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Antonio Luccarini
racconta Franco Corelli

ANCONA - Secondo incontro pubblico organizzato dal Rotary per la Cultura alla Loggia dei Mercanti. Verranno ripercorse le tappe salienti della carriera del tenore anconetano, dagli esordi fino al successo planetario culminato sul palco del teatro Metropolitan di New York
martedì 20 Marzo 2018 - Ore 15:06
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Il presidente Venturi con Antonio Luccarini

Franco Corelli, la voce che ha fatto conoscere il nome di Ancona nei palcoscenici dei teatri lirici più importanti del mondo, rivive nel secondo appuntamento della rassegna ‘Il Rotary per la Cultura’ organizzata dal Rotary Club Ancona Conero. Giovedì 22 marzo alle 18 alla Loggia dei Mercanti si parlerà di “Franco Corelli: la voce più bella, una voce per il mondo” con il prof. Antonio Luccarini e gli interventi del critico musicale Fabio Brisighelli e della cantante e docente della storia della vocalità Daria Della Croce. Un’iniziativa per riscoprire un grande personaggio anconetano e ripercorrere la sua carriera dagli esordi fino al successo planetario culminato calcando il palco del teatro Metropolitan di New York. Evento che arriva a un mese esatto dall’incontro, sempre tenuto da Luccarini, dedicato all’arte del ‘500 ad Ancona, scrigno di preziosi tesori d’arte tutto da scoprire, con capolavori di Tiziano, Lorenzo Lotto, Pellegrino Tibaldi e di Andrea Lilli.

«Il ‘500 è stato un secolo quasi tragico per Ancona – ha spiegato Luccarini – che passò dalla centralità della libera Repubblica Marinara a un ruolo periferico all’interno dello Stato Pontificio». Arte dimenticata nel troppo spesso dormiente, dal punto di vista culturale, capoluogo di regione. A partire dalla Pala Gozzi di Tiziano, esposta alla Pinacoteca Podesti e capace di attirare a Milano, nella recente mostra dedicata a Palazzo Marino, quasi 100mila visitatori. «Una straordinaria rappresentazione dell’attualità politica del tempo – ha spiegato Luccarini – con Ancona e Ragusa (l’oggi croata Dubrovnik) simboleggiate da San Francesco e San Biagio in primo piano e Venezia sullo sfondo chiamate ad abbandonare le rivalità e a unirsi nella fede contro il pericolo ottomano. Un messaggio di pace. Tiziano realizza l’opera nel 1520 e basti pensare che appena due anni prima i turchi avevano invaso la baia di Portonovo, portato devastazione al Poggio e catturato parecchi abitanti per ridurli in schiavitù».

«Il Rotary fra le sue iniziative a favore della società civile, delle comunità – ha detto il presidente del Club Ancona Conero, Giovanni Venturi – ritiene importante mantenere viva la conoscenza, la loro identità culturale a favore di tutti e soprattutto dei più giovani. Per questo abbiamo deciso di organizzare questi due appuntamenti con il prof. Luccarini, profondo cultore della storia, dell’arte e dei personaggi della città». I fasti della Repubblica terminarono nel 1532 con l’occupazione pontificia, ma non s’arrestò la ricchezza artistica. Nel 1539 Lorenzo Lotto firma la Pala dell’Alabarda e, nel 1550, l’Assunzione per la chiesa di San Francesco alle Scale. Del 1558 la Crocifissione di Tiziano per la chiesa di San Domenico, secondo Luccarini «un’opera straordinaria che ha anticipato di secoli l’Impressionismo». E ancora Pellegrino Tibaldi (a lui si devono diverse opere tra cui la Fontana del Calamo) e l’anconetano Andrea Lilli. «Queste operazioni – ha concluso Luccarini – non servono tanto per guardarsi indietro ma per chiedersi, in momenti di foschia come questi, come possiamo tornare a essere grandi visto che un tempo lo siamo stati. Non un’operazione nostalgica ma la volontà di riprendere quei sentieri che abbiamo interrotto. La città ha da poco riscoperto l’amore per il proprio passato e l’iniziativa del Rotary è un’occasione unica per approfondire questi aspetti».

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