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Colpo al ‘Famila’: ritrovata
in campagna l’auto della fuga.
C’è l’ombra di un basista

MONTE ROBERTO - La Fiat Punto rubata ad una dei dipendenti del supermercato ieri sera è stata abbandonata in una zona isolata raggiungibile attraverso la viabilità secondaria. I carabinieri non escludono che qualcuno che conosce bene i luoghi possa aver aiutato la banda. Sulla vettura verranno svolti tutti i rilievi tecnico scientifici alla ricerca di impronte digitali e prove
domenica 29 Ottobre 2017 - Ore 15:42
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foto d’archivio

Dopo la rapina di ieri sera al punto vendita Famila di Monte Roberto, i tre banditi mascherati hanno fatto perdere le loro tracce a Castelplanio, dove hanno abbandonato l’auto della fuga, la Fiat Punto sottratta ad una delle dipendenti del supermercato, per salire con molta probabilità su un mezzo ‘pulito’ (leggi l’articolo). La vettura è stata ritrovata dai carabinieri in una zona isolata di campagna. Per arrivarci la banda ha percorso una serie di strade della viabilità secondaria. Un segnale che fa pensare a una conoscenza approfondita dei luoghi e che non fa escludere agli investigatori la presenza di un basista. Qualcuno che abbia indirizzato verso l’obiettivo gli autori materiali del colpo o li abbia ospitati per permettere di studiare le abitudini e gli orari del personale del supermercato.

Il supermercato Famila di Monte Roberto (foto sito ufficiale)

Sulla vettura dovranno essere svolte tutte le indagini tecnico-scientifiche, alla ricerca di impronte digitali e altre prove, prima di riconsegnare il mezzo alla legittima proprietaria. E’ la seconda rapina che subisce il supermercato di Pianello Vallesima. Più di un anno fa una coppia di rapinatori sempre con il volto travisato era entrata in scena pochi minuti prima che il market abbassasse le serrande per la chiusura serale ed era riuscita a fuggire con 12mila euro. Ieri con modalità operative simili il terzetto si è dileguato con l’intero incasso della giornata di lavoro. I carabinieri del Norm di Jesi, comandati dal tenente Maurizio Dino Guida, hanno già ascoltato tutti i testimoni presenti al momento del colpo e stanno visionati i filmati delle telecamere. Durante il raid i rapinatori hanno parlato poco e si sono dimostrati abbastanza tranquilli, non particolarmente violenti, come se dominassero bene la situazione e fossero ‘professionisti’ nel loro settore. Subito dopo l’allarme ieri tutti i principali snodi della rete stradale erano stati presidiati dalle forze dell’ordine, come prevede il protocollo del piano anti-rapina provinciale.

 

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