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Under 34, senza lavoro e senzatetto
Ecco il popolo dei poveri anconetani

ANCONA – L'associazione di solidarietà “Ss. Annunziata” ha presentato il bilancio dell'attività. Aumentano le richieste di prestazioni (+ 6,2%), si abbassa l'età media degli utenti dei servizi del centro Caritas di Ancona – Osimo per chiedere un pasto caldo e un ricovero
martedì 17 Ottobre 2017 - Ore 19:12
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di Giampaolo Milzi

Sono sempre di più giovani e immigrati, a costituire Il popolo “dei senza”, ovvero dei senza lavoro e dei senzatetto, gravati da problemi di salute, cui manca un po’ di tutto, perfino i soldi per curarsi e acquistare le medicine. Cittadini afflitti da una povertà consolidata negli anni, o nuova, figlia di una crisi economica di portata storica. Leggere in modo guidato il bilancio sociale 2016 dell’Associazione di solidarietà “Ss. Annunziata onlus” – com’è avvenuto stamattina nel corso della conferenza stampa presso la sede del Centro caritativo Giovanni Paolo II in via Podesti ad Ancona – significa osservare nei dettagli non solo il bilancio annuale delle richieste d‘aiuto pervenute a questa realtà, quasi del tutto di volontariato) braccio operativo della Caritas diocesana Ancona-Osimo, e delle sue risposte concrete; ma comprendere le storie e le identità di cittadini di serie B, segnati da vite difficilissime, e lo stato dei tanti progetti messi in campo per restituire loro la dignità di persone, la speranza e la prospettiva di un riscatto economico e sociale basato sull’integrazione.
Ecco quindi apparire tutto fuorché retoriche le tre parole “Accogliere, ascoltare, accompagnare”, lo slogan che rappresenta anche lo stile operativo della “Annunziata”, come ha sottolineato, tra gli altri, il presidente Carlo Niccoli, “che tende sempre più a lavorare in rete con il Comune di Ancona, le parrocchie ed altere associazioni”. I dati del bilancio dicono che nei primi 10 mesi di quest’anno si sono rivolte all’associazione 1.489 soggetti, di cui 990 uomini (66,5%) e 499 donne (33,5%.), tra questi 1190 stranieri (l’80%). 627 quelli che hanno bussato per la prima volta alla porta del Punto d’ascolto del Centro di via Podesti, 862 quelli tornati più volte. Ben 650 con età inferiore ai 34 anni (in crescita rispetto agli anni precedenti), segno di come le nuove generazioni soffrano in particolare la povertà nelle sue diverse, marginalizzanti declinazioni. A fronte di una lieve diminuzione degli utenti, nel 2016 sono aumentate le richieste di prestazioni (44.135, + 6,2%) e le attività dei vari interventi di servizio (23.805, + 4,4%). Servizi forniti innanzitutto dal Centro Caritativo, forte di un punto di ascolto, di un deposito per la consegna di vestiario, di ambulatori medici, di un team per il sostegno ai detenuti e di uno per il microcredito, di una scuola d’italiano per stranieri. La “Annunziata” gestisce anche il Centro Beato Ferretti, in cima a via Astagno, con la sua Casa d’accoglienza “Zaccheo” e il Centro Diurno, con il servizio docce. E ancora, l’emporio solidale di via Venero.
Entrando nei dettagli, il Punto di ascolto del “Giovanni Paolo II” è una sorta di prima bussola orientativa per tutti coloro che si trovano in situazioni di disagio e/o difficoltà, i quali, dopo aver compilato una scheda, sono accompagnati in un inserimento sociale a tutto tondo fruendo di uno o più servizi mirati. A partire da necessità basilari, come quella del vestiario (1.286 interventi per singoli o nuclei familiari), frutto di donazioni di privati e aziende, di sequestri della Finanza e della Polizia di Stato. Fino all’attività sanitaria, svolta da un ambulatorio di medicina generale, con 12 medici aperto 4 volte la settimana, e da quello di odontoiatria, forte di 4 dottori e due collaboratori. Entrambi, quest’anno, hanno erogato 659 prestazioni, tra visite, cure e interventi veri e proprio. E, fattore in forte crescita, hanno donato ai bisognosi medicine, quelle di fascia C, non assicurate gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale.
Ai “margini dei margini”, i soggetti reclusi di Montacuto e Barcaglione, a favore dei quali opera il Servizio Carceri e Giustizia. I cui operatori sono entrati 1.300 volte nelle case circondariali per colloqui (700 a Montacuto, 600 a Barcaglione) coi detenuti, li hanno supportati fornendo loro abiti, aiutati nello svolgimento di pratiche amministrative e di piccole commissioni all’esterno, agevolati con 14 borse lavoro, inserendoli inattività di volontariato e sostenendoli nel rapporto con le famiglie anch’esse spesso in difficoltà.
Fondamentale pure l’attività del Centro Ferretti. Con la Casa di seconda accoglienza “Zaccheo”, che nel 2016, per periodi di media durata, ha ospitato 22 persone (13 nuovi ingressi, 11 soggetti dimissionati), anche in questo caso in prevalenza (60%) giovani tra i 18 e i 30 anni. Un’ospitalità basata su 11 posti letto, e su decine di percorsi mirati all’assistenza e all’orientamento professionale, alle esigenze abitative e ai sussidi economici (per fare qualche esempio). Sotto l’egida del “Ferretti” anche il Centro diurno, dotato di biblioteca, bar e postazione Internet, rivolto col suo ambiente familiare a maggiorenni in situazione di povertà ed esclusione sociale (utenza in aumento del 23%), anche questi per lo più senza fissa dimora, i quali – in orario 9/17,20 – godono degli stessi percorsi mirati per una cittadinanza piena disegnati a Casa “Zaccheo” (tra questi, tirocini lavorativi, completamento degli studi, aiuto nella ricerca di una occupazione). Le due mense, una della Casa d’accoglienza e una del Centro diurno, hanno fornito complessivamente 22.549 pasti tra cene e pranzi. Mentre il servizio docce, unico in città (funzionante 3 giorni su 7), è stato utilizzato da 22 persone la settimana.
Per gestire tutte queste strutture e fornire i servizi La “Annunziata onlus”, nel 2016, ha sostenuto spese per 663.165 euro, a fronte di entrate complessive pari a 657.343 euro. “Ma la vera ricchezza – ha rimarcato il presidente Niccoli – è la forza coesa e unita del personale. Così composto: 9 lavoratori con varie specializzazioni, di cui 2 a tempo pieno, 2 operatori sociali e 2 educatori part time, oltre a 200 volontari e 30 ragazzi del Servizio Civile.

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