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Ospedale di Osimo, Mariani:
«Inaugurata la terza corsia,
ma mancano i medici»

SANITÀ - La consigliera del gruppo misto denuncia: «Tra poche settimane due medici su tre del Pronto soccorso mancheranno all'appello», e punta il dito contro governatore e sindaco: «Ora tagliano nastri in clima elettorale, ma dal 2015 hanno solo smantellato l'ospedale»
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Maria Grazia Mariani (gruppo Misto)

 

Il Pronto soccorso di Osimo ha una “terza corsia”, ora però all’appello mancano i medici del reparto. «Tra poche settimane due medici su tre del Pronto soccorso non ci saranno e, a detta dei dirigenti Inrca, non se ne trovano (o mancano soldi?)». A denunciarlo è la consigliere comunale, Maria Grazia Mariani (Gruppo misto). «Del resto all’ospedale di Osimo non ci sono più pazienti − prosegue la consigliera −. Non per colpa dei medici, sulla cui professionalità non si discute, anzi abbiamo delle eccellenze che certamente gli osimani non vogliono perdere. La colpa è solo della politica − attacca Mariani −. Una politica scellerata il cui unico obiettivo è quello di far quadrare i propri tornaconti senza ascoltare le esigenze della città. Ormai in pochi si rivolgono alla struttura osimana: i cittadini dopo aver assistito ad uno “smontaggio” pezzo dopo pezzo di tanti reparti hanno perso fiducia e si rivolgono altrove».

Mariani punta il dito contro il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, e contro il sindaco, Simone Pugnaloni, colpevoli, secondo la consigliera, di aver smantellato il presidio sanitario, in primis con la chiusura del Punto nascita nel 2015. «Ceriscioli si presentava ad Osimo nel 2014 ed insieme al candidato sindaco, Pugnaloni prometteva: “L’ospedale non si tocca” − ricorda Mariani −. A novembre 2015 alla notizia che il punto nascite dell’ospedale di Osimo sarebbe stato chiuso, tutta la città, compreso Pugnaloni, è insorta. Ceriscioli ed i dirigenti Asur avevano deciso di chiudere il reparto di eccellenza osimano con più di 500 parti l’anno. Motivo? Mancava il personale sanitario (una o due unità) e non c’erano soldi per assumerli. Strano davvero perché il 30 dicembre dello stesso anno l’Asur trovava fondi per assumere a tempo indeterminato otto assistenti amministrativi (impiegati) attingendo da una graduatoria approvata nel 2010 e assumendo dal 40esimo al 47esimo classificato. Ma come è possibile se l’Asur solo 20 giorni prima aveva detto di non avere fondi per assumere personale. Nella sanità sono importanti anche gli uffici amministrativi. Ma il politico di turno ha l’obbligo di valutare le priorità. E in quel momento la priorità per gli osimani era mantenere aperto il punto nascite e quindi assumere quei due medici. Perché tenere aperto il reparto di ostetricia e ginecologia significava tenere in vita la struttura. Invece l’Asur ha deciso di assumere otto impiegati. Alla notizia il sindaco di Osimo, Pugnaloni, anziché arrabbiarsi e sbattere i pugni per mantenere il reparto, ha esultato. Comunque è stato solo l’inizio − sottolinea la consilgirea −. Chiuso il Punto nascita, abbiamo assistito alla debacle dell’ospedale, ceduto all’Inrca. Sono trascorsi 5 anni. Tra pochi mesi si vota e guarda un po’. Ceriscioli si ripresenta in pompa magna con Pugnaloni ed inaugura la “terza corsia” del Pronto soccorso. Il reparto è bello, costato 300mila euro, il cui accesso però non è così facile se non si sistema l’ascensore e tra poche settimane mancheranno all’appello due medici su tre».

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