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Stangata Tari, il sindaco:
“Necessario per coprire i costi”

GENGA - Modificato il Regolamento comunale per l’applicazione della Tassa sui rifiuti, aumento consentito dalla legge di stabilità. La Tari aumenterà del 18% circa, secondo quanto calcola l'amministrazione gengarina, per pareggiare i costi del servizio. Gli altri tributi sono invariati.
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Le tasse comunali di Genga resteranno invariate tranne la Tari. Lo si è deciso nell’ultimo consiglio dove si è votato il documento di programmazione finanziaria. La maggiore novità, quella che sarà percepita sicuramente come la più antipatica, è un importante aumento della Tari, addirittura intorno al 18%, fanno sapere dall’amministrazione. Il comune deve incassare dei cosiddetti “crediti di dubbia esigibilità” circa 45 mila euro, su cui non si transige, che gravano sul bilancio 2018. “C’è anche una società esperta in recupero crediti, che sta lavorando per il Comune, ma per il 2018 dobbiamo muoverci così, perché non abbiamo incassato per tanti anni, tra Tares e Tari”- afferma il sindaco Giuseppe Medardoni – “Sappiamo che è un aggravio di costi per i cittadini, è assurdo che per chi non paga si debba pagare tutti, ma quello che recupereremo lo scaricheremo dal piano finanziario successivo”. Secondo quanto previsto nella relativa delibera di Giunta proposta in Consiglio, si deve garantire “l’integrale copertura dei costi dei servizi, come per legge”. E siccome la  “Legge di bilancio consente comunque anche per il 2018 l’aumento delle tariffe Tari, in considerazione del fatto che, ai sensi dell’art. 1, comma 654, della legge n. 147/2013, deve essere assicurata l’integrale copertura dei costi di investimento e di esercizio del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti”, la Tari diviene l’unica possibilità per incassare i crediti mancanti.  Dal 2018 al 2020, inoltre, emerge dal Dup “gli Enti Locali possono avvalersi della possibilità di utilizzare i proventi derivanti dalle alienazioni patrimoniali, anche derivanti da azioni o piani di razionalizzazione, per finanziare la quota capitale dei mutui o dei prestiti obbligazionari in ammortamento nell’anno o in anticipo rispetto all’originario”. Medardoni evidenzia anche l’alto costo dei servizi per un comune con una grande superficie ma bassa densità abitativa, 1790 abitanti in 74 km quadrati. Nel Dup vengono sterilizzati gli aumenti delle aliquote Iva per il 2018, rinviandoli ai successivi: “l’aliquota 10% passerà all’11,5% nel 2019 e al 13% dal 2020; l’aliquota 22% passerà al 24,2% nel 2019, al 24,9% nel 2020 ed al  25% dal 2021”.  Le tariffe per i servizi per il trasporto, la mensa, i tributi, sono state confermate. L’addizionale Comunale Irpef  “è stabilita nella misura di 0,2 punti percentuali”. Nel Dup sono inseriti, naturalmente, il piano annuale e triennale delle opere pubbliche, il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari del 2018, e in ultimo, i lavori di miglioramento delle sedi stradali e della segnaletica con i proventi delle contravvenzioni della polizia municipale.

 

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