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Caso Mannucci, preside “assolta”
dall’istituto scolastico regionale

ANCONA – La lettera del direttore generale archivia l'esposto di 222 studenti del liceo artistico. “Esaustive le spiegazioni della dirigente” Ragazzi delusi e arrabbiati, annunciano un appello al Ministero e contestano nuovi episodi a carico della preside
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Un momento della manifestazione dello scorso 7 giugno

 

di Giampaolo Milzi

Niente da fare, s’è chiuso male l’anno scolastico al liceo artistico “Mannucci” di Ancona, non tanto perché è arrivata la notizia che la preside Milena Brandoni è stata “assolta” dall’Istituto Scolastico Regionale (Isr), ma perché gli studenti che avevano presentato l’esposto contro di lei, ora sul “banco degli imputati” ci hanno messo pure l’Isr, accusato, in sostanza, di una sorta di superficiale colpo di spugna. Non la penserà legittimamente così Marco Ugo Felisetti, direttore generale dell’Isr. Ma i 222 ragazzi che su circa 300 iscritti il 21 febbraio avevano firmato la lettera e l’avevano inviata all’alto funzionario – e che il 7 giugno, al termine di un civile corteo di protesta erano stati ricevuti in delegazione da altri funzionari dei piani alti dell’Isr in via XXV Aprile – sono delusi e ancora più arrabbiati dopo aver letto la raccomandata che Felisetti ha spedito l’11 giugno a una loro portavoce, dove “si ritengono esaustive le spiegazioni fornite, in merito all’esposto in questione, dalla dirigente (la Brandoni, ndr.)”. “E certo che siamo delusi e arci arrabbiati – commenta Sami Ghammi, coordinatore regionale della Rete regionale degli studenti medi, fin dall’inizio a fianco della protesta, il quale durante lo sciopero del 7 giugno aveva parlato di “un’atmosfera di terrore al Mannucci” – I fatti denunciati nell’esposto all’Ufficio Scolastico Regionali sono gravi, ed è inaccettabile che se la cavi avallando una semplice relazione difensiva della dirigente scolastica Brandoni. Quei fatti gravi vanno verificati con una ispezione. Torneremo a chiederla”. E i liceali dell’artistico stanno scrivendo una lettera direttamente a Roma, al Miur – Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca. Già, la relazione difensiva della preside, ovvero “quanto comunicato” da lei all’Isr. Una relazione che solo all’Isr hanno letto. Una relazione in cui – riferisce Felisetti – la Brandoni smentisce le dure critiche degli studenti.

Ricordiamole in sintesi: una donna “autoritaria”, “accentratrice del potere fine a se stesso”, colpevole di “mala gestione della comunità dell’istituto e delle attività didattiche ed extradidattiche”. Accusata di aver ordinato di far piazza pulita di opere di ex allievi della scuola (tra cui una creazione di Blu, esponente di street art noto anche a livello internazionale), di aver cestinato materiali e colori da disegno ancora utilizzabili, di essersi resa responsabile del sotto utilizzo dei laboratori e di aver gestito male i percorsi di Alternanza Scuola Lavoro, di aver mancato di rispetto, con reiterati commenti, a studenti che a suo avviso erano vestiti in modo indecoroso.
Di più. Profondamente delusi e arrabbiati, i ragazzi dell’artistico, perché al termine del faccia a faccia che quattro di loro e Sami Ghanmi (per la Rete) avevano avuto con Luca Galeazzi, vice direttore vicario dell’Usr e dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Ancona, con Andrea Ferri, direttore dell’Ufficio Secondo (che si occupa anche degli affari legali), e da un ispettore dell’Usr, tutti i presenti avevano firmato un verbale dove si prendeva atto delle accuse che hanno avvelenato il clima al “Mannucci” e di problemi anche nelle sedi distaccate di Jesi e Fabriano. All’uscita gli studenti avevano cantato, fiduciosi, prematuramente vittoria. “Lo ritenevamo un verbale di vittoria perché documenta sia le condizioni interne alla scuola già verificatesi prima dell’invio dell’esposto, sia le altre vicissitudini che si sono create dopo che la denuncia e l’esposto sono stati resi pubblici, vicissitudini che hanno visto coinvolti la preside Brandoni e alcuni allievi”, ha dichiarato Ghammi.
Di più. Ora si viene a sapere, da una studentessa del liceo, che in quel verbale erano stai messi nero su bianco altri gravi episodi di cui si sarebbe resa protagonista la preside. Ne citiamo un paio collegati. Una mattina del marzo scorso si è svolta al “Mannucci” un’assemblea d’Istituto, iniziata alle seconda ora, dopo una prima ora di lezione. Una quindicina di studenti ne aveva approfittato (che birbanti!) per saltare la prima ora e si era presentata a scuola direttamente per partecipare all’assemblea. Ebbene, ecco la punizione rimediata: la Brandoni li ha radunati in un locale e li ha chiusi lì a chiave dalle 9,15 alle 13,45. La stessa mattina anche una liceale brasiliana ha tentato di entrare alla seconda ora, per l’inizio dell’assemblea. La risposta delle preside, secondo quanto riportato da una studentessa, tra i portavoce della mobilitazione del 7 giugno e i promotori dell’esposto: “Se proprio devo fare entrare qualcuno almeno deve essere italiano”. Il che, se così fosse, suonerebbe un po’ xenofobo. Ebbene, nella raccomandata con cui l’Isr scagiona totalmente la preside non vi è traccia di risposte sui gravi casi suppletivi citati nel verbale firmato da studenti e dirigenti Isr.
Ricapitolando, ecco la reazione dei componenti del fronte studentesco: richiesta di un colloquio diretto con la preside e di sue risposte precise; richiesta al Miur di adoperarsi affinché l’Isr invii al “Mannucci” un ispettore capace di una vera inchiesta, ispettore che era stato sollecitato, dopo un incontro solidale coi ragazzi, da Andrea Nobili, Ombudsman regionale (difensore civico); nella lettera che invieranno al Miur chiederanno che chi di dovere “legga bene l’esposto e si renda conto che nella missiva inviata alI’Isr la preside fornisce sì risposte, ma affatto precise, appunto; nello stesso ricorso al Miur auspicheranno chiarimenti anche sugli ulteriori gravi casi di cui si sarebbe resa protagonista la Brandoni e citati nel verbale “della non vittoria” e menzionati in questo articolo. Interrogativo finale: ci sarà un “processo d’appello” a Roma, sul caso “Mannucci-Brandoni”?

«Abbiamo vinto», i liceali del Mannucci in corteo all’ufficio scolastico regionale

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