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Jovanotti al PalaRossini, è qui la festa
Rap per le Marche e tre ore di show
del Lorenzo Live

ANCONA - La prima delle tre date in città per il tour nei palazzetti dello sport segna il tutto esaurito e il pieno di divertimento per l'amato e popolare Jova, che rinnova il legame con il capoluogo marchigiano dopo i concertoni del 2013 e 2015. Tra led e pupazzi gonfiabili, Cherubini tira fuori tutti i suoi pezzi forti del repertorio, da Ragazzo Fortunato fino all'ultimissima Oh Vita
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di Adriana Malandrino

Ore 20.30, manca poco all’inizio della prima data anconetana del Lorenzo Live 2018 Tour, cominciato a febbraio e approdato venerdì sera, per tre date, in città. Il PalaRossini è già pieno. Bandane nere con scritta gialla Jova che campeggia e tutti pronti per l’atteso concerto. I tecnici fanno gli ultimi controlli, birre e pop corn intrattengono il pubblico in attesa. L’ouverture del Guglielmo Tell di Rossini apre le danze. Tre ore di musica, e più di trenta canzoni, partite alle 21.07, tra risate, brani cantati a squarciagola, effetti speciali, palchi mobili e coloratissimi video. Lui è quello di sempre eppure camaleontico, incontenibile e mutevole con i suoi cambi d’abito a bordo palco. Sfoggia i suoi colori preferiti, l’argento, l’oro, il rosso, i cappellini d’ordinanza e quella semplicità che hanno gli artisti che hanno appena iniziato a calcare i palchi. “Mi fa piacere tornare in questa terra amica, qui, in questo palasport abbiamo preparato tante tournée, davanti a questo bel mare” è questo il saluto per una città che l’ha accolto sempre con calore. E poi c’è Saturnino, il suo storico bassista che è di casa nelle Marche. “Siete belli, abbronzati, qui è caldo eh? Da stasera allora inizia l’estate”. E inizia pure la festa. Ti porto via con me e il palazzetto è già conquistato dall’eterno ragazzo dalla faccia pulita, la parte buona della nostra canzone italiana. Dall’album nuovo Le Canzoni, In Italia, Oh Vita, accolta da un boato, e ancora Sbam e Sbagliato, intervallate da un improvvisato rap dedicato alle Marche. Ma l’esplosione di sorrisi, braccia alzate e strofe a memoria è con i cavalli di battaglia come Penso Positivo, Mi Fido di Te, Baciami Ancora e L’Ombelico del Mondo. A metà concerto la passerella, tra lo stupore della gente, si solleva da terra, si gira e porta Lorenzo, come su un’astronave, sulla piattaforma in mezzo al parterre. Prende i comandi della consolle e ritorna dj come agli esordi per un infilata di successi, da Non m’annoio a Muoviti Muoviti. Scende dalla piattaforma e, per tornare sul palco, passa tra il pubblico, lasciandosi abbracciare. Suonano le prime note dell’Ombelico del Mondo e il pubblico è definitivamente suo. Tra led e pupazzi gonfiabili che ballano a ritmo di musica come snodati ballerini, Lorenzo si scatena, assieme alla sua gente che saluta e con la quale scherza. “Viviamo un’epoca formidabile, ricca di possibilità, ricca di futuro, è un ottimismo folle, lo so – confessa Lorenzo rivolgendosi ai fan -. Voglio dirvi che la cosa sbagliata al posto sbagliato oggi ha un nome, ed è razzismo. Più il mondo è aperto e più le cose succedono, si può anche sbagliare, ma ogni errore sarà un passo verso l’evoluzione. La razza non esiste. Esistono le persone, le culture”. Messaggio arrivato. I cuori esplodono, gli innamorati si abbracciano, i futuri sposi si fanno avanti e Jova fa loro gli auguri: è tempo di A Te, Ti sposerò, Ragazza Magica. Il caldo soffocante del palazzetto fa pensare all’Estate addosso. Lorenzo non accenna a fermarsi, balla senza sosta e percorre la passerella avanti e indietro per arrivare in tutti gli angoli e salutare, come se lo facesse con ognuno, tutti i presenti. Tutto l’Amore che ho e Safari prima di prendere il microfono per i pezzi da novanta come Ciao Mamma e Ragazzo Fortunato. Perché in fondo basta poco per essere felici ed è come se fosse tutto semplice con la sua musica. “Vi lascio con una parola bella, la più bella di tutte, Viva la Libertà. Grazie Ancona”. Viva Jova.

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