Raggirano la coppia di anziani,
e si intascano quasi mezzo milione:
in due a processo

ANCONA - Imputati con l'accusa di circonvenzione di incapace sono un libanese di 60 anni e sua moglie albanese di 57enne. Secondo l'accusa, per sei anni avrebbero gestito in maniera subdola il patrimonio di due vecchietti, un fratello e una sorella ormai deceduti, strappando assegni e facendo prelievi bancari

Il tribunale di Ancona

 

Si sarebbero intrufolati nella loro vita, guadagnando fiducia e approfittandosi sempre di più delle loro precarie condizioni di salute. In sei anni, avrebbero dilapidato un tesoretto da quasi mezzo milione di euro, attraverso prelievi bancari, l’emissione di assegni e attestazioni di beni immobili. Il raggiro, secondo la procura, sarebbe stato messo in scena da una coppia di coniugi, composta da un libanese di 60 anni e da una albanese di 57 anni, residenti a Fabriano. Entrambi sono finiti a processo con l’accusa di circonvenzione di incapace per aver manipolato due vecchini, un fratello e una sorella, deceduti all’epoca delle indagini. Erano partite nel 2016 dopo i sospetti nutriti da alcuni parenti degli anziani, figli dei loro cugini e parte civile tramite l’avvocato Monica Bisio. Stando alla loro versione all’appello mancherebbe quasi mezzo milione di euro, un tempo appartenuto alla coppia di vecchietti.   Il raggiro degli imputati sarebbe iniziato nel 2007 per poi finire nel 2013. Si erano avvicinati alle vittime compiendo per loro alcune commissioni e appropriandosi della Postepay appartenuta all’anziano. Proprio dal bancomat sarebbero stati eseguiti prelievi per una somma totale di 221 mila euro. A favore della coppia sarebbero anche stati emessi assegni bancari del valore di circa 78 mila euro. Gli imputati avrebbero anche trovato il modo di farsi citare nel testamento, riuscendo a mettere le mani su un appartamento e alcuni terreni un tempo appartenuti all’anziano. Questa mattina, una parente delle vittima ha testimoniato in aula, riportando al giudice la difficoltà di avvicinarsi agli anziani per la presenza ingombrante sempre più della coppia a casa delle due vittime. Nel 2013, anno in cui sarebbe terminato il raggiro, per i vecchietti era stato nominato un amministratore di sostegno.

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