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Che fine farà l’ex Muzio Gallo?
I dubbi del nipote della contessa Ida

OSIMO - L'imprenditore Pier Stefano Gallo, discendente della nobildonna che donò la villa di famiglia alla città di Osimo con "il divieto all’Ente donatario di cedere ad altri la proprietà o l’usufrutto o di distrarre a fini diversi l’immobile donato", domanda in una lettera aperta se l'immobile è stato ceduto con gli altri beni dell'ospedale Ss.Benvebuto e Rocco all'Inrca e se esiste un progetto per recuperarlo dal degrado
mercoledì 10 Gennaio 2018 - Ore 21:41
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L’ex ospedale Muzio Gallo di Osimo, oggi un ospedale fantasma

L’ ex ospedale Muzio Gallo è in degrado, il suo parco agonizza e i lavori di ristrutturazione, mai completati, si sono fermati ormai 10 anni e mostrano già i segni della decadenza. Villa Cannone, storica dimora del nobile casato, fu donata dalla contessa Ida Gallo alla città di Osimo per trasformarla in sanatorio, lo Smom, in seguito riconvertito in ospedale specializzato in Pneumologia negli anni 50’ e poi chiuso nel 1989. Da allora è tramontato il sogno di accorpare nei suoi spazi tutti i reparti del primo ospedale cittadino, il ‘Ss. Benvenuto e Rocco’. Nel ’90 il consiglio regionale delle Marche ha approvato una nuova destinazione d’uso e ha cambiato l’utilizzo dell’ex Muzio Gallo in residenza sanitaria assistita per la Lega del Filo d’Oro. Il I stralcio dei lavori è stato concluso poco dopo, il II non è mai arrivato. Il vecchio ospedale, oggi è un cantiere più volte saccheggiato dai ladri, e adesso, con la fusione dell’Inrca di Ancona con l’ospedale di Osimo sembra che sia passato con gli altri immobili e terreni osimani dell’Area Vasta 2 dal patrimonio Asur a quello dell’istituto di ricerca di Ancona.  In una lettera aperta un discendente della contessa Ida Gallo, l’imprenditore osimano Pier Stefano Gallo, chiede di sapere quale sarà il destino di questo immobile. Il nipote della nobildonna che ha donato l’ex Smom con finalità sanitarie alla comunità osimana, invita le istituzioni a rispettare l’atto di donazione del bene che al punto 3 della pagina 10 riporta: “la donante fa espresso divieto all’Ente donatario di cedere ad altri la proprietà o l’usufrutto o di distrarre a fini diversi l’immobile donato”.

Pier Stefano Gallo Perozzi

Etica, interesse per gli aspetti della vita sociale, desiderio di operare per una comunità che possa vivere sempre ed ogni giorno una vita migliore. Sono questi alcuni dei valori sui quali si è basata la vita di molte persone fra le quali quella della contessa Ida Gallo di Osimo. Una donna dalla quale prendere esempio per la dimostrata grandezza dell’animo, una donna che senza chiedere niente, quando era ancora in vita ha donato parte dei suoi averi alla comunità affinchè potesse trarne un beneficio. Non chiese neanche di mantenere vivo il proprio nome bensì chiese di onorare quello del marito, proprietario, quando era in vita, dei beni a lei lasciati. L’Asilo Muzio Gallo e l’Ospedale Muzio Gallo furono donazioni dedicate all’intera comunità osimana da quella splendida persona che veniva da altri luoghi e che quindi ad altre realtà avrebbe potuto lasciare i suoi averi.

L’atto di donazione di Villa Cannone della contessa Ida Gallo

L’asilo (leggi l’articolo) è ancora oggi in funzione mentre l’ospedale versa in stato d’abbandono ed incuria da anni quasi ad offesa della grandezza dell’animo di colei che lo donò. Triste destino, definito in parte dagli osimani stessi ovvero da persone i cui parenti forse hanno anche beneficiato delle cure nella splendida ed ariosa struttura del Muzio Gallo anche detto Smom. Stravagante dirlo ma se una persona si ammalava era contenta comunque di poter trascorrere la degenza in un luogo così sereno, pulito ed “arioso”. La donazione coinvolse l’intera proprietà relativa alla villa del Cannone, così si chiamava quando era proprietà della famiglia Gallo, rendendo di fatto nuova proprietaria dell’intera area tutta la comunità e subordinando la donazione stessa al fatto di non poter esser ceduta, in parte o nella sua totalità e di dover esser destinata ad un utilizzo comunitario …

Villa Cannone, poi trasformata nello Smom e nell’ospedale Muzio Gallo di Osimo, chiuso nel 1989

Così come fu accettata l’esplicita richiesta della donante così oggi l’intera comunità deve esser chiamata a preservare il bene, sia dall’incuria che dalla sua cessione, operando affinchè l’intera area possa ritrovare una chiara destinazione in accordo con quanto a suo tempo espresso dalla nobildonna Ida Fregonara dei Conti Gallo di Osimo. L’interesse al mantenimento del bene deve quindi giungere dalla comunità osimana ovviamente rappresentata dall’amministrazione e quindi in prima persona dal Sindaco al quale oggi è giusto chiedere quale sia la reale posizione dell’area dell’ospedale Muzio Gallo e soprattutto qual è il programma di recupero dell’area ammesso che esista”.

Pier Stefano Gallo

Fusione Inrca-ospedale di Osimo: ceduta anche la chiesa di S.Pietro

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