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Commercio, bancarelle spostate in piazza:
dibattito fiume nella Sala Gialla

OSIMO- Approvata ieri sera in consiglio comunale la traslazione di 5 banchi del mercato ambulante in piazza Boccolino. La maggioranza: "Riordino necessario per questioni di sicurezza dei pedoni e per dare respiro ai negozianti murati vivi nelle loro vetrine". La minoranza: "Piano propedeutico ad assicurare l'istallazione di un gazebo fisso a un nuovo locale"
venerdì 22 Febbraio 2019 - Ore 10:19
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Il cantiere per i lavori ai sottoservizi Astea ora in piazza Boccolino

Bancarelle in piazza Boccolino- lato Gustibus (foto d’archivio)

 

Sarà riorganizzato in parte il mercato ambulante di Piazza del Comune a Osimo. A stabilirlo, ieri sera in consiglio comunale, il voto della maggioranza. Dopo un dibattito fiume è stato infatti approvata con i 13 sì di Pd-Energia Nuova contro gli 11 no dell’opposizione (Liste civiche, M5S, Territorio e Comunità, Gruppo Misto) la riallocazione qualche metro più avanti di 5 banchi per liberare i fronti dei negozi di piazza Boccolino e piazza del Comune sul lato ‘Gustibus’. “Abbiamo cercato di venire incontro ai commercianti che si sentono murati vivi dietro alle loro vetrine perché le bancarelle, che ormai viaggiano tutte su mezzi attrezzati, non lasciavano spazi adeguati – ha spiegato l’assessore Michela Glorio – Si è quindi resa necessaria una traslazione di 4 metri  dei banchi che non modificherà le concessioni tra gli ambulanti perché hanno un diritto acquisito. Con il nuovo progetto lasceremo, anche per questioni di sicurezza, spazi dai 5 ai 9 metri dal negozio alla prima bancarelle per far circuitare meglio i pedoni”.

Il piano prevede anche un secondo stralcio, per piazza Boccolino che l’amministrazione comunale si riserva però di attuare in seguito non avendo trovato, al momento, un accordo collettivo tra gli ambulanti. L’assessora ha poi spiegato che il piano di riordino non entrerà in vigore per ora per via del cantiere dei lavori di riqualificazione dei sottoservizi Astea che sta colonizzando l’area e che ha costretto nel corso degli ultimi giovedì a modificare la disposizione dei banchi a seconda dello stato di avanzamento delle opere.  “Prima di portare l’atto nella Sala Gialla ci siamo confrontati con tutti gli interessati – ha puntualizzato Michela Glorio – con la Confcommercio che ci hanno dato il via libera. Abbiamo svolto anche un incontro con il presidente e vice presidente degli ambulanti di Osimo e ci hanno dato il loro benestare. Abbiamo incontrato i 5 ambulanti da spostare. Si tratta solo di una semplice traslazione che non intralcerà le vie di fuga per le ambulanze previste in via Baccio Pontelli, via Lionetta, via 5 Torri e via Matteotti” ha rassicurato.

La sala Gialla, i banchi della maggioranza

Parole che non hanno convinto le opposizioni, compatte in  fronte comune per bocciare la proposta. Intervento dopo intervento, gli esponenti di minoranza hanno tratteggiato un retroscena a giustificazione del piano di riordino che non è stato ne’ confermato ne’ smentito dalla maggioranza. La consigliera Mariani (Gruppo Misto) ha esordito ricordando che gli ambulanti non avevano accolto bene la novità. “Li ho ascoltati di persona e sono arrabbiati mentre i commercianti fissi mi hanno riferito di non essere stati coinvolti nell’operazione. Si vocifera – ha riportato al microfono – che tutto questo spostamento sarebbe collegato all’insediamento di una nuova attività in centro che avrebbe chiesto di realizzare un gazebo fisso e quindi  c’è bisogno di più spazio libero. Le nuove attività vanno agevolate sicuramente ma si potrebbe aprire un precedente e tutte le altre potrebbero chiedere dehors fissi. Poi che facciamo? Spostiamo di nuovo le bancarelle?”. Il sindaco Pugnaloni (Pd) ha ribattuto che tutti i protagonisti erano stati coinvolti nel confronto. “Vi invito piuttosto a pensare in grande per il centro storico – ha rimarcato –  perché se ci sarà un’attività commerciale che ci fa richiesta di dehors fisso, sarà valutata come viene fatta con tutte le altre. Questo spostamento porterà solo a vivacizzare il centro storico”.

