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“Sindaca del mondo” alla ribalta nazionale:
«Non aspiro a palazzo Raffaello,
voglio aiutare a ricostruire credibilità»

L'INTERVISTA – Reduce dalle ospitate nelle trasmissioni "Le parole della settimana" di Massimo Gramellini e "Otto e mezzo" condotto da Lilli Gruber, Valeria Mancinelli racconta a Cronache Ancona cos'ha significato per lei e per il capoluogo di regione il riconoscimento internazionale World Mayor Prize, tra polemiche e apprezzamenti. «Sul decoro cittadino si può fare molto meglio». Poi la stoccata al Pd regionale: «Si preoccupino di ricostruire il consenso per il 2020»
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Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona

 

di Martina Marinangeli 

La «sindaca del mondo» Valeria Mancinelli, ospite della trasmissione Le parole della settimana di Massimo Gramellini la scorsa settimana e ieri special guest a Otto e mezzo, condotto da Lilli Gruber, racconta a Cronache Ancona cos’ha significato per lei e per la città il riconoscimento internazionale World Mayor Prize, tra polemiche e apprezzamenti. «Sul decoro cittadino si può fare molto meglio». Poi la stoccata al Pd regionale: «Si preoccupino di ricostruire il consenso per il 2020». 

Sindaca, il premio sta già dando i suoi primi frutti: ormai è in tutte le tv nazionali, questo cosa significa per Ancona?
«Sempre stando con i piedi per terra e con il dovuto senso della proporzione, questo riconoscimento è un faro di luce puntato sulla città attraverso di me. Può sicuramente essere uno degli strumenti attraverso cui dare visibilità ad Ancona e farla conoscere anche al di fuori dei confini regionali».

Dove praticamente è una bella sconosciuta
«Ho in mente uno spot per promuoverla: avete presente la scalinata di Trinità dei Monti? Bene, Ancona ne ha una altrettanto bella, quella del Passetto, alla fine della quale trovate il mare della Sardegna. Se avessi avuto altri 10 minuti, ieri nella trasmissione di Lilli Gruber, l’avrei detto».

Magari ci saranno altre occasioni: ha già ricevuto altre proposte dalle tv nazionali?
«Per il momento no. Poco fa mi ha chiamata Rai 2, ma avevo il telefono spento e loro vanno in diretta. Comunque, la Gruber è rimasta contenta della mia partecipazione e ha detto che probabilmente ci rivedremo».

Valeria Mancinelli ieri sera a Otto e mezzo

Ci sono state polemiche intorno alla sua elezione a sindaco del mondo: dai pochi voti ricevuti, alle motivazioni addotte, legate anche alle asfaltature delle strade e al decoro dei parchi, che obiettivamente non sono distribuiti omogeneamente nella città: come risponde?
«So bene che ad Ancona c’è chi ha opinioni diverse sul mio operato, ma mi pare di poter dire che il 62% degli anconetani l’ha condiviso, a giudicare dalle elezioni di giugno. Il premio non era legato alla quantità di clic, ma al tipo di motivazioni che i cittadini hanno dato al voto e al giudizio degli esperti della fondazione. Per il resto, di strade ne abbiamo asfaltate molte, ma proprio stamattina sono stata fermata da due persone in corso Amendola che mi chiedevano quando saremmo intervenuti su alcune strade della zona. Ho risposto che ancora non è stata asfaltata neanche via Fazioli, sotto casa mia, ma ci arriveremo».

Mettiamola così: quali sono i punti di forza che l’hanno portata a vincere il premio e quali i punti deboli su cui si deve ancora lavorare?
«Come punti di forza, direi i risultati concreti ottenuti per la città e la credibilità, ovvero la coerenza tra ciò che dici e ciò che poi effettivamente fai. Tra i punti deboli, o meglio, tra gli aspetti su cui si può fare meglio, c’è la necessità di una maggior organizzazione della macchina comunale per curare nel quotidiano gli spazi pubblici, anche a livello di manutenzione ordinaria. Serve uno scatto dell’intera comunità cittadina per mantenerli puliti e decorosi, cosa su cui lavoreremo molto nei prossimi mesi».

La visibilità legata al premio ottenuto le avrà dato anche un maggior peso all’interno del partito: considerando che Ancona è stata la spina nel fianco del Congresso regionale, cambieranno le dinamiche?
«Il mio core business è fare bene il sindaco di Ancona. Siccome però c’è un gran bisogno di ricostruire credibilità, provo a dare una mano anche a livelli diversi. Certo, un po’ di autorevolezza in più la visibilità la dà. I commenti al mio intervento ieri a Otto e mezzo mi dicono che mi si riconosce l’efficacia e quando sono gli altri a dirtelo, questo dà maggior forza alle tue idee e al tuo contributo».

Ce lo dica una volta per tutte: punta alla Regione per il 2020?
«No, non ho nessun interesse per palazzo Raffaello, l’ho detto e lo ripeto perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire».

Solo i rumors di una sua eventuale candidatura hanno fatto tremare molti…
«Ammesso che ci sia davvero chi si preoccupa di questo, può smettere di farlo. E aggiungo: si preoccupino di come si fa a ricostruire il consenso per il 2020, e non mi riferisco al presidente Ceriscioli, ma in generale».

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