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“Tuo padre è morto non puoi vederlo”
45enne condannata per
sottrazione di minore

ANCONA - Di un anno e sei mesi di reclusione la pena stabilita dal giudice per l'imputata accusata di aver interrotto gli incontri tra l'ex compagno e il figlio, un bimbo di 8 anni. Dovrà risarcire l'uomo con 20 mila euro
mercoledì 21 febbraio 2018 - Ore 17:04
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Il tribunale

 

Per l’accusa, avrebbe impedito all’ex compagno di incontrare il figlio, spiegando al piccolo che l’assenza del padre era dovuta alla sua morte. È con l’accusa di sottrazione di minore che questa mattina è stata condannata a scontare un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa, una 45enne residente nell’entroterra senigalliese. All’ex compagno, un falconarese di 52 anni costituitosi parte civile tramite l’avvocato Emanuele Paladini, dovrà risarcire una somma pari a 20 mila euro. I fatti presi in considerazione dalla procura si sono svolti alla fine del 2015, quando – secondo l’accusa – la donna aveva interrotto gli incontri tra padre e figlio (8 anni) stabiliti dal tribunale. Era stato lo stesso 52enne a denunciare l’ex compagna. L’uomo aveva raccontato in udienza che, dopo aver avviato le pratiche legali per il riconoscimento del figlio avvenuto tramite test del dna, la 45enne aveva deciso di interrompere gli incontri a un anno dalla nascita del piccolo. In un primo momento, il falconarese aveva inviato una diffida, poi si era rivolto al tribunale dei minori che aveva stabilito un calendario per far incontrare padre e figlio. Per l’accusa, alla fine del 2015, le date non erano state rispettate dalla 45enne. A quel punto, era scattata la denuncia. Dopo, però, la calendarizzazione sarebbe ripresa. “Ho anche saputo che la mia ex compagna aveva detto a nostro figlio che io ero morto” ha sostenuto la parte civile in udienza. Diversa la versione dell’imputata, secondo cui l’ex non si sarebbe mai interessato veramente del bambino, sparendo di tanto in tanto, senza farsi più vivo. Sicuro da parte della difesa, rappresentata dall’avvocato Raffaele Dilillo, il ricorso in appello.

 

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