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Ambiente, economia e urbanistica “dal basso”
Casa delle Culture lancia “Partecipodromo”

ANCONA – Quattro incontri pubblici tra marzo e maggio per discutere con esperti di settore in questo “festival della partecipazione”. “Ad Ancona c'è bisogno di una democrazia partecipata, lo dimostrano il caso del Faro del Colle dei Cappuccini e l'albergo al Cardeto” sostengono i promotori
martedì 13 Febbraio 2018 - Ore 11:30
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La presentazione di Partecipodromo alla Casa delle Culture

 

di Giampaolo Milzi

Il tema della partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano, relative al loro ambiente di vita allargato al territorio urbano e non. Il rilancio di forme di democrazia diretta davvero concrete, capaci di incidere nelle politiche delle amministrazioni pubbliche, a cominciare da quella comunale. Partecipazione attiva e propositiva, questi gli obiettivi di “Partecipodromo”, un ciclo di quattro incontri che si terranno tra il marzo e il maggio prossimi ad Ancona. Già, ad Ancona, “città dove, come tante altre in Italia, emerge il problema degli spazi, in forte dissonanza con un concetto di democrazia piena, costruita dal basso”, ha spiegato stamattina in conferenza stampa, presso la sede dell’ex Casa delle Culture, Katya Mastantuono, una dei portavoce delle 24 sigle (tra associazioni, comitati e gruppi informali) che hanno organizzato “Partecipodromo”. “Spazi in prima battuta intesi come carenti, ad Ancona, per dar vita a luoghi di incontro e confronto fra cittadini intenzionati ad esprimersi sulle attività di governo della città e dei suoi beni pubblici; – ha proseguito Mastantuono – una carenza che ha creato una certa disaffezione all’impegno civico, e noi vogliano invertire questa rotta”. Come? Le forze organizzate scese in campo con “Partecipodromo” sottolineano l’altra lettura del problema spazi, legata alla prima, cioè come ambienti, contenitori, beni comuni, per lo lo più urbani, caduti in disuso e in degrado, vittime del disinteresse, condannati ad un oblio “che ne mortifica storia e identità, una storia e una identità spesso antiche che erano state costruite su tessuti e trame esperienziali popolari”. Questi spazi-beni pubblici “vanno riconquistati, valorizzati in quanto destinati ad essere rappresentativi di una nuova frontiera per buone pratiche di vivibilità, fruibilità sociale, culturale e ambientale”: questo l’appello lanciato dal tavolo dei conferenzieri anche e soprattutto alle forze politiche che intendono candidarsi alle elezioni che a giugno decideranno la composizione del nuovo Consiglio e della nuova Giunta comunali ad Ancona. Buone pratiche di vivibilità a 360° che possono rinvigorire e perpetrare quelle già in atto e prendere spunto da esperienze analoghe di successo in altre città. Ciò come filo conduttore dei quattro incontri in programma il sabato. I primi tre previsti al Teatro Panettone (ore 17). Si inizia il 17 febbraio col dibattito “Costituzione e beni comuni”, comuni anche quando sono privati ma potenzialmente di alto valore collettivo, con tre ospiti-testimonial: Antonio Di Stasi, docente dell’Università Politecnica delle Marche, che richiamerà l’esigenza di applicare davvero l’art 42 della Costituzione, dove recita che “la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge che ne determina i modi di acquisto, godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti; Antonio Sebastianelli, sindaco del nuovo Comune Terreroveresche, il quale presenterà l’innovativo ”Regolamento per l’acquisizione al patrimonio comunale, la riqualificazione e il riuso, anche attraverso la concessione a terzi, dei beni in stato di abbandono nel territorio comunale” adottato dalla nuova entità plurimunicipale; alcune esperienze di rigenerazione di spazi urbani italiani (cohousing, coworking) per finalità socio-culturali saranno illustrate da Saveria Teston.

Casa delle Culture a Vallemiano

“Buone pratiche di cittadinanza realizzate da realtà giovanili”, il titolo dell’appuntamento del 17 marzo, con varie presenze: una delegazione del Consiglio comunale dei Ragazzi di cui Giulio Regeni, all’epoca 15enne, fu sindaco; un relatore sulla rivitalizzazione e il ripopolamento del piccolo comune piemontese di Ostana, ad opera della locale Amministrazione, grazie all’istituzione della scuola nazionale di politica (non partitica) “Allena-Menti”; Luigi De Giacomo poi spiegherà il percorso dell’Associazione di Paolo Maddalena “Attuare la Costituzione”.
Il 14 aprile si parlerà di “AgriCULTURE e biodiversità sociale”, con l’intervento di Alfonso Pascale, fondatore dell’agricoltura sociale in Italia, con un approfondimento sull’esperienza di realizzazione di un Fondo Agricolo Comunale co-gestito dai cittadini per lo sviluppo degli orti sociali condivisi  per l’autoproduzione (da riproporre anche ad Ancona). Il 12 maggio (ore 18), appuntamento a piazza Roma, sul tema “Donne, AltraEconomia e Microfinanza”, con Cristina De La Cruz, responsabile di’Economia al Femminile in Spagna, Simona Lanzoni di Pangea per il Microcredito in Italia e nel Sud del mondo, Marina Galati della cooperativa sociale Progetto Sud di Lamezia Terme e Nicoletta Dentico del CdA di Banca Etica.
Tornando alla battaglia per l’applicazione dell’art. 42 della Costituzione, sia Andrea Fantini che Riccardo Picciafuoco, tra i relatori alla conferenza stampa, hanno sottolineato le “difficoltà nei percorsi di partecipazione democratica intrapresi ad Ancona nel cooperare con Comune e Regione Marche. Quanto all’ente Regione, ha sottolineato Picciafuoco, del Forum Paesaggio Marche, “dal 2013 giace dimenticata la nostra proposta di legge popolare, forte di 9.000 firme, sulla valorizzazione del paesaggio come bene comune”. Fantini e Picciafuoco hanno manifestato “preoccupazione su due fronti: la prospettiva che il Faro ottocentesco sul colle Cappuccini di Ancona sia venduto dal Demanio a privati e trasformato in ristorante di lusso, con la conseguenza di una sua sottrazione alla pubblica fruibilità; stesso discorso per la riconversione in maxi-hotel dell’ex Convento Cappuccini/ Caserma Stamura. “Bene invece il percorso per la ristrutturazione e la riconversione in ostello pubblico dell’ex Casa Mutilatini a Portonovo, in quanto siamo vicini all’affidamento a privati per i lavori, ma chiediamo al Comune proprietario più impegno per la ricerca di fondi, anche tramite bandi pubblici e/o europei, finalizzati alla gestione”.

I componenti della rete organizzativa di “Partecipodromo” sono:

Comitati Ancona Partecipa, Ancona Forum Paesaggio Marche, Mare Libero, Mezzavalle Libera; Circoli Legambiente Il Pungitopo e Laboratorio Sociale; Associazioni PortonovoxTutti, Giovanile A2O, Officina Koru, La Musica può fare, Reti Culturali, Spaziostello; Urlo mensile di resistenza giovanile, Gruppo per il recupero e la valorizzazione dei beni comunali di valore storico-artistico-archiettonico di Ancona, Unione inquilini Marche, Mappatura dell’abbandono Community, C.U.B. Marche, Ostello delle Idee di Jesi; Arci Ancona, Arci Marche, Riserva naturale Ripa Bianca WWF, A.C.U. Marche, Rete di Economia Etica e Solidale Rees Marche.

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