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Caso Mannucci, proclamato sciopero e corteo
con i ragazzi da Jesi e Fabriano

ANCONA – La protesta indetta per giovedì 7 giugno, dopo l'esposto contro la preside inviato all'Ufficio scolastico regionale. Vicenda sul tavolo del garante regionale dei diritti, che mercoledì ha incontrato i rappresentanti della Rete degli studenti medi
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di Giampaolo Milzi

Tutti, o quasi, contro la preside dell’artistico “Mannucci” Milena Brandoni. Giovedì 7 giugno mega sciopero studentesco. Inoltre un duro intervento della Rete regionale studenti medi che esprime “forte solidarietà ” ai ragazzi della sede anconetana del liceo. Ben 220 dei quali, su circa 300, il 21 febbraio scorso avevano firmato e presentato un esposto al direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Felisetti, denso di critiche nei confronti della dirigente scolastica: definita “autoritaria”, “accentratrice del potere fine a se stesso”, accusata dai ragazzi di una cronica mala gestione della comunità dell’istituto e delle attività didattiche ed extradidattiche. L’appuntamento movimentista ad Ancona – al quale parteciperanno anche studenti in arrivo dalle sedi del “Mannucci” di Jesi e Fabriano, una delegazione di rappresentanti della Rete studenti medi e una degli universitari dell’associazione Gulliver del Politecnico delle Marche – è fissato per le 8 del penultimo giorno dell’anno scolastico nell’atrio della scuola in via Buonarroti. Per un’oretta alcuni ragazzi si alterneranno per interventi al megafono. Poi proseguiranno in corteo fino all’ingresso in via XXV Aprile dell’Ufficio scolastico regionale per un’altra dose di “megafono a go go”.
“La denuncia e la protesta portata avanti dagli studenti del liceo Mannucci di Ancona è giusta e legittima – ha dichiarato Sami Ghanmi, coordinatore regionale della Rete degli studenti medi, in una nota diramata ieri. – Come sindacato studentesco continueremo a renderci disponibili al supporto degli studenti in merito ad eventuali altre problematiche interne a questo caso, che meritano soluzioni efficaci nel breve periodo.” La presa di posizione della Rete dei medi è arrivata dopo l’incontro svoltosi il 30 maggio, che ha visto come protagonista l’Ombudsman regionale – garante dei diritti, Andrea Nobili, il quale ha dialogato coi liceali del “Mannucci”, ascoltando le loro rimostranze e ribadendo ciò che avevo scritto in un comunicato il 24 maggio: “Ho già preso contatti con l’Ufficio scolastico regionale e attiverò un confronto diretto con la preside. La scuola ha un ruolo determinante nell’educazione e nella formazione dei ragazzi e deve attuare interventi e scelte idonei al raggiungimento degli obiettivi primari (…). E’ indispensabile che le istituzioni preposte intervengano celermente”. Inoltre Nobili, il 30 maggio, incontrando gli studenti, ha sottolineato che chiederà presto un incontro anche col presidente del Consiglio d’Istituto e coi rappresentanti degli studenti del liceo. Ghanmi, a nome della Rete medi, ha anche dichiarato che “riteniamo positiva l’apertura al dialogo con tutte le parti interessate dalla questione (…) per tornare a ristabilire un clima sereno e di reciproco rispetto all’interno della scuola, tra dirigente, corpo docente e studenti”. “Crediamo sia fondamentale che questo incontro (con l’Ombudsman, ndr.) – ha aggiunto – porti sia a una finale e concreta risoluzione dei problemi creatisi all’interno della scuola, sia a una rivalutazione della voce e della posizione degli studenti del Mannucci. Il fatto che ci sia la volontà di sciogliere i nodi della situazione creatasi dà un segnale positivo”.

Il garante dei diritti Andrea Nobili

Apertura al dialogo, segnale positivo. Parole d’auspicio, più che dati di fatto. In realtà, il dialogo, al “Mannucci” si è aperto in modo formale e sostanziale solo tra gli studenti. I cui rappresentanti in Consiglio d’istituto non hanno mai preso posizione sulla vicenda. Quanto al Consiglio d’istituto, spaccato al suo interno, ne ha discusso, ma fino ad ora non è riuscito nemmeno ad approvare uno straccio di verbale sul caso. Solo il presidente del Consiglio d’istituto, Stefano Penna, padre di uno studente iscritto al I anno, il 26 maggio, in una lettera scritta a titolo personale a Cronache Ancona, aveva spiegato: “Nell’ultima riunione del Consiglio di Istituto ho sollecitato la dirigente scolastica e il suo primo collaboratore (Giorgio Pagnoni, ndr.) affinché appianassero al più presto gli evidenti attriti con gli altri docenti e gli studenti, per lavorare tutti in maggiore armonia. Il rispetto da parte dei ragazzi si ottiene se si insegna loro il valore della convivenza e del lavorare insieme, ognuno nel proprio ruolo, è questo uno dei cardini della didattica”.
A dire il vero, alcuni professori e genitori, hanno avuto duri confronti con la preside Brandoni, da cui sono usciti insoddisfatti, tanto da appoggiare l’esposto degli studenti, ma mai apertamente. A scuola si dice che il Comitato spontaneo dei genitori abbia intenzione di scrivere una lettera all’Istituto scolastico regionale, anche perché, come aveva rimarcato Penna, “meraviglia il fatto che il suo direttore generale, a distanza di tre mesi, non abbia ancora inviato una ispezione”. A scuola si dice che, alla faccia del dialogo schietto e costruttivo fra le varie componenti della comunità, la stragrande maggioranza dei professori abbia paura di esporsi con critiche “pubbliche” nei confronti della preside. La dirigente scolastica continua a negare tutte le accuse dell’esposto studentesco: “Io autoritaria? Macché, sempre pronta al dialogo con tutti, soprattutto con gli studenti. Falso che abbia dato ordine di gettar via opere artistiche di ex allievi (ma quella del famoso esponente di “street art” BLU, noto anche a livello internazionale, è davvero finita nella spazzatura, ndr.) che non fossero rovinate. Falso che abbia ordinato di fare piazza pulita di colori e vernici ancora utilizzabili, ho solo riportato igiene e pulizia negli stanzini-deposito dei professori. Falso che i laboratori siano sottoutilizzati e poco attrezzati, è vero il contrario. Falso che il progetto di Alternanza Scuola Lavoro (ASL) sia inadeguato e poco conciliabile con lo studio. Falso che vi siano discriminazioni nei confronti di studenti che non possono partecipare per motivi economici alle settimane bianche e ai viaggi d’istruzione, la scuola li agevola proprio dal punto di vista economico”. Un’unica cosa ammette la prof.ssa Brandoni: “Sono intervenuta per riprendere una studentessa per il suo abbigliamento inadeguato ad una scuola e per ristabilire il rispetto delle regole civili che molti studenti violano in questo istituto ”.

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