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Il Tar non sospende
l’ordinanza anti-movida,
l’avvocato: “Andiamo avanti”

ANCONA - Il Tribunale amministrativo delle Marche ha respinto la richiesta della misura cautelare del locale Lo Sverso di Fabriano contro la decisione del Comune di vietare l'asporto di bevande alcoliche dalle 21 del venerdì alle sei della domenica successiva. L'avvocato del ricorrente: "Come può il gestore del locale essere responsabile del comportamento di clienti disturbatori sul suolo pubblico? Chiediamo ancora l'annullamento dell'ordinanza".
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Il locale di via Balbo chiuso per protesta contro l’ordinananza sindacale.

di Sara Bonfili

Il Tar Marche ha respinto il 9 maggio la richiesta di sospensiva proposta dalla birreria “Lo Sverso” di via Balbo contro l’ordinanza sindacale che vietava l’asporto di bevande alcoliche  dalle 21 del venerdì alle sei della domenica successiva.  L’ordinanza “Modifiche alla disciplina degli orari di vendita di bevande alcoliche e superalcoliche in città, finalizzate ad esigenza di sicurezza, di decoro e vivibilità urbana e di tutela della tranquillità e del riposo dei cittadini” era del 1 febbraio 2018. E’ stata respinta la richiesta di sospensiva degli effetti esecutivi, sostanzialmente, perché «risultano sussistenti le ragioni di ordine pubblico che hanno determinato l’adozione del provvedimento impugnato», poiché il provvedimento è «transitorio» e poiché la contestazione dello Sverso era basata secondo il Tar solo «sulle modalità individuate per la soluzione della problematica» ritenute da chi ha ricorso non proporzionali. Insomma, non emergono i motivi «per le misure cautelari».

Il sindaco di Fabriano aveva espresso ieri via social network soddisfazione per questo decreto del Tar Marche, parlando di una situazione cittadina «di anni di sostanziale sottovalutazione della problematica» e manifestando l’intenzione di fare «una revisione del regolamento che possa vedere coinvolti quanti più soggetti possibili». I titolari de Lo Sverso preferiscono non esprimersi sulla bocciatura della sospensiva, ma ribadiscono che continueranno a lavorare sodo in questo weekend. Lasciano la parola all’avvocato Riccardo Ragni che sottolinea che il decreto del Tar «boccia solo la richiesta di sospensione dell’efficacia esecutiva, perché probabilmente ritiene che non ci sia stato pregiudizio da parte del ricorrente. Secondo noi il pregiudizio c’è in considerazione della lunga scadenza temporale, (l’ordinanza sindacale dura fino al 31 dicembre 2018, ndr), che mette in difficoltà tutti i locali; a noi è stato eccepito che questa lunga durata era legata ai tempi di modifica del regolamento comunale relativo, modifica non specificata però in sede di ordinanza».

Lo Sverso, sottolinea l’avvocato, non ha ricevuto alcuna sanzione, ha cercato «nei limiti del possibile di controllare il buon comportamento dei clienti, e per far questo ha assunto di concerto con il locale di fronte, la Taverna del Palazzo, due buttafuori a controllare che il comportamento dei frequentatori sia aderente a quanto prescritto dall’ordinanza, e questo naturalmente ha un costo».

Circa due mesi fa un incontro tra tutti gli esercenti del centro e il Comune, nel quale la contrarietà all’ordinanza, a detta dell’avvocato Ragni, era condivisa. Incontro che potrebbe ripetersi, ma stavolta non su proposta dei gestori dei locali, poiché a giugno durante il Palio di San Giovanni Battista potrebbe essere necessario valutare a detta dell’avv. Ragni «una deroga all’ordinanza» poiché  il controllo di migliaia di persone in movimento in città potrebbe esser più difficile. Il ricorrente contestava anche la responsabilità penale che viene attribuita dall’ordinanza per i danni di potenziali clienti “indisciplinati” che potrebbero avvenire «nei locali o nelle immediate vicinanze», dove, sempre secondo l’ordinanza, i gestori di bar, pub e ristoranti devono provvedere al controllo. «Non si capisce qual è il concetto di immediate vicinanze? 100 metri o 200 metri? Spetterebbe agli organi preposti reprimere le intemperanze sul suolo pubblico, non ai gestori, in un ambito spaziale peraltro difficilmente identificabile». «Noi chiediamo  – ribadisce infine  –  l’annullamento dell’ordinanza perché ritieniamo che non ci siano i presupposti dell’urgenza, che hanno giustificato l’ordinanza stessa: se pensiamo che nel mese di maggio e giugno 2017 lo stesso comune aveva autorizzato la chiusura dell’intera via per l’organizzazione di eventi serali, senza che si verificassero problemi».

Lo Sverso a due giorni dall’ordinanza anti-movida aveva chiuso in segno di protesta tappezzando le proprie vetrine con scritte che paragonavano la scelta dell’amministrazione al proibizionismo americano.

 

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