numero di esuberi è più basso e non è reale rispetto ai carichi di lavoro».

(A. C.)

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