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Nuovo impianto rifiuti organici di Astea,
il comitato: “Progetto bloccato dai ricorsi”

OSTRA - Il Comitato Tutela Ambiente e Salute Valli Misa e Nevola ricorda al sindaco di Osimo che oltre al contenzioso aperto al Tar Marche per le autorizzazioni concesse sull'area della Zipa alluvionata nel 2014, pende anche una causa per revocazione in Consiglio di Stato - VIDEO
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Ostra, l'alluvione del 2014 nell'area della Zipa

“Abbiamo appreso dalla stampa che società Astea spa sarebbe in procinto di acquistare (o, forse, avrebbe già promesso di acquistare) l’area e quindi il progetto del digestore anaerobico di proprietà En Ergon srl, che dovrebbe essere realizzato nell’area Zipa di Ostra. Ci ha fortemente sorpreso, in tal senso, il comunicato apparso ieri sulla stampa del Sindaco del Comune di Osimo, Simone Pugnaloni, il quale riferendosi alle autorizzazioni ricevute dall’impianto suddetto ha affermato in modo perentorio che ‘…. Tutte le vie giudiziarie sono state percorse e ultimate favorevolmente per l’impresa che propone l’opera, da ultimo con la pronuncia del Consiglio di Stato in data 17 novembre 2016…’”. Non si è fatta attendere la replica del Comitato Tutela Ambiente e Salute Valli Misa e Nevola che entra nelle querelle tra l’ex sindaco di Osimo, Dino Latini (Liste civiche) e l’attuale primo cittadino Simone Pugnaloni (Pd), chiarendo che pendono diversi ricorsi al Tar Marche e in Consiglio di Stato contro l’insediamento dell’impianto per la produzione del bio-metano sull’area di Ostra.

Ostra, l’esondazione 2014 sull’area che dovrebbe accoliere l’impianto di trattamento rifiuti organici di Astea spa

“Quanto affermato dal sindaco di Osimo non corrisponde al vero: contro il Decreto del Dirigente della Regione Marche – puntualizza la nota del Comitato – il n. 19 del 20 maggio 2016 con cui è stata approvato l’adeguamento AIA dell’Impianto e la relativa variante (un atto fondamentale per l’approvazione del progetto stesso), pende un ricorso al Tar del 22 luglio 2016 promosso da alcuni imprenditori e residenti della zona che compongono questo Comitato, rubricato al Tribunale Amministrativo Regionale Marche al nr. 546/2016. Contro il medesimo provvedimento, pende inoltre, sempre avanti al Tar Marche, un altro ricorso, quello promosso dal Comune di Trecastelli il 25 luglio 2016. Entrambi i ricorsi non sono stai ad oggi ancora discussi, per cui nessuna di queste due via giudiziaria si è ‘… ultimata a favore dell’impresa che propone l’opera…’, come affermato dal sindaco Pugnaloni. Va inoltre precisato che neanche la pronuncia del Consiglio di Stato del 17.11.2016 può dirsi definita dal momento che stata fatta oggetto di ricorso per revocazione, con giudizio ancora pendente davanti al Consiglio di Stato, rubricato al nr. 4298/2017”.

Considerato l’ingente investimento che dovrà affrontare Astea spa, il Comitato Tutela Ambiente e Salute Valli Misa e Nevola ritiene pertanto “grave che il sindaco del Comune di Osimo, maggior azionista della società che sta comprando l’area e quindi il progetto del digestore anaerobico, non sia a conoscenza degli importanti contenziosi in essere relativi a detto impianto, per cui lo invitiamo ad approfondire i fatti, prima di assumere qualsiasi decisione. Dal canto nostro vogliamo precisare che il Comitato continuerà in modo indefesso e con ogni lecito strumento la sua battaglia contro la realizzazione di questo impianto, che non può certo più essere costruito su un’area che nel 2014 è stata alluvionata”.

Impianto rifiuti di Ostra, Latini attacca Pugnaloni: “Si farà a Osimo. Un comitato si oppone e pendono ricorsi”

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