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“Capitano Achab o GGG?”
in scena 600 studenti
dell’Istituto Giacomelli

SENIGALLIA - Il bene o il male? Questo il significato del titolo. Dal teatro alle piccole grandi scelte quotidiane che dicono chi siamo e che qualificano la nostra persona. Venerdì al teatro La Fenice la conclusione della seconda edizione della rassegna “Teatro lungo le rive”
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La locandina dello spettacolo dei ragazzi del Giacomelli.

 

di Talita Frezzi

Seicento tra bambini e ragazzi della scuola primaria “Puccini” e della secondaria “Mercantini” si esibiranno dalle 15,30 sul palcoscenico del teatro La Fenice di Senigallia, per la fase finale del percorso laboratoriale “Teatro lungo le rive”, che ha visto impegnati operatori teatrali e insegnanti nell’indirizzare i ragazzi verso la realizzazione di spettacoli dal significato profondo e attuale, proprio come il titolo che racchiude questa giornata “Capitano Achab o GGG?”.
Alle 16 in programma gli spettacoli della “Puccini”, mentre alle 18,30 e alle 21 quelli della “Mercantini”. Filo conduttore dei laboratori – guidati da esperti dei nuovi linguaggi e dagli insegnanti coordinati dal gruppo di progetto (Sabrina Sereni, Paula Carbini, Susanna Tirso Bellucci, Lorella Brocca e Federica Spinozzi) – è stato il gioco di rimandi tra due noti personaggi della letteratura per ragazzi, il Capitano Achab e il Grande Gigante Gentile. Il capitano della baleniera Pequod creato dalla fantasia di Melville sempre a caccia della mostruosa balena bianca a rappresentare il bene; contrapposto al Grande Gigante cannibale di Spielberg che rapisce la bimba Sophie ed è il male. Due percorsi di vita diversi e ora ben distinti, ora confusi perché ogni personaggio non è quel che sembra.
«Il punto di domanda del titolo è il nocciolo di tutte le attività proposte – spiegano gli insegnanti – cioè rendere i bambini e i ragazzi consapevoli delle loro scelte e responsabili di ogni atteggiamento, dal più semplice al più complesso. Partecipare ad un laboratorio artistico-creativo è “uscire” dal tempo e dallo spazio tradizionali della scuola per rientrarci arricchiti dalla scoperta di nuovi linguaggi, da quello del corpo a quello della voce, da quello dell’immagine a quello della musica, da quello dei colori e dei suoni a quello del buio e del silenzio. Il progetto triennale, iniziato lo scorso anno – continuano le insegnanti del gruppo di progetto – ha come obiettivo quello di valorizzare l’intelligenza emotiva degli alunni consentendo loro di creare rappresentazioni teatrali, video, cortometraggi che li rappresentino nel percorso realizzato; il valore di simili lavori non sta tanto nello spettacolo conclusivo, bensì nel lavoro preparatorio, nelle varie tappe che hanno segnato l’iter di ogni laboratorio».
“Teatro lungo le rive” inteso come le rive del fiume della vita, della crescita, del cammino formativo che ogni ragazzo vede e sente scorrere. Ed ecco il ruolo chiave della scuola, al di là delle conoscenze che tramanda e della sete del sapere che dovrebbe infondere, ma che punta prima di tutto a questo: guardare la vita propria e altrui, coglierne gli aspetti essenziali e leggerli attraverso uno sguardo pulito e trasparente.
I 600 giovanissimi attori che venerdì saliranno sul palcoscenico della Fenice avranno imparato questo e forse, lo insegneranno anche agli spettatori che saranno pronti ad applaudire il loro essersi messi in gioco. Una bella iniziativa che, come lo scorso anno, è resa possibile grazie alla disponibilità della dirigente scolastica del “Giacomelli” Fulvia Principi e alla sua vicaria Sabrina Sereni, che sin dall’inizio hanno creduto nel valore formativo e inedito di questo progetto che ha visto impegnati 13 giovani operatori nella conduzione dei laboratori e 32 insegnanti che hanno guidato i propri alunni verso queste nuove esperienze. Da non sottovalutare l’apertura dei genitori degli studenti che, attraverso il loro contributo segno di corresponsabilità, hanno consentito all’Istituto di ampliare l’offerta formativa. «Il grazie e il plauso più importanti – concludono le insegnanti – vanno ai protagonisti della nostra scuola, i bambini e i ragazzi del “Giacomelli”; con la loro freschezza e libertà espressiva si sono regalati e venerdì ci regaleranno momenti emozionanti di riflessione e di creatività. Ventisei classi coinvolte, oltre 600 studenti, 26 diversi tasselli di un puzzle che, nella loro diversità e unicità, rendono più ricca e preziosa l’esperienza scolastica».

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