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Corinaldo: cacciava le allodole
con un richiamo vietato,
denunciato un bracconiere

GUARDIE VENATORIE - Il cacciatore rischia una pesante ammenda fino a 1.500 euro e la confisca del richiamo elettromagnetico vietato, mentre fucili e munizioni rimarranno a disposizione dell’autorità giudiziaria
martedì 7 Novembre 2017 - Ore 16:05
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I richiami sequestrati dalle guardie venatorie

Continuano le operazioni delle guardie venatorie volontarie di Legambiente e Wwf per contrastare il fenomeno del bracconaggio nel territorio marchigiano. Nei giorni scorsi infatti, proprio durante un controllo a tutela della fauna migrante ai confini delle province di Ancona e Pesaro, le Guardie Giurate del Cigno e del Panda hanno sorpreso, nel comune di Corinaldo, un cacciatore in possesso di un richiamo elettromagnetico vietato in grado di riprodurre artificialmente il canto della fauna selvatica migratoria. Immediato è stato l’intervento degli uomini del Comando Carabinieri Forestali di Ancona, che, dopo gli accertamenti di rito, hanno provveduto al sequestro delle armi e delle munizioni in possesso dell’uomo.

Fortunatamente il bracconiere non era ancora riuscito ad abbattere nessun esemplare di fauna selvatica, nonostante il richiamo vietato fosse impostato sul canto dell’allodola, un piccolo migratore presente in Italia e attualmente in forte diminuzione proprio a causa della caccia, del bracconaggio e della distruzione degli habitat. Il cacciatore bracconiere rischia ora una pesante ammenda fino a 1.500 euro e la confisca del richiamo vietato, mentre fucili e munizioni rimarranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La proficua collaborazione tra le Guardie Venatorie Volontarie e i Carabinieri Forestali ha consentito di individuare l’ennesimo caso di bracconaggio ai danni del patrimonio faunistico nazionale, da sempre bene indisponibile dello Stato da conservare per le generazioni future.

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