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Palio: bodyguard per le osterie?
Giombi: «Vadano sindaco
ed assessori a controllare»

FABRIANO - Il consigliere di Fabriano progressista pronto a fare il vigilante volontario insieme alla maggioranza. «Non è giusto che le Porte affrontino i costi per assumere personale per la sicurezza», ha sostenuto Giombi. In serata la commissione ad hoc con amministratori, forze dell'ordine ed Ente Palio
lunedì 11 giugno 2018 - Ore 19:30
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Steward per controllare la “tranquillità” dei clienti al di fuori delle osterie durante il Palio di San Giovanni di Fabriano. È una delle ipotesi al vaglio dell’amministrazione per il tradizionale appuntamento in chiave medievale della città. Ipotesi emersa anche a seguito dell’ordinanza di febbraio che, per motivi di quiete pubblica e pregressi spiacevoli incidenti per i residenti e i proprietari di automobili parcheggiate di notte in centro città, ha dato una stretta all’asporto di alcolici dai bar a pub. L’avvicinarsi del Palio di San Giovanni, giunto alla sua 24esima edizione, che richiama migliaia di persone in centro e che spesso passano da un locale all’altro, potrebbe rendere difficilmente applicabile l’ordinanza anti alcol da asporto dopo le 21 dei venerdì e dei sabato. Ecco dunque la possibilità di incaricare dei bodyguard fuori dalle porte delle hostarie storiche allestite per l’occasione. Un’ipotesi da valutare da parte dei rappresentanti delle Porte. Il sindaco Gabriele Santarelli ha parlato di «Due, tre addetti delle osterie interni a fare un minimo di controllo all’esterno, cosa che è sempre stata fatta. A chi ha sollevato il problema di dover controllare chi esce dalle osterie con i bicchieri di plastica ricordo che per regolamento imposto dall’Ente Palio per rispettare la rievocazione storica non si possono usare contenitori in plastica, quindi è possibile solo l’utilizzo di coccio, equiparato al vetro». Osterie con cibo medievale equiparate ai bar e ai pub. L’ordinanza infatti non si sospende, come votato in Consiglio Comunale contro le richieste dei consiglieri di minoranza Crocetti e Giombi. Dal regolamento del Palio 2018 però c’è la possibilità che si usino bicchieri di plastica per i liquori o gli alcolici dopo le 22.30 serviti a chi non consuma il pasto, a cui invece vanno date stoviglie e bicchieri di coccio, come nello stile dell’epoca. Quindi il problema controlli è da affrontare. E lo sarà probabilmente nella Commissione pubblica convocata oggi con amministratori, forze dell’ordine ed Ente Palio per valutare un possibile piano sicurezza.
Il consigliere Giombi (Fabriano progressista) scrive via facebook: «Penso che non sia giusto che dei volontari che fanno un servizio per la città debbano rischiare le sanzioni prescritte dall’ordinanza, se qualcuno esce dal locale con un bicchiere di plastica con del vino dopo le 21 il gestore rischia il penale. Ad ogni modo − provoca Giombi − siccome non credo sia giusto che le Porte affrontino i costi per assumere dei vigilantes, che risultano inevitabilmente necessari a questo punto, invito direttamente il sindaco e la sua Giunta ed i suoi consiglieri compresa la presidente a fare personalmente i controlli dalle 21 nelle osterie. Mi offro disponibile a fare i controlli insieme a loro». La replica a Giombi di Santarelli: «Ho parlato personalmente con il commissario della polizia di Fabriano che condivide la semplice necessità che nei fine settimana ci siano delle persone a fare controllo all’esterno. Se il problema sono i bicchieri di plastica che non possono uscire dalle osterie mi pare che si stia facendo tanto rumore per nulla, evitare l’uso di bicchieri di plastica sarebbe già una soluzione», taglia corto il sindaco.

Più che altro, la novità annunciata dal sindaco in Consiglio comunale è stata la limitazione dell’area per la regola di non utilizzare il vetro durante il Palio. Limitazione che riguarda solo i locali di corso della Repubblica e di piazza del Comune, secondo il volere della Giunta, di modo che “locali fuori dal centro come il bar della stazione o Miki a Collepaganello possano servire la gente che mangia e beve fuori”. In Consiglio questo distinguo aveva fatto sollevare Giombi che aveva parlato  di «un’ordinanza fatta per non essere applicata».

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