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Altro intoppo per il nuovo Inrca:
la Cmc fa richiesta per il concordato

ANCONA - Non c'è pace per il nuovo ospedale dell'Aspio. La ditta, parte dell'Rti di aziende a cui sono stati affidati i lavori, è in difficoltà economiche. Incertezza sul futuro del cantiere
martedì 4 Dic 2018 - Ore 07:36
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Rendering del nuovo Inrca dell’Aspio

 

 

Difficoltà economiche per Cmc Ravenna: la ditta decide di fare richiesta per l’ammissione al concordato preventivo. Il consiglio d’amministrazione della società che guida l’Rti di aziende a cui sono stati affidati i lavori per la costruzione del nuovo Inrca ha preso questa decisione domenica e oggi (martedì) depositerà la documentazione al Tribunale di Ravenna. Una notizia che ha fatto il giro di tutti i quotidiani nazionali e che, per Ancona, si traduce in molte incertezze sul futuro del cantiere dell’Aspio. Un iter senza pace quello che dovrebbe condurre al nuovo ospedale di rete Ancona sud-Osimo, che ha già visto avvicendarsi in sei anni ben quattro ditte edili diverse a causa di problemi di varia natura. 

Si parte nel 2012 con la prima aggiudicazione dell’appalto al gruppo Gdm – Psc e subito arriva il primo ricorso, vinto dalla coop edile di Imola Cesi. La vittoria al Consiglio di Stato, dopo aver bloccato il cantiere per un anno, non fa comunque ripartire i lavori e la Cesi entrerà in liquidazione poco dopo, nonostante nel frattempo fosse andata in scena la cerimonia per la posa della prima pietra. La Regione, ente appaltante, affida dunque i lavori alla terza classificata nella gara, la cordata Salc-Matarrese, ma nel 2014 la vicenda si arricchisce di un nuovo tassello: la Cmc lamenta errori nei punteggi assegnati nella gara e anche la Matarrese Spa nel frattempo rischia fallimento. Il Tar respinge il ricorso di Cmc, ma il Consiglio di Stato dà ragione alla ditta ravennate e ordina l’ultimo, clamoroso, passaggio di consegne alla Rti composta dalla stessa Cmc, e da Conscoop Soc. Cooperativa, Ubaldi costruzioni Spa e Arco Lavori. Siamo nel 2016 e da allora, i lavori per il nuovo ospedale di rete, che dovrebbe occuparsi anche di ricerca e geriatria, sono a malapena iniziati. Ora resta da capire come questo ulteriore intoppo impatterà sulla difficile situazione del cantiere.

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