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Scogliere di Falconara,
al via i lavori attesi da trent’anni

OPERE – Stamane la consegna del cantiere per realizzare le barriere che difenderanno spiaggia e stabilimenti dalle mareggiate
mercoledì 24 Gennaio 2018 - Ore 19:11
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La consegna dei lavori stamattina da parte del sindaco Goffredo Brandoni alla ditta appaltatrice

Scogliere di Falconara, finalmente si parte. Si è svolta questa mattina la consegna dei lavori. Un intervento atteso da oltre trent’anni per la rifioritura delle scogliere a protezione della spiaggia. Un progetto da 860 mila euro, di cui 330.000 finanziati da Multiservizi, e i restanti 530.000 dalla Regione Marche. Un’opera a costo zero per il Comune che consentirà di fronteggiare le mareggiate invernali e difendere la spiaggia dall’erosione. Si parte dal sud, al confine con Ancona e si proseguirà fino alla spiaggiola di Villanova (via Monti e Tognetti). È prevista una sospensione dei lavori per evitare intralci alla stagione balneare, ma la Impresa Nicola Daloisio conta di portare a termine buona parte dell’intervento già per la primavera.
Presenti alla consegna dei lavori il sindaco Goffredo Brandoni, il direttore generale di Multiservizi Patrizio Ciotti, del presidente Falcomar Alessandro Filippetti, il progettista Nicola Daloisio, il dirigente dei lavori pubblici Stefano Capannelli, il direttore dei lavori Paolo Zoppi e il collaudatore tecnico amministrativo Stefano Cognini.
Il sindaco Brandoni ha ricordato la criticità e la necessità della rifioritura delle scogliere che permetterà, se non nella imminente stagione, almeno per le prossime, un allargamento dell’arenile; “l’intervento sarà anche propedeutico alla salvaguardia dei numerosi stabilimenti balneari dove gli operatori hanno investito somme importanti – ha spiegato -. E questi lavori sono indirizzati proprio a difendere la costa nelle le stagioni invernali. L’iter burocratico è stato lunghissimo, e ringrazio l’onorevole Emanulele Lodolini per l’impegno nell’iter amministrativo, come segno di buona collaborazione per il bene del territorio, inoltre da parte di tutta l’amministrazione ringrazio anche la Capitaneria di Porto di Falconara nella persona del comandante Rocco Polimeno che è sempre stato al nostro fianco durante l’iter burocratico”.
Quattro anni di progettazione per un cantiere di sette mesi, che è partito proprio oggi. L’impresa sta già installando il cantiere in un’area del porto per le pese, il carico e scarico e il magazzino operai: una serie di attività che vengono svolte a terra prima dell’intervento a mare. Intervento che scatterà fra circa tre settimane, tempo che consentirà ai pontoni di lavorare in mare con continuità.
“Seguendo l’ordine dell’amministrazione e sperando di completare le opere il più presto possibile per dare il meno fastidio possibile alla stagione balneare – ha spiegato Dalosisio – il materiale? Abbiamo deciso di prenderlo tutto in Italia, nelle cave di Acquasanta Terme e, forse in parte per accelerare i lavori cave di Apricena in Puglia”.
In tutto saranno impiegate 23mila e cinquecento tonnellate di pietra che consentiranno di riportare tutte sullo stesso livello le scogliere del litorale sud di Falconara, con il recupero laddove possibile degli scogli usciti dalle linee. “Un lavoro a misura, da sud verso nord, con l’obiettivo di realizzarlo nei mesi invernali e di primavera per cercare di proteggere la parte dove insistono i balneari. La conclusione dei lavori è prevista in 210 giorni, dal primo maggio al 30 settembre c’è la sospensione, ma se il tempo lo consente chiederemo qualche giorno di proroga – spiega il direttore dei lavori Zoppi -. Interverremo senza modificare la struttura e l’altezza sull’acqua delle scogliere per riproporre la situazione attuale, non interverremo sull’orientamento ma renderemo le scogliere regolari e funzionali per la funzione che devono svolgere”.
Proteggere la spiaggia e le sue opere. Motivo per cui anche Multiservizi ha investito nel progetto come ha spiegato il direttore Ciotti. “Ovviamente sulla costa passa una condotta molto importante soggetta alle botte del mare e quindi abbiamo deciso di contribuire a parte della spesa per la rifioritura perché serve anche a noi per difendere le opere di oggi e quelle di domani”
“Da parte nostra – ha concluso Filippetti – accogliamo con favore un intervento che attendevano da 30 anni e che deve essere un esempio per il futuro, perché il problema dell’erosione della costa riguarda tutta la nazione e non sono sufficienti i soldi. Ci vuole una visione di insieme per raggiungere l’obiettivo, ognuno contribuendo per quello che gli spetta di competenza. Ecco perché il Falcomar ha agevolato i lavori delle ditte interessate. Noi abbiamo una certezza, dove mancavano le scogliere i danni erano ingenti e quindi saranno fondamentali per la protezione della costa e degli stabilimenti balneari”.

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