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Caso Mannucci, il presidente
del Consiglio d’Istituto:
«Aspettiamo gli ispettori, la dirigente chiarisca»

ANCONA – Aumentano i ragazzi schierati con l’esposto contro la preside, ora le firme sarebbero salite a 220. Il rappresentante del Consiglio d’Istituto Stefano Penna invita la dirigente ad “appianare gli evidenti attriti con docenti e studenti”. Da tre mesi il caso è stato portato all’Ufficio scolastico regionale
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Foto di Edoardo Formica

 

di Giampaolo Milzi

Non saranno dure come le accuse mosse dagli studenti firmatari dell’esposto, ma quelle espresse nei confronti di Milena Brandoni, dirigente scolastica della sede di Ancona del liceo artistico “Mannucci” da Stefano Penna, presidente del Consiglio d’istituto, sono comunque chiare critiche al suo operato nella scuola. Nella petizione con richiesta di aiuto e intervento ispettivo presentata dai liceali il 21 febbraio scorso all’Ufficio scolastico regionale (leggi l’articolo) la preside viene definita “autoritaria, una che accentra il potere fine a se stesso nelle sue mani senza dialogare e confrontarsi prima con le altre componenti della comunità scolastica”, ovvero oltre ai ragazzi, il personale Ata, i docenti e i genitori. Petizione che, da quando è stata presentata all’Ufficio scolastico regionale, ha visto aumentare esponenzialmente i sostenitori: i firmatari sono cresciuti da 110 a 220, sul totale di 300 liceali. Stefano Penna è un genitore, di uno studente iscritto al I anno. E in una lunga nota inviata al nostro web quotidiano spiega come nell’ultima riunione del Consiglio di Istituto “io stesso, in qualità di presidente, ho sollecitato la dirigente scolastica e il suo primo collaboratore (Giorgio Pagnoni, ndr.) di appianare al più presto gli evidenti attriti con gli altri docenti e gli studenti, per lavorare tutti in maggiore armonia”. “Evidenti attriti”, dunque. E quindi Penna ricorda alla preside Brandoni che “la funzione della dirigenza è fondamentalmente per amministrare bene i denari a disposizione e creare le condizioni per far lavorare al meglio docenti e studenti”, appunto. E che “il rispetto da parte dei ragazzi si ottiene se si insegna loro il valore della convivenza e del lavorare insieme, ognuno nel proprio ruolo, essendo questo uno dei cardini della didattica”.
Quanto alla buona amministrazione dei “denari”, la preside, intervistata da Cronache Ancona (leggi l’articolo), oltre a contestare punto per punto le accuse presenti nell’esposto, ha rilanciato, spiegando come il “Mannucci”, quando lei vi si è insediata nell’anno scolastico 2017-2017, “era in uno stato di estremo degrado e gravato da una diffusa violazione delle regole da parte di troppi studenti (danneggiamenti, uso di sigarette e spinelli dentro e nel cortile della scuola, abbigliamento non consono… ndr.), che col suo staff è riuscita ad ottenere finanziamenti per ben 1milione e 300mila euro grazie ai quali è già virtuosamente in atto un generale rinnovamento strutturale e potenziamento strumentale del liceo, che il corpo docente vigila e quando è il caso sanziona i ragazzi, che si tengono corsi di educazione civica in collaborazione con le forze dell’ordine”.
“Non so se le accuse espresse nella lettera (esposto studentesco, ndr.) al Direttore generale (dell’Ufficio scolastico regionale, ndr.) siano perfettamente e incontestabilmente vere – ribatte il presidente del Consiglio d’Istituto – ma la rettifica da parte della preside Brandoni, con il lungo elenco delle cose fatte e dei finanziamenti ottenuti partecipando ai vari bandi offerti dal Ministero dell’Istruzione e dei finanziamenti avuti dalla Provincia, non centra il problema né lo risolve”. Occorre che al liceo “si lavori tutti in maggiore armonia”, ribadisce Penna. Ma che fanno i genitori per cercare questa armonia? “Anche i genitori sono molto partecipativi alla vita della scuola, organizzando periodiche riunioni del Comitato Genitori per documentarsi delle varie