Sala Gialla, i banchi con i consiglieri comunale delle liste civiche (minoranza)

Il consigliere Pasquinelli (Territorio e Comunità) ha evidenziato invece “un problema di metodo. Sono 5 anni che si parla di una politica per il centro storico,  di un piano di riordino delle bancarelle e a poche settimane dalla elezioni comunali, sappiamo che il riordino non è nell’atto di fine consigliatura ma è qualcosa che avverrà fatto in seguito- ha osservato- Intanto però andiamo dietro alle esigenze del privato che ha una buona idea, la propone all’amministrazione che instaura un rapporto diretto con il privato. Sembra la politica delle ‘pacche sulle spalle’”. Anche David Monticelli (M5S) ha  lasciato intuire che “lo spostamento della bancarelle è propedeutico a insediare un gazebo fisso per 12 mese ad un imprenditore che vorrebbe occupare il negozio ex Alena perché avendo già collaudato questo format altrove, crede che possa essere utile anche per il nostro centro storico. L’imprenditoria privata ha assistita e incoraggiata ma voi cercate di essere più espliciti”. Ha suggerito di rinviare il punto in discussione invece Dino Latini (Liste civiche) perché “la sicurezza è prioritaria, ma votare questo atto a 90 giorni dalla Comunali significa ragionare in termini elettorali. Non si tratta di una soluzione che interessa l’intero spazio del mercato ma solo una parte. Qui c’è una persona che ha comprato un’attività nel centro, e va bene, ma non può pretendere che la pubblica amministrazione realizzi una struttura fissa. Ma li avete ascoltati i residenti, magari la nuova attività farà musica? E se tutti gli altri pubblici esercizi vorranno dehors fissi? Ragioniamo allora su come vogliamo impostare il centro storico”. E’ evidente, comunque, che  l’eventuale richiesta di montare una struttura fissa dovrà essere in linea con il regolamento regolamento per l’installazione e la gestione di gazebo e chioschi, approvato nel 2013 dal consiglio comunale.

Corso Mazzini e in prospettiva piazza Boccolino

In maggioranza il capogruppo democrat, Giorgio Campanari ha ironizzato. “Solo ad Osimo – ha sottolineato- si può parlare di ore per lo spostamento di 5 bancarelle. Voi delle opposizioni non avete argomenti e voi delle Liste civiche siete i responsabili politici della morte del centro storico”. La presidente del Consiglio Paola Andreoni ha ricordato che i problemi del centro storico scaturiscono da varie situazioni. “Ogni amministrazione ha fatto il possibile per rilanciarlo. – ha ricordato – Se penso a tutte le attività culturali, alle mostre organizzate, agli eventi a teatro, non si può sostenere che lo sforzo da parte nostra non c’è stato. Mio padre era commerciante e vivevamo sopra un bar, devo ancora capire che cosa significa conciliare i disagi di chi vive in centro con i disagi che può portare una nuova attività”. Prima del voto, il sindaco ha ribadito che le bancarelle saranno “solo traslate. C’è stato un processo democratico dove abbiamo ascoltato tutti. Poi se c’è qualcuno che vuole un dehors fisso valuteremo la proposta”. In coda alla seduta è stato bocciato anche l’ordine del giorno proposto dalla Liste civiche che chiedeva di accordare un risarcimento danni agli esercizi commerciali del centro penalizzati dai lavori in corso sulle piazze centrali. “Ben vengano i lavori di miglioramento dei servizi, ma tutto ciò non può penalizzare le attività commerciali del centro che quotidianamente vivono una generale situazione di difficoltà sia per la crisi economica ancora incombente, sia per l’ ubicazione, ora aggravate irreparabilmente dal cantiere aperto. – ha osservato la consigliera Gilberta Giacchetti (liste civiche)  Le amministrazioni e anche l’Amministrazione di Osimo in passato, provvedono ad un ristoro per chi viene effettivamente penalizzato dai lavori in corso. Pertanto la nostra richiesta discussa in Consiglio Comunale era finalizzata a provvedere al ristoro dei commerciali del Centro che a causa dei lavori in corso subiscono una riduzione dell’abituale attività lavorativa. Amministrazione totalmente sorda ed indifferente, da bocciare e non considerare tale richiesta”.

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