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Un palloncino in segno
della libertà di scelta:
la festa del parto in casa

RICORRENZA - Nel 2017 sono stati 25 i parti in casa nelle Marche. Un'attività che dura dal 2007. Sono i numeri delle tre ostetriche che assistono nelle proprie abitazioni le partorienti e che lo scorso 9 giugno hanno festeggiato la Giornata mondiale del parto a domicilio
giovedì 14 Giugno 2018 - Ore 16:46
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La festa del parto in csa a Cingoli

 

di Sara Bonfili

Lavorano dal 2007 assistendo le partorienti nella provincia di Macerata, Ancona e non solo. Sono tre ostetriche domiciliari, Giorgia 33 anni, di Fabriano, Emanuela, 33 anni e Sara, 30 anni, entrambe di Jesi. Il 9 giugno in un piccolo borgo del comune di Cingoli hanno festeggiato la propria attività e simbolicamente la vita di ogni bambino che hanno aiutato a nascere in casa. «Questa festa si celebra il 6 giugno in tutto il mondo: per noi è la festa delle famiglie che scelgono consapevolmente un percorso che garantisce salute e serenità per la loro gravidanza. Ci piace ritrovarci insieme,  in occasione della festa,  raccontarci, condividere la cena e lanciare un palloncino in segno di libertà di scelta», dicono le tre ostetriche. Il parto in casa è una realtà spesso discussa, sotto i riflettori della cronaca quando qualcosa va storto, quando qualcosa nella catena dell’assistenza o nelle preziose ore del post-parto non funziona. Ma in gravidanze non a rischio di complicanze post parto in donne che hanno già avuto figli, dall’Istituto nazionale britannico per l’eccellenza clinica è considerato sicuro quanto quello in ospedale.
«È una libera scelta, una pratica che punta sulla naturalità del parto e sull’ambiente domestico,  ed è supportata dalla legge regionale n. 22 del 27 luglio del 1998. La legge della Regione Marche tutela la scelta delle famiglie anche con un contributo economico di 1200 euro. Perché chiaramente il parto domiciliare ha bisogno di assistenza specifica, kit e macchinari, nel particolare tutto quello che serve per gestire le emergenze di primo livello. Alla frequente domanda: “non è rischioso? se qualcosa va storto?”, le protagoniste di questo servizio di assistenza, che nelle Marche hanno seguito nell’ultimo anno 25 parti, rispondono che sono sempre collegate con il 118 locale, con i reparti di Ostetricia e Pediatria dell’ospedale più vicino. Ci spiegano come funziona. «Le famiglie sono seguite in tutta la gravidanza dalle ostetriche, presenti almeno in due al parto e successivamente almeno fino al primo mese di vita del bambino. La nostra formazione è specifica, diamo continuità assistenziale, mettiamo la famiglia al centro, rendendola capace di scegliere attraverso l’informazione continua. Non lasciamo niente al caso e rispondiamo a tutte le domande per fugare ogni dubbio. Questi sono i nostri punti cardine». Le professioniste citano la ricerca del Nice (National institute for health and care excellence, ndr) che nella sua ultima pubblicazione, ha definito il parto a domicilio in donna sana con bimbo sano, “più sicuro e con migliori outcome“.

I partecipanti della festa del parto in casa a Cingoli il 9 giugno 2018

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