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Maxi esposto contro la preside
«Faccio rispettare le regole:
a scuola ho trovato degrado e droga»

ANCONA – La dirigente del Mannucci replica alla denuncia dei 110 liceali, che si sono rivolti all’Ufficio scolastico regionale per segnalare scontri verbali e decisioni autoritarie. Tra i fatti lamentati, la scelta di cestinare le opere degli ex studenti, come quella di un giovanissimo Blu, oggi street artist di fama internazionale. “Abbiamo fatto pulizia. Ho trovato una scuola degradata e danneggiata, abbiamo acquisito un milione 300mila euro per i lavori” si difende Milena Brandoni
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di Giampaolo Milzi

Sembra cadere dalle nuvole, la preside Milena Brandoni. Ma coi piedi ben piantati nella realtà del Liceo artistico “Mannucci”. E dopo l’esposto firmato da ben 110 studenti sui 300 circa iscritti della sede di Ancona, in via Buonarroti, e presentato all’Ufficio scolastico regionale (leggi l’articolo) descrive appunto la “sua “realtà”. “L’esposto? Non ne so nulla. Ma sappiate che quando due anni fa mi sono insediata qui ho trovato una situazione degradata e comportamenti dei ragazzi troppo spesso fuori dalle regole. Pareti esterne e interne dell’istituto, servizi igienici, porte, banchi, sedie infestati da scritte con vernice spray e danneggiamenti a go go, gente che fuma dentro e fuori la scuola, uso di droghe”. Ma che c’entra con le accuse che le vengono mosse? A cominciare dal suo esasperato autoritarismo? “Macché. La mia porta è sempre aperta. Molti ragazzi mi confidano le difficoltà che hanno a scuola e a casa. Alcuni perfino problematiche intime. Io li ascolto, li consiglio, li aiuto”. Scrivono che lei è ossessionata dalla pulizia, costi quel che costi. Che ha ordinato di buttar via opere di ex allievi, tra cui una del famoso esponente di street art BLU, oltre a colori e vernici ancora utilizzabili… “Prima del giugno 2017, negli stanzini di servizio di cui ogni professore ha le chiavi era stato accatastato di tutto, materiale per lo più rovinato e sporco. Un’indecenza, assenza d’igiene”. E allora? “Ho detto ai docenti di rimettere ordine, e che se avessero trovato disegni o opere degli studenti in buone condizioni e di pregio di provvedere a depositarle nel nostro archivio storico, poi una commissione avrebbe deciso quali esporre nel nostro museo. Solo un prof s’è dato davvero da fare. E quindi abbiamo fatto pulizia noi”. E l’opera di BLU, famoso a livello internazionale? Qualche docente non ha “colposamente” segnalato ciò che andava salvato? “Credo nella loro buona fede”, risponde la preside. “E poi è possibile che l’insegnante che ha visionato l’opera di BLU non l’abbia ritenuta di pregio artistico”, aggiunge Giorgio Pagnoni, primo collaboratore della Brandoni. Quanto ai colori “era quasi tutto materiale vecchio e inservibile”, rispondono in coppia.
Altro punto caldo, la presunta mala-gestione, il sottoutilizzo dei laboratori “di indirizzo per il biennio”, in alcuni casi caratterizzati da scarsa manutenzione e mancanza di strumentazioni…
La preside: “Una bugia. All’inizio dell’anno scolastico abbiamo deciso coi docenti di avviare per il 2018-2019 un progetto interdisciplinare che coinvolge tutti i laboratori di certe aree. Quest’anno le classi del biennio stanno usando 4 laboratori, 2 le prime e 2 le seconde. E’ poco efficace attivare un laboratorio per una sola ora, meglio farlo per due. Le classi vengono così divise in due gruppi, uno va in un laboratorio e uno nell’altro. Poi si inverte il turno. Tutto il biennio frequenta così due volte la settimana tutti e 4 i laboratori. E tra non molto sarà pronto anche il quinto. E poi la Provincia ha già speso 27mila euro mettendo a norma parte dei laboratori e completerà il piano d’intervento. Inoltre arriveranno 100mila euro dal Ministero per l’Istruzione (Miur, ndr.) per modernizzare tutte le attrezzature e acquistarne di nuove”.
Gli studenti denunciano anche l’inadeguatezza del progetto dell’Alternanza Scuola Lavoro (ASL) e la sua poca conciliabilità con lo studio, oltre a discriminazioni per settimane bianche e viaggi d’istruzione. Che ne pensa? “Gli studenti devono fare 200 ore di ASL ciascuno. Falso che i docenti non li giustificano se non riescono a svolgere tutti i compiti a casa. Solo in due occasioni hanno rimproverato i ragazzi. E poi, quando ci sono attività di ASL, la didattica è sospesa, gli studenti ce l’hanno il tempo di fare i compiti assegnati dai prof. Quanto alle settimane bianche, per cui hanno protestato anche un docente e un genitore, solo 3,4,5 studenti per classe ci vanno, gli altri svolgono le lezioni normali. E chi non può permettersi viaggi d’istruzione, a prezzi peraltro bassi come le settimane bianche, fruisce di un aiuto economico della scuola. Per chi non vuole proprio partecipare l’istituto offre tanti corsi gratuiti pomeridiani, anche in lingua straniera, per varie materie. Ma dov’è la discriminazione?”
