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«Paga o tua moglie vedrà
i nostri video»
Chiesta la condanna per la ricattratrice

SERRA DE' CONTI - La donna rischia 3 anni e 4 mesi di reclusione. Secondo quanto riscontrato dalle indagini, l'ex amante della vittima avrebbe spillato all'uomo circa 60mila euro fino all'arresto avvenuto nel febbraio 2017 per mano dei carabinieri
giovedì 18 gennaio 2018 - Ore 15:51
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Foto d’archivio

 

Secondo l’accusa, per un paio di anni lo avrebbe tenuto in pugno dopo la fine della loro relazione fedifraga: “Paga o metto online le foto dei nostri incontri” le avrebbe detto lei, una romena di 35 anni. E così, l’uomo – un 63enne attualmente in pensione – per comprare il silenzio della sua amante le avrebbe elargito circa 60 mila euro in contanti. Fino al febbraio 2017, quando la donna – dopo aver preso l’ennesima bustarella – è stata arrestata dai carabinieri di Jesi, mettendo fine all’incubo dell’uomo. Con la conclusione delle indagini, la straniera è finita sul banco degli imputati con l’accusa di estorsione. Questa mattina, per lei, il pm  ha chiesto una pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione, considerando il rito abbreviato chiesto dalla difesa. La sentenza arriverà il 20 marzo dopo le eventuali repliche degli avvocati davanti al gup Paola Moscaroli. Il pensionato si è costituito parte civile tramite l’avvocato Giuseppe Muzi. La donna, che respinge ogni accusa, è invece assistita dal legale Alessandro Scaloni. Era stato lo stesso 63enne, a fine 2016, a rivolgersi ai carabinieri della stazione di Serra de’ Conti, comune dove vive, per denunciare il presunto ricatto intrapreso dalla sua ex amante, conosciuta nel 2014 in provincia di Pesaro. La relazione sarebbe andata avanti, all’insaputa della moglie di lui, per circa due anni. A un certo punto la donna avrebbe iniziato il piano estorsivo, chiedendogli continuamente soldi sotto la minaccia di rendere pubbliche foto e video hard degli ex amanti. In un primo momento, l’uomo avrebbe acconsentito al pagamento, sborsando 60 mila euro. All’ennesima richiesta, aveva deciso di rivolgersi agli investigatori. La donna era stata arrestata con un blitz dei carabinieri, intervenuti in un centro commerciale di Jesi, luogo stabilito per lo scambio del denaro. La romena era stata inizialmente portata a Villa Fastiggi, a Pesaro, per poi essere liberata. La difesa dell’imputata sostiene l’inconsistenza delle accuse, basandosi sul fatto che il denaro non fosse chiesto sotto forma di ricatto. Anzi, sarebbe servito per far avviare agli ex amanti una ditta di pulizie in Romania. Inoltre, gli scambi sarebbero iniziati quando ancora i due stavano insieme. Per quale motivo chiedere del denaro dietro minaccia?

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