necessità e proporre soluzioni”. Soluzioni, evidentemente, che gli organi rappresentativi della comunità scolastica non sono riusciti a concordare con la preside, dato che diversi genitori e docenti hanno avuto con lei diversi duri confronti, da cui sono usciti insoddisfatti, tanto da appoggiare l’esposto degli studenti. Quanto all’esposto, Penna si dice “molto contento che i nostri ragazzi ritengano i loro diritti molto importanti, soprattutto il diritto al rispetto da parte degli adulti”. “Quando si avverte una emergenza e i nostri ragazzi insorgono per risolverla, – aggiunge – bene, quello è il momento in cui si ha la crescita del senso civico”. Di più. Penna si meraviglia che il Direttore generale (dell’Istituto scolastico regionale, ndr.), Ugo Maria Felisetti, a distanza di tre mesi, non abbia ancora inviato una ispezione e controllato la veridicità delle accuse: ciò rappresenterebbe un segnale che la scuola è ancora un luogo dove tutti hanno diritto al rispetto e l’autorità vigila per difenderne la democraticità”. Del resto il Garante dei diritti Andrea Nobili ha già preso contatti con l’Ufficio scolastico regionale per sollecitarlo ad intervenire sul caso “Mannucci” e ha annunciato “quanto prima
un incontro con gli studenti per cercare di capire cosa stia realmente accadendo” e di “attivare un confronto diretto con la dirigente scolastica”.
Una lettera tuttavia a due facce, quella del presidente del Consiglio d’Istituto del liceo artistico, una delle due molto diplomatica e a difesa della storia e della “mission” pedagogica della scuola: “Il “Mannucci” è il luogo dove ragazzi talentuosi della nostra città e provincia (abbiamo tre sedi: Ancona, Jesi e Fabriano) vogliono esprimere la loro creatività (…) per trasformare materia grezza in bellezza. Un concetto molto importante e, dal punto di vista economico, l’unica possibilità che noi italiani abbiamo di differenziarci dai competitori internazionali. (…). Tutti noi dobbiamo capire che viviamo insieme a cose “disegnate” da creativi (dai nostri abiti alle nostre case, auto, uffici, giornali, televisione, e la fila è infinita), quindi il lavoro dei creativi è potenzialmente infinito (…). Dopo aver frequentato la nostra scuola e, per alcuni, aver approfondito gli studi con corsi universitari, i ragazzi sono in genere diventati: sarti, restauratori, grafici pubblicitari, illustratori di libri, illustratori per quotidiani e riviste internazionali, tipografi, creatori di borse, disegnatori di scarpe, creatori di sigle televisive, progettisti di yacht e di elementi architettonici, disegnatori industriali in uffici comunali, artisti, professionisti di design d’interni, architetti, professori o assistenti in questa scuola, impiegati, operai, avvocati, medici”.
Fatto sta che i 220 studenti firmatari dell’esposto, tantissimi, visto che gli iscritti totali alla sede anconetana del “Mannucci” sono circa 300, la loro “creatività finalizzata alla bellezza” (per dirla con Stefano Penna) durante quest’anno scolastico dicono di averla vista calpestata dalla preside, accusata di aver gettato nell’immondizia opere e lavori di ex allievi, tra cui una del famoso esponente anconetano di “street art” BLU, noto anche a livello internazionale. E che solo dopo gli articoli di Cronache Ancona il “caso Mannucci” non è passato più sotto silenzio, ora al liceo c’è chi ne parla apertamente, e c’è chi dice la sua nei social media.
La realtà, verificata dalla raccolta di molte testimonianze, è che al liceo artistico di Ancona molti, troppi docenti e genitori hanno taciuto. E che il Consiglio d’istituto è spaccato al suo interno, perché c’è ancora chi pensa che gli eventuali “panni sporchi vadano lavati in casa”. Tuttavia, finalmente, pare stia crescendo quella tendenza alla collaborazione per un lavoro in piena armonia fra tutte le componenti della scuola auspicata dal presidente del Consiglio d’Istituto. Tendenza virtuosa che speriamo si rafforzi all’inizio del prossimo anno scolastico.

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