E’ vero che lei è una “bacchettona”, che ha una immotivata fissazione per l’abbigliamento dei ragazzi? Che li sottopone a furiose ramanzine? Che ha accusato una maggiorenne di vestirsi come una prostituta di un quartiere a luci rosse? “A scuola ci si va vestiti in modo decoroso. E solo in un caso sono intervenuta, quello che riguarda la ragazza. Con lei ho avuto un faccia a faccia. Indossava solo una specie di maglione che le lasciava scoperte le gambe, e non solo quelle. Le ho detto che vedendola abbigliata in quel modo mi pareva di stare in un “red light district”, e di cambiare look. Ha ribattuto che per lei andava bene così. Allora ho parlato col padre, l’ho pregato di mandarla a lezione più coperta, altrimenti le avrei fatto indossare dei pantaloni da ginnastica che abbiamo in palestra. Il giorno dopo la ragazza è tornata in classe vestita nello stesso modo. Ho telefonato al padre e a scuola si è presentata la madre, portandosi indumenti da casa, e l’ha vestita a dovere”.
Torniamo al mancato rispetto delle regole. Anche i ragazzi ammettono che c’è chi fuma normali sigarette, oltre a spinelli, nell’ambiente scolastico, soprattutto nell’atrio-cortile. E dicono di collaborare per denunciare il “brutto andazzo”. La droga arriverebbe da fuori. Durante l’intervallo, o quando c’è assemblea d’istituto, alcuni studenti hanno visto giovani estranei scavalcare le reti del giardino-cortile, forse per passare qualche dose. Un residente dei paraggi ha telefonato a scuola per confermare che quella rete viene oltrepassata da gente dall’aspetto poco raccomandabile. La preside: “Ho convocato un’assemblea in aula magna, ma non siamo riusciti ad individuare questi soggetti pericolosi. Per il problema sigarette e spinelli siamo molto preoccupati e quindi abbiamo approntato un piano di vigilanza”. Come funziona? “C’è un prof responsabile del controllo di ciascun piano (seminterrato, ingresso, rialzato, primo, ndr.). Il cortile è sorvegliato da ben sette insegnanti. E poi ci siamo rivolti alla Guardia di Finanza”. Che è intervenuta più volte, girando, anche coi cani anti-droga, fuori e dentro il Mannucci. “Hanno rilevato qualcosa a carico di due-tre minorenni, noi abbiamo avvisato i genitori”, si limita a dire la Brandoni. Qulacosa cosa? Modiche quantità di droghe leggere.
Controlli, repressione ed educazione. Questa la strategia della preside. Il bilancio delle sanzioni registra tre studenti sospesi: due obbligati a ripagare due banchi che avevano danneggiato e imbrattato; uno perché aveva rotto il vetro della nicchia che contiene l’estintore antincendio. Si tratta di sospensioni con obbligo di frequenza: i tre frequentano le lezioni e incontri mirati, pedagogici, su come ci si deve comportare a scuola. Una quindicina, in quest’anno scolastico, gli studenti “beccati” con le sigarette in bocca (quelle legali), multati per 55 euro (soldi che vanno allo Stato). Parecchi quelli fermamente ripresi perché autori delle onnipresenti scritte su muri, banchi, armadietti, porte. “Quanto ai progetti di prevenzione ed educazione alla legalità e al rispetto delle regole civiche, abbiamo tenuto diversi incontri collettivi con relatori della guardia di finanza e, per il cyberbullsimo, dei carabinieri”, conclude la preside. La quale poi sottolinea la “grande capacità dimostrata dal suo staff di ottenere finanziamenti per restituire un nuovo look alla sede qui di Ancona”. Dopo che l’istituto aveva già provveduto con fondi propri alla ritinteggiatura di alcuni locali interni, già l’anno scorso, tra l’estate e ottobre, personale della Provincia, grazie ad uno stanziamento di 400mila euro, aveva attuato grandi interventi: il completo rifacimento del tetto e dei rivestimenti; la bonifica da amianto potenzialmente cancerogeno della pavimentazione di alcuni locali, la potatura delle piantumazioni del parco-giardino esterno, la risistemazione dei laboratori artistici più grandi, la sostituzione di gran parte delle porte. “Un secondo bando di 800mila euro, acquisito sempre dalla Provincia – aggiunge la prof.ssa Bandoni – alimenterà dalla prossima estate il completamento dei lavori: nuove finestre e infissi, ristrutturazione dei servizi igienici, sostituzione delle porte ancora vecchie e disastrate. E poi arriveranno 89mila euro dal Miur nell’ambito del progetto “Scuole belle”, che saranno usati una volta terminato il secondo “cantiere” della Provincia (probabilmente all’inizio del prossimo anno scolastico, ndr.) per ritinteggiare l’aula magna e per approntare uno spazio esterno con gradoni da utilizzare per assemblee e dibattiti”.

Opere degli studenti cestinate e battute sull’abbigliamento: 110 ragazzi firmano contro la preside

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