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Uccise un 15enne con il furgone,
la Cassazione conferma la condanna
La madre: «Saccio ha avuto giustizia»

CORINALDO - Francesco Saccinto aveva trovato la morte in sella al suo scooter in via Olmi Grandi, travolto da un operaio trovato con un tasso alcolemico superiore alla norma. La Corte Suprema ha confermato la condanna per omicidio stradale
giovedì 18 Gennaio 2018 - Ore 11:22
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La Corte di Cassazione, a Roma

 

Cinque anni di processi e iter giudiziari intrapresi per avere giustizia. Per la famiglia di Francesco Saccinto, il 15enne di Corinaldo travolto in sella al suo scooter da un furgone il 10 settembre 2013, l’estenuante attesa è finita ieri sera, quando la Corte di Cassazione ha confermato la condanna inflitta a Omar Turchi, operaio di 40 anni. C’era lui, con un tasso alcolemico superiore alla norma, alla guida del veicolo che ha ucciso il giovane corinaldese in via Olmi Grandi. L’uomo, accusato di omicidio colposo, era stato condannato a 7 anni di reclusione sia in primo che secondo grado. La Corte Suprema si è espressa davanti ai genitori di “Saccio”, come tutti lo chiamavano, il loro avvocato Corrado Canafoglia e alcuni rappresentanti di “Rose bianche sull’asfalto”, l’associazione nata in ricordo del 15enne e per la sensibilizzazione alla prevenzione della guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Francesco Saccinto

Con la sentenza della Corte di Cassazione, Turchi andrà in carcere. Al termine dell’udienza, è stata la mamma di Saccio, Simonetta Pelliccia, ad esprimere sulla sua pagina Facebook le parole che sanciscono la fine un percorso intrapreso per vedere finalmente la luce della giustizia: «Dopo quasi 5 anni si è conclusa oggi la nostra battaglia legale davanti alla Suprema Corte di Cassazione di Roma che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’assassino di nostro figlio. Il che significa che finalmente per lui si apriranno le porte del carcere. Tanti dubbi e tante lacrime ci hanno accompagnato in questo periodo di attesa… tanta anche la speranza di poter vedere un mondo migliore al di là della devastante realtà in cui ci ritroviamo a vivere da quel maledetto giorno. Oggi Saccio ha avuto giustizia. Oggi possiamo dire di non aver sperato invano. Adesso per noi si apriranno nuove strade, nuove battaglie e nuove conquiste …sempre con il sorriso di Saccio a farci da guida. La fatica di questa giornata darà ancora nuovi frutti e le rose torneranno a fiorire nei giardini».

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