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I Balmorhea al Teatro Alfieri

MONTEMARCIANO - Il duo, domenica 25 marzo, per la rassegna musicale ‘Klang altri suoni, altri spazi’ fa tappa a Montemarciano
mercoledì 21 marzo 2018 - Ore 13:08
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Domenica 25 marzo ‘Klang altri suoni, altri spazi’, la rassegna musicale regionale promossa dall’Amat con Loop Live Club e i Comuni del territorio, fa tappa al Teatro Alfieri di Montemarciano con Balmorhea, nati nel 2006 a Austin, Texas, per volontà di Rob Lowe e Michael Muller accompagnati dai talentuosi strumentisti Aisha Burns (violino), Nicole Kern (violoncello) e Travis Chapman (contrabbasso). Il gruppo tesse strutture post-rock mescolate a influenze classiche e il perimetro in cui si collocano le nuove composizioni, che non rinunciano a descrivere scorci paesaggistici, racchiude l’essenza del lavoro in un’quilibrata miscela di residue delicatezze acustiche e poderose progressioni elettriche. Le trame dei lavori di Balmorhea si tessono attorno a strutture post-rock e a influenze classiche e non a caso, tra i maggiori ispiratori, Lowe e Muller citano da sempre Ludovico Einaudi, Claude Debussy e Ludwing van Beethoven, oltre a Arvo Pärt, John Cage, Miles Davis e Brian Eno.

Balmorhea è il nome di un bacino idrico artificiale situato in prossimità dell’omonima cittadina della contea di Reeves, una delle estreme propaggini occidentali del Texas verso il Messico, terra di contrasti tra vallate desertiche e declivi boscosi, tra aridi ammassi sabbiosi e, appunto, il ristoro vitale offerto dal lago. I contrasti del territorio texano – al quale il duo mostrerà a più riprese di essere fortemente legato – e l’imponente placidità delle acque lacustri ricorrono nel picking chitarristico discreto di Muller e nelle compunte partiture pianistiche di Lowe, che si intrecciano in un dialogo austero, ma prodigo di un’emozionalità mai sovrastata da strutture compositive di accurata essenzialità. Austin, Texas: città tra le più attive dal punto di vista artistico tra anni 90 e 2000, fortemente connotata dalla fervente attività di band riconducibili al post-rock, su tutte gli Explosions In The Sky. Benché non di solo post-rock abbia vissuto e viva la scena artistica della capitale texana, in un certo senso è proprio da lì che parte l’esperienza di Michael Muller e Rob Lowe, musicisti di estrazione diversa che hanno posto la loro ispirazione e la loro perizia al servizio di quello che all’inizio poteva sembrare una declinazione in chiave acustico-cameristica di quel “genere” dai tratti indefiniti, ma che ben presto ha dimostrato di essere qualcosa di ben più ricco e irriducibile a rigidi schematismi classificatori. Un’esperienza artistica fuori dal tempo che, coniugando perfezione formale e capacità comunicativa, resta fedele alla propensione di Rob Lowe e Michael Muller a mettersi in discussione album dopo album, sia dal punto di vista dell’articolazione strumentale che dell’ininterrotta esplorazione di sospensioni temporali e registri compositivi.

L’originario duo si è negli anni ampliato includendo la batteria e uno stabile terzetto d’archi formato da Aisha Burns (violino), Nicole Kern (violoncello) e Travis Chapman (contrabbasso). In tutto sei album in studio, l’ultimo, Clear Language, uscito sempre per l’etichetta Western Vinyl (Peter Broderick,Dirty Projectors,Kaitlyn Aurelia Smith), continua a muoversi con la loro musica tra i binari minimal di un rock da camera che fa della sottrazione uno dei suoi elementi principali. Certamente post da tutti i punti di vista, che sia rock o meno poco importa, i texani si librano in quel piano continuo che unisce la (post) modern classical e gli esperimenti post-rock dei Bark Psychosis di “Hex”. La pulizia dei suoni – come si evince dal titolo stesso – emerge prepotentemente e rappresenta quasi una sorta di manifesto contro il caos dei mille rumori e delle mille voci urlate della società contemporanea. Lasciata alle spalle ogni tensione, il nuovo Clear Language si muove tra sintetizzatore, pianoforte, vibrafono, archi e chitarra con un ancor più scarnificato approccio minimal capace – anche per questo – di pennellare paesaggi onirici tramite brevi loop di synth e strumentazione acustica. (Info. e biglietti, posto unico numerato 10 euro, ridotto 8 euro: Amat 071 2072439, Biglietteria Teatro Alfieri 071 9163383 dalle ore 20 della sera del concerto che avrà inizio alle ore 21).

 

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