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«Abbiamo vinto»,
i liceali del Mannucci in corteo
all’ufficio scolastico regionale

ANCONA – Studenti del liceo artistico, con delegazioni da Jesi e Fabriano, hanno sfilato fino ad essere accolti nella sede dell’istituto scolastico regionale. Preso atto dell’esposto-denuncia firmato da 222 ragazzi, l’ufficio avvierà un provvedimento a carico della preside accusata dagli studenti
giovedì 7 giugno 2018 - Ore 19:33
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di Giampaolo Milzi

Ultimo giorno di scuola col botto finale, all’ingresso dell’Istituto Scolastico Regionale (ISR), stamattina ad Ancona per gli studenti del liceo artistico “Edgardo Mannucci”. Che alla fine di una civilissima, colorata e chiassosa manifestazione hanno cantato vittoria, visto che hanno portato a casa un verbale che prenderebbe atto dei reiterati “abusi di potere” di cui secondo i giovani si è resa protagonista soprattutto nel corso di quest’anno scolastico la dirigente scolastica del “Mannucci”, Milena Brandoni. Messa sotto accusa da un esposto che il 21 febbraio scorso ben 222 iscritti sui circa 300 complessivi della sede di Ancona dell’artistico avevano presentato proprio all’USR. Il verbale è stato firmato intorno alle 11 da Luca Galeazzi, vice direttore vicario dell’USR e dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Ancona, da Andrea Ferri, direttore dell’Ufficio Secondo (che si occupa anche degli affari legali), e da un ispettore dell’USR, oltre che da quattro studenti dell’artistico e da Sami Ghanmi, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi Marche, Rete che fin dall’inizio supporta la vertenza dei liceali. Il verbale, sottoscritto al termine dell’incontro negli uffici dell’USR – dove la delegazione dei ragazzi è stata ascoltata con grande attenzione – “è un verbale di vittoria perché documenta sia le condizioni interne alla scuola già verificatesi prima dell’invio dell’esposto, sia altre vicissitudini che si sono create dopo che la denuncia e l’esposto sono stati resi pubblici, vicissitudini che hanno visto coinvolti la preside Brandoni e alcuni allievi”, ha dichiarato Ghammi. Condizioni della scuola e vicissitudini variegate, tutte legate da un unico filo, secondo i giovani, “steso” dalla Brandoni: definita “autoritaria”, “accentratrice del potere fine a se stesso”, colpevole di “cronica mala gestione della comunità dell’istituto e delle attività didattiche ed extradidattiche”. 
Del resto quel filo ha ispirato gli striscioni e cartelli di cui si sono pacificamente armati gli oltre cento studenti, con delegazioni dalle sedi di Jesi, Fabriano e una rappresentanza dell’associazione universitari Gulliver, che si sono concentrati fin dalle 8 del mattino nell’atrio del liceo artistico in via Buonarroti per dar vita a un breve dibattito via megafono.
“No all’abuso di potere”, “Ascoltateci”, “Rispetto per il Mannucci e l’arte”, il contenuto delle scritte di protesta. Coniugate a voce con molte varianti in sintonia, e accompagnate da cori di slogan degli scioperanti (la scuola è rimasta semideserta) e squilli di tromba durante la marcia che li ha portati, scendendo per via XXV Aprile, fin sotto la sede dell’USR, dove poi è salita la delegazione. Facile il lavoro di controllo di polizia, digos, carabinieri e vigili urbani, più che altro volto a incanalare bene il traffico veicolare, visto che la manifestazione si è sviluppata, è il caso di dirlo, “ad arte”, ironica, pungente, ma senza alcun eccesso. Nonostante, come hanno denunciato in sostanza sia Ghammi che alcuni liceali in via XXV Aprile, prima dello sciopero di oggi alcuni professori si sono resi protagonisti di avvertimenti inaccettabili. Un esempio? “Attenti, che terremo conto del vostro atteggiamento nel corso degli scrutini per definire i voti di ammissione all’esame di maturità”. E ancora. La prof.ssa d’inglese, Giovanna Garretto, che si trovava a passare nei pressi della sede dell’USR, è stata circondata dai manifestanti. Le hanno contestato (episodio che sarebbe accaduto nei giorni scorsi) di averli messi in guardia immotivatamente rispetto a ciò che avevano scritto nell’esposto, dicendo ad alcuni “che rischiavano una denuncia”. La professoressa non si è tirata indietro, ha precisato di aver letto solo alcune parti dell’esposto, e di essersi sentita offesa come docente, in quanto si è sempre spesa per il bene dei ragazzi”. Ad una domanda postale da Cronache Ancona, ha risposto smentendo categoricamente di aver mai parlato di denunce, ha difeso la sua professionalità e ribadito di essere stata sempre aperta al dialogo con i suoi studenti. 
Ma tant’è, poco prima, Ghammi della Rete, (non riferendosi alla professoressa Garretto) urlava al megafono: “Diciamo basta alle ritorsioni!”
“Come sindacato studentesco regionale e come studenti del Mannucci abbiamo lamentato la mancanza, da parte dell’USR di una risposta concreta sul caso, che tarda ad arrivare da tre mesi. – ha dichiarato Ghammi al termine dell’incontro – Ciò nonostante, l’USR si è dimostrato disponibile nell’avviare un procedimento in merito, dichiarando che il verbale assumerà forma di decreto e diventerà un documento pubblico, che avrà un peso sull’analisi del caso” Già, l’analisi del caso. Ancora Gnammi: “Gli studenti all’interno del Liceo Mannucci sono costretti a un clima di terrore e di continui soprusi da parte della dirigente scolastica (…). Ora attendiamo una presa di posizione e l’apertura di un procedimento da parte dell’USR (…) un’analisi quantomai completa ed esaustiva sui fatti accaduti”.
Fatti accaduti, descritti dettagliatamente nell’esposto, che sono stati ricordati dai manifestanti: la preside Brandoni accusata di aver ordinato di far piazza pulita di opere e lavori di ex studenti della scuola (tra cui una creazione di BLU, esponente di street art noto anche a livello internazionale), di aver cestinato materiali e colori da disegno ancora utilizzabili, di essersi resa responsabile del sotto utilizzo dei laboratori scolastici e di aver gestito male i percorsi di Alternanza Scuola Lavoro, di aver mancato di rispetto nei suoi reiterati commenti rivolti a studenti che a suo avviso erano vestiti in modo indecoroso. “In definitiva – hanno rimarcato molti scioperanti – la dirigente scolastica si è sempre caratterizzata per il suo non dialogo con la controparte studentesca, che sembra essere stata finora ignorata e che vede minati, in questo modo, la qualità dell’apprendimento scolastico e il clima interno alla scuola”. “Ci auguriamo, infine, – ha concluso Gnammi – che situazioni come queste non si presentino più: gli ambienti scolastici devono tornare a essere, ora più che mai, permeati da rispetto reciproco e libera espressione da parte degli studenti.